"Hawaii? Bah, ormai sono troppo cementificate...". Eppure io ho mantenuto fede al mio sogno di bambina e ci sono andata, nonostante qualcuno dei miei conoscenti, abbia arricciato il naso alla notizia. E non sono stata delusa. Le Hawaii sono proprio
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Vedi tutto come venivano proposte nei telefilm anni '80. Panorami da cartolina, clima ideale, sorrisi cordiali, collane di fiori e tanto surf. Qui siamo nel 50° Stato Americano ma l'atmosfera è quella rilassata dei paesi tropicali. Honolulu, fin dall'areo, compare come un agglomerato di grattacieli che si specchia su un oceano color turchese ma si vede subito che è un'eccezione: tutt'attorno è un esplodere di verde e di natura lussureggiante, dai colori da mozzare il fiato. Quando si parla di Honolulu si fa riferimento in particolare alla zona del porto mentre in tutto il mondo è nota la spiaggia di Waikiki dove sorgono alberghi affacciati su una vista da film. Il Pacific Beach Hotel in particolare, sulla Kalakahua Avenue - ricca di negozi, locali e i famosi ABC per i souvenirs - con i suoi numerosi piani e le sue oltre 800 camere, è uno dei più suggestivi della zona. Dai suoi terrazzi panoramici si possono vedere, fin dalle 5 del mattino, gruppi numerosi di persone andare a caccia di onde da cavalcare. Una folta popolazione che conta appassionati di ogni età: dai bambini più piccoli (dotati di giubbino salvagente e accompagnati dai papà) ai surfisti anziani più in forma, la tavola qui è davvero per tutti. La gente locale è cordiale e sorridente e viene ben presto spontaneo salutare come è d'uso da queste parti, con un dolce e musicale "aloha". Ad ogni angolo della città i turisti hanno la possibilità di imparare gratuitamente la Hula, la tradizionale e antica danza d'amore che fa bene al corpo e alla mente, interpretata abilmente dalle danzatrici locali, vestite in gonnellini di paglia e fiori e tipiche collane di "lei" (in hawaiano lei vuol dire "ciao"). Ma Honolulu accoglie anche un pezzo importante di storia. Lo Iolani Palace - il palazzo reale che accolse le dinastie dei re locali - e il Bishop Museum - che ospita i pezzi migliori della cultura hawaiana. I turisti inoltre, non disdegnano una visita a Pearl Harbor, il porto che il 7 dicembre 1941, durante la seconda guerra mondiale, subì l'attacco dalle forze aeronavali giapponesi. Da Honolulu poi, affittando un'auto (non chiedete un'utilitaria: tutto inutile, le dimensioni americane sono assolutamente enormi), sarà possibile dirigersi verso Hanauma Bay, a circa mezz'ora di strada, e in un battibaleno vi ritroverete nel paradiso terrestre. Una baia di origine vulcanica, ospita uno degli angoli più incantevoli della terra, tra rocce, palme e acqua turchese. Affittare snorkel, maschera e pinne è possibilissimo e allora preparatevi a vedere con i vostri occhi dei fondali da sogno. Pesci di ogni colore - tra cui il variopinto dall'impronunciabile nome, Humuhumunukunukuapu'a, simbolo delle Hawaii -, ma anche tartarughe che placide, nuotano senza troppo scomporsi a un palmo dal vostro naso. Prima di lasciare Hanauma Bay date uno sguardo agli alberi che vi circondano: facilmente potrete scorgere coppie di pappagallini rossi che vi osservano incuriositi. E se poi, prima di tornare a casa, vi concedeste un'ultima giornata sulla spiaggia di Waikiki, e vi accorgeste di avere come vicina di telo una foca monaca, non stupitevi. Talvolta, da queste parti, succede anche alle foche di voler passare qualche ora di mondanità.
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