Isole Azzorre: la guida completa e aggiornata
Guida Isole Azzorre, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Le Isole Azzorre si trovano al centro dell'Oceano Atlantico, tra la costa canadese e quella portoghese, e l’arcipelago si estende per più di 600 chilometri. È possibile identificare tre diversi gruppi nell’arcipelago: quello centrale comprende l’Isola di Graciosa, Terceira, Sao Jorge, Pico, quest'ultimo ospita anche il monte più alto dell’arcipelago e dell’intero Portogallo, a 2351 metri sul livello del mare, e Faial; quello orientale, con Sao Miguel e Santa Maria; e quello occidentale, con Flores e Corvo.
Le Azzorre hanno una geologia complicata, dovuta sia all’azione dei vulcani sia dai movimenti della tettonica oceanica, a causa dell’interazione tra la placca americana, quella euroasiatica e quella africana. Per capire quanto sia movimentata la situazione geografica delle Azzorre, anche in tempi recenti, basti pensare che una decima isola, Sabrina, emerse nel 1811 non molto distanza da Sao Miguel e pochi mesi dopo venne ringhiottita dalle acque. Il clima delle Azzorre è subtropicale marittimo anche in virtù della Corrente del Golfo, e per tutto l’anno si può contare su temperature miti.Proprio per la sua posizione a metà tra le Americhe e l’Europa, le Azzorre hanno avuto una rilevanza storica notevole, che fa fatta probabilmente risalire addirittura ai Cartaginesi, almeno stando alle testimonianze riportate dagli esploratori e dai navigatori che le visitarono nel diciottesimo e nel diciannovesimo secolo. Da sempre il nome delle Azzorre viene associato a quello di Atlantide, il mitico continente al di là delle Colonne d’Ercole poi sommerso in una catastrofe. La scoperta moderna delle Azzorre risale agli inizi del quindicesimo secolo ad opera dei Portoghesi, che tuttora ne detengono la proprietà e che colonizzarono le isola con popolazioni dell’Algarve e dell’Alentejo. I nuovi colonizzatori distrussero i tanti boschi che si trovavano sulle isole per fare posto a pascoli e colture di cereali, soprattutto i cedri, ormai estinti. Nei secoli scorsi la vita dell’arcipelago è proseguita piuttosto tranquillamente, anche ospitando la flotta di Cristoforo Colombo di ritorno dal suo primo viaggio in America, a parte i disordini del 1820 dovuti alla guerra civile portoghese. Col tempo, nuovi immigrati si andarono ad aggiungere ai portoghesi, in particolare i fiamminghi. Uno dei problemi storici di queste isole è sempre stato il pericolo di invasioni dei pirati, con molti di loro a nascondersi nelle grotte dell’Isola di Flores per dare l’assalto ai galeoni di passaggio. Oggi le Azzorre sono una regione autonoma nell’ambito del Portogallo, e anche la lingua, dopo secoli di isolamento, è piuttosto diversa dal portoghese continentale.
L’economia delle Azzorre si basa in particolare sull’agricoltura e sull’allevamento, oltre alla pesca, che però paradossalmente è meno praticata malgrado la grande pescosità dei mari. L’arcipelago è ancora piuttosto arretrato ma molto è stato fatto negli ultimi anni per dotarlo di moderne infrastrutture, compreso il comparto energetico. Tra le coltivazioni spiccano il grano, l’uva, il tabacco, il tè, la cicoria, la patata dolce, l’ananas, la canna da zucchero e gli agrumi.
Per quanto riguarda gli eventi, non sono pochi quelli ancora molto sentiti nelle Azzorre e a carattere religioso, in particolare la Festa do Espirito Santo, la settima domenica dopo Pentecoste. Importante anche la festa di Santo Cristo dos Milagres la quinta domenica dopo Pentecoste, quanto un’immagine sacra di Gesù viene portata in processione per le strade di Ponta Delgada. Un’altra tradizione molto sentita è quella della Tourada à corda, che vede 4 tori con la corda al collo liberati per le strade, un po’ come la festa di San Firmin a Pamplona e non di rado con lo stesso esito di feriti in ospedale. In particolare questo evento è vissuto a Terceira.
La cucina delle Azzorre si basa prima di tutto su materie prime di altissimo livello, molto abbondanti nell’arcipelago e alla base di preparazioni sempre apprezzate: carne bovina nelle isole di Sao Miguel, Terceira, Pico, carne di maiale, tanto pesce (in particolare aragoste, astice, granchi, polpo, seppie, calamari), soprattutto cucinato in umido o alla griglia, una vasta selezione di formaggi, come il Sao Jorge e il caprino Queijo Da ilha. L’antica tradizione isolana e l’isolamento dell’arcipelago ha portato alla conservazione di pratiche oggi per i nostri palati, come l’uso un po’ eccessivo di burro, uova e zucchero. Tra i dolci e la frutta è molto diffuso l’ananas. Il vino, in particolare, è da sempre uno dei prodotti delle Azzorre più apprezzati, grazie ai vigneti che popolano le pendici delle montagne e delle colline, prima di tutto il fertile monte Pico, il più alto di tutto il Portogallo. Furono i francescani a introdurre la coltivazione della vite nell’arcipelago, e oggi è possibile gustare il "Vinho de Pico" in tante varietà, soprattutto la "Verdelho" (derivata, secondo la tradizione, da Verdicchio importato dalla Sicilia) ma anche tanti altri vini bianchi e rossi. Sui "Misterios", i tipici campi di lava dalle forme bizzarre che si trovano sulle pendici del Pico, si trovano vigneti fino a 100 metri di altitudine, protetti dai venti grazie a un complesso reticolo di muretti a secco eretto nei secoli con pazienza, tanto che (un po’ come le Cinque Terre italiane) il paesaggio dei vigneti di Pico sui campi di lava è diventato, nel 2004, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Una curiosità legata alle Azzorre è quella della Piramide, scoperta nel 2013, alta circa 60 metri con pianta quasi perfettamente quadrata, nel fondo dell’Atlantico, tra l’isola di Terceira e quella di Sao Miguel. Tracce di una civiltà antecedente alla scoperta delle isole, o addirittura dell’antica Atlantide? Nessuno ancora lo sa, per un altro "Misterio" di questo affascinante arcipelago.











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