Girona: la guida completa e aggiornata
Guida Girona, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La Spagna evoca nella mente della maggior parte di noi l’immagine di una terra dalla cultura forte, ricca di folclore, e con spiagge calde come i suoi abitanti. A soli 103 km a nord-est della celeberrima Barcellona, si trova la provincia di Girona (Gerona in Castigliano-Spagnolo e Girona in Catalano), che confina con la Francia e le province di Barcellona e Lleida.
Girona occupa una felice posizione geografica, tra i Pirenei e la Costa Brava, ed è divisa nelle seguenti regioni: El Alt Empordá, Pla de I’Estany, Selva, Ripollés, Cerdanya, El Gironés, La Garrotxa e El Baix Empordá. Nella valle del Ter, si trova la città di Girona, capoluogo dell’omonima provincia, posizionata su una piana (El Pla de Girona) e situata alla confluenza di quattro fiumi, Onyar, Guell, Galligants e Ter.
Girona è caratterizzata da un clima caldo, che a luglio e agosto può raggiungere picchi fino a 35-40 °C, ma nel complesso ha un clima mite, la temperatura media durante l’anno è di 23 °C con poca pioggia, e qualche differenza climatica tra le varie zone della provincia di Girona. Sulla costa la temperatura è di un paio di gradi più calda, ma la brezza marina rinfresca i suoi visitatori, mentre la zona dei Pirenei, a solo un’ora e mezza dalla città, è piena di neve tutto l’anno.
Le prime tracce umane in città risalgono all’antica Grecia, come testimoniano i reperti del Museo di Sant Pere de Galligants, ma il primo vero insediamento urbano, conosciuto come Gerunda, fu realizzato dai romani nel I secolo avanti Cristo, la vecchia muraglia, i cui resti vanno dal Paseo Arqueológico fino ai Giardini della Muraglia, ne sono la prova.
La fine dell’Impero Romano causò le invasioni barbariche, che in Spagna nel 476 portarono i visigoti e a cui seguirono nel 715 gli arabi; tuttavia la cultura musulmana, pur lasciando ancora delle tracce, non si impiantò perché fu scardinata da Carlo Magno, che impose la sua visione culturale e politica.
Nel Basso Medioevo crebbe di importanza la comunità ebraica e la scuola cabalistica, anche in questo caso la nuova cultura andò ad arricchire quella già esistente, ma non mise radici a causa delle persecuzioni operate dai castigliani. Girona fu duramente colpita nell’Ottocento dalle truppe napoleoniche che assaltarono il centro catalano, attaccando le mura medievali, della dominazione napoleonica rimane il grande giardino di stampo francese il Devesa.
L’economia spagnola ha una lunga tradizione legata all’agricoltura, si coltivano soprattutto cereali (frumento, orzo, mais, segale, avena), riso, ortaggi, tabacco, barbabietola, canna da zucchero, cotone, arachidi, girasole, luppolo, soia, colza, olivo, vite e alberi da frutto. La risorsa forestale principale del paese è la quercia da sughero, che alimenta un’industria seconda per importanza solo a quella del Portogallo.
Un posto importante nell’economia è occupato dalla pesca, che fornisce notevoli quantità di tonni, polipi, seppie, naselli, sardine, acciughe, sgombri, crostacei e molluschi. Inoltre la presenza di un aeroporto a Girona (servito anche da compagnie aeree lowcost), e la posizione di passaggio nel collegamento Spagna-Francia hanno aumentato, e di molto, la voce del turismo.
Il clima mite che rende la città di Girona piacevole da visitare tutto l’anno, e l’amore per la tradizione permette ai turisti di incappare spesso, in eventi, celebrazioni, e sagre sempre diverse. La Festa di San Jordi, il Santo patrono della Catalogna, che si celebra ad aprile, è tra le più amate. Si tratta di un evento di origini medievali durante il quale i cittadini della Rambla e della calle Argenteria, esibiscono sui balconi dei pupazzi chiamati tarlà (ricordando un simpatico personaggio che durante la quarantena causata dalla peste, per intrattenere i cittadini compiva acrobazie da un balcone all’altro) inoltre per tradizione le coppie si scambino regali, gli uomini ricevono un libro e le donne una rosa.
Alla fine di ottobre si tiene la Festa di San Narcís, in onore del Santo, le cui reliquie sono deposte nella Chiesa di San Feliu. Dopo il sacro inizia il pagano con la manifestazione CorreFoc, dove cittadini vestiti da diavoli con delle fiaccole in mano, inseguono le persone fingendo di volerle bruciare. Tra ottobre e novembre spazio all’arte con il Festival de Teatre Temporada Alta e il Festival de Cinema de Girona.
L’arrivo della primavera a metà maggio viene festeggiato con l’Esposizione dei fiori, mentre a settembre c’è la Carovana delle macchine d’Epoca, che vede veicoli immatricolati prima del 1930 sfilare per la città. Girona è nota anche per le coltivazioni di viti e ulivi, con le varietà di olive autoctone: agrudell, corivell e verdal, famoso il pa amb tomaquet, (pane con pomodoro, olio, sale e in alcuni casi aglio).
Molto sviluppata anche la produzione di frutta, come le mele di Sant Pere Pescador, quelle di Torroella de Montgrì, (da cui si ricavano piatti come le mele farcite di carne macinata) le ciliegie di Llers e Terrades, le pere di Puigcerdà e le nocciole della Selva.
Il successo della gastronomia di Girona è legato alle diverse influenze delle varie culture che hanno abitato queste terre, e dei paesi confinanti. Da provare il pollo con l’aragosta, il romesco, (salsa realizzata con pomodori, peperoni, aglio, mandorle e cipolle) e la calcotada, un piatto di cipolle cotte sul fuoco, ed infine la sarsuela, (un piatto di crostacei cotti in una fatta con cipolle, aglio, sherry, pomodori e paprika).
La fondazione di Girona ha anche un’origine mitologica, la leggenda vuole che Gerione, un gigante con tre teste, figlio di Crisaroe e di Callirroe, re dell’isola Eritrea nell’Oceano Atlantico, nell’intento di allargare il suo regno, si spinse sino ai limiti della penisola Iberica, dove fondò una città, alla quale diede il suo nome: Geriona.
La provincia di Girona ha davvero molto da offrire, con un territorio davvero variegato. Essa si trova nella rinomata zona costiera della Costa Brava, con le splendide spiagge di Roses, Cadaques e Cap de Creus. Ci sono poi delle grandi pianure fertili ideali per il turismo rurale, oltre a molti parchi naturali delle zone umide del Empordà e della zona vulcanica della Garrotta. Nelle vicinanze ci sono anche i Pirenei dove è possibile sciare e fare snowboard tutto l’anno. La città offre sia un turismo culturale che paesaggistico, con edifici antichi, giardini botanici, la cinta muraria della Força Vella, ed un magnifico quartiere storico ebraico che attrae molti visitatori.









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