Chi non conosce Santo Domingo? La sua immagine stampata sulle cartoline, fatta di palme, spiagge bianchissime e acque turchesi, rappresenta il massimo per chi ricerca il classico "paradiso tropicale".
Ma la Repubblica Dominicana non è solo mare: da scoprire nell'isola
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Vedi tutto c'è anche la sua storia, la sua cultura, la sua gente calorosa e ospitale. Al di fuori dei fantastici resort turistici la vita trascorre tranquilla, al ritmo di merengue, alla ricerca di quel benessere che questa popolazione ormai vede in televisione, il benessere dei vicini Stati Uniti o degli Europei che ogni anno la invadono: ma chi dice che il vero benessere sia il nostro e non il loro?
La capitale dell'isola, frequentata per di più da turisti in cerca di spiagge da cartolina e relax assoluto, difficilmente viene visitata da molte persone, anche per la distanza che la separa dalle spiagge più frequentate, Bajahibe e Punta Cana.
Invece è una meta assolutamente da non perdere se volete conoscere anche gli usi e costumi della popolazione e la storia dell'isola, oltre alle incredibiil spiagge.
Il centro coloniale di Santo Domingo è un autentito gioiello a cielo aperto e rappresenta un tuffo nel passato che permette di riscoprire i tempi dei Conquistadores alla scoperta del Nuovo Continente.
Da Bajahibe, abbiamo preso un taxi (da 7 posti) per tutto il giorno al prezzo di $ 110, contrattando con un tassista fuori dal resort. Noi eravamo solo in 3, ma se fossimo stati in 5 il prezzo sarebbe stato lo stesso (in 7 avrebbe voluto $150).
Dopo circa due ore arriviamo nella capitale; il taxi ci ha lasciato davanti alla Cattedrale, nel parco Colon, nel cuore della città coloniale, e gli abbiamo dato appuntamento dopo 3 ore e mezza.
Dopo aver visitato la bella Cattedrale, la prima costruita e ancora esistente in America, ci siamo incamminati per El Conde, la via pedonale che attraversa tutto il centro storico, con bei negozi, locali e ristoranti.
Quindi ci siamo inoltrati a piedi nelle viuzze del centro per raggiungere il mercato "Modelo"; abbiamo così avuto modo di vedere da vicino la vita quotidiana dei dominicani, le loro abitazioni e botteghe.
Il mercato è proprio turistico, con negozietti un po tutti uguali di quadri coloratissimi (tipici di Santo Domingo), souvenir e sigari. La mattina è poco frequentato, ma al pomeriggio diventa davvero caotico con l'arrivo di tutti i gruppi. Sinceramente avremmo potuto evitare questa visita, per goderci con più tempo tutto il resto.
Torniamo verso il mare fino ad arrivare a Calle Las Damas, la storica via dove nel 1500 si sono insediati i dominicani.
Qui, in poche centinaia di metri, si possono visitare i monumenti più importanti della città: la Fortaleza Ozama (dove si può salire sulla torre), la casa de Bastidas, il Panteon Nacional (con il cambio della guardia), il Museo della Casa Reale e l'Alcazar de Colon su Plaza de Espana, che fu residenza di Diego Colombo e presenta degli interessanti interni d'epoca.
Si può unire la visita del centro coloniale al grazioso giardino botanico. Percorriamo il famoso Malecon (lungomare), e in mezzora raggiungiamo il Giardino Botanico, dove si può fare un picnic sotto l'ombra delle palme: quindi inizia un giro con un trenino panoramico di circa 30 minuti, con una guida che spiega in spagnolo (ma si capisce quasi tutto) tutte le specie botaniche del parco. A metà strada si sosta per attraversare a piedi un suggestivo giardino giapponese: in un punto si possono osservare con un solo colpo d'occhio pini di montagna, prato all'inglese, palme tropicali, bambù e bonsai giapponesi. Qui, in pieno centro di Santo Domingo, il caos della città è un lontano ricordo.
Ingressi: circa due dollari a testa per gli ingressi nella città, e altri due dollari per l'entrata al giardino botanico con il giro in trenino.
Vedere gli usi i costumi del popolo, in questo paese ci sono delle enormi disparità si passa da gente straricca a quella molto povera, vedere con i propri occhi le zone povere, vedere le piantagioni di canne da zucchero, visitare
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Vedi tutto i fiumi, andare nella zona dove si incontrano i due Mari.
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