Harare: la guida completa e aggiornata
Guida Harare, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La città di Harare, un tempo detta Salisbury, è la capitale dello Zimbabwe, oltre ad essere la più popolosa dello stato. Centro più importante sotto il profilo amministrativo e commerciale di tutto lo Zimbabwe, Harare ha uno status indipendente.
La posizione della città è particolare in quanto è situata non distante dall’altura di Kopje, punto molto panoramico.
Harare gode di un clima mite, la media delle temperature si aggira intorno ai 18°C, un caldo non troppo forte grazie alla mitigazione dei venti che provengono da sud. Chi si reca in questa città deve tener presente che il mese più fresco è quello di luglio, mentre quello più caldo è ottobre. Inoltre, vi sono tre stagioni principali, ovvero quella caldo umida, quella fresco asciutta e quella caldo asciutta che corrispondono rispettivamente ai periodi che vanno da novembre ad aprile, da maggio sino al mese di agosto e al periodo tra settembre e ottobre. La piovosità si concentra perlopiù tra novembre e marzo, la temperatura massima che si raggiunge è di circa 28°C mentre per la minima bisogna orientarsi intorno ai 6°C.
Sotto il profilo storico, va detto che Harare nasce con scopo di fortificazione e difesa nell’anno 1890 grazie alla Pioneer Column, sotto l’organizzazione Cecil Rhodes. Prima di chiamarsi con il nome attuale, la città era detta Salisbury in onore di colui che all’epoca era il Primo Ministro britannico e il terzo marchese di Salisbury, Robert Arthur Talbot Gascoyne-Cecil. Il titolo di città fu conferito a Salisbury nel 1935 che divenne la capitale della Federazione della Rhodesia, colonia inglese, e del Nyasaland nel periodo compreso tra il 1953 e il 1963.
Fu nel 1982, esattamente il 18 aprile, che Salisbury divenne Harare, in occasione del II anniversario dell'indipendenza dello stato dello Zimbabwe, regione in cui si alternano nomi europei e nomi di natura indigena. Importante è stata per la città di Harare quella che viene definita comunemente Operation Murambatsvina, ossia un’operazione di demolizione avvenuta nell’anno 2005 sotto il governo di Robert Mugabe che ha eliminato i quartieri poveri. La popolazione sfollata ha dato vita a non poche proteste contro quello che è stato definito un atto volto a contenere la microcriminalità poiché effettuato senza preavviso. C’è chi ha ipotizzato una strategia politica avversa legata a quest’operazione.
Dal punto di vista economico, va detto che Harare è perlopiù legata al commercio del tabacco e del cotone. Molto sviluppati sono anche i settori inerenti la produzione del mais e degli agrumi. Svariate sono le industrie tessili, quelle legate alla lavorazione dell’acciaio e quelle di natura chimica. Da rilevare è ad Harare la presenza di miniere d’oro.
Tra gli eventi più sentiti ad Harare, oltre al Capodanno, importante la Festa dell'Indipendenza che si tiene il 18 aprile, la Festa dell'Africa il 25 maggio e la Festa degli eroi che si svolge ad agosto.
La cucina di Harare, e in generale di tutto lo stato dello Zimbabwe, ha una duplice natura: quella anglosassone, dovuta alla colonizzazione, e quella indigena. Tra i piatti tipici citiamo, pertanto, il sadza, porridge di mais, da servire con la nyama e la zucca gem.
Da segnalare è la presenza, nella città di Harare, della sede dell'Università dello Zimbabwe. Particolare e degno di nota è il complesso commerciale Eastgate Centre che prende ispirazione dalle rovine di Great Zimbabwe, terminato nel 1996, nato da un progetto eco sostenibile dell’architetto Mick Pearce, personaggio di fama internazionale nell’ambito della materia ecosostenibile.
Ad Harare i turisti giungono per la splendida natura dei suoi paesaggi, per il clima mite e per la sua storia, svariati sono i siti archeologici presenti e i parchi naturali dove concedersi piacevoli passeggiate nel verde. Altre ragioni che spingono in città sono il commercio di tabacco per il quale la località detiene dei primati e la sede universitaria alla quale giungono molti studenti anche dai Paesi limitrofi.



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