Una bellezza... eterna: sono loro i 6 cimiteri monumentali più belli d'Italia
Come cantava Baglioni, "partire è un po' come morire". E qui, curiosità del viaggiatore e vita eterna si incontrano
I cimiteri monumentali più belli d'Italia non sono solo i luoghi dove riposano persone care, semplici cittadini, donne e uomini illustri. Ancora di più, sono luoghi sacri dove si racconta e celebra la storia e i suoi personaggi tra mirabili coreografie di arte sacra. Mausolei e statue da ammirare come vere e proprie opere, omaggi alla vita e alle sue innumerevoli storie, di conquiste e di quotidianità. I cimiteri sono angoli di pace che plasmiamo per rispondere alle nostre esigenze personali e culturali, sono luoghi di vita, dove ricordare per non perdere la memoria. Un inno alla storia e alla conoscenza, nulla a che vedere con il turismo macabro e la spettacolarizzazione di falsi miti.
Cimitero Monumentale di Milano, la memoria della città meneghina

Il Cimitero Monumentale di Milano è un grande complesso della fine dell’800 progettato da Carlo Maciachini (sì, lo stesso della fermata sulla M3) secondo un gusto eclettico tipico del periodo. Un insieme di stili, dal romanico lombardo al gotico, con richiami toscani, una grande struttura architettonica ricchissima di opere d’arte.
Il suo fulcro è il Famedio, Famae Ades, la Casa della Fama, una struttura neogotica sorta per ricordare i milanesi e gli ospiti più illustri che con la città ebbero un legame speciale. Qui riposano Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo e Salvatore Quasimodo, celebrati attraverso monumentali sepolture. Tra le edicole riposano anche i milanesi illustri come Carlo Erba, Bocconi, Campari, Falck e tanti altri personaggi che hanno lasciato qualcosa alla città meneghina. Sul viale centrale del Monumentale si allineano due tombe degne di nota, quella di Enrico Butti e Isabella Casati, proprio qui si erge la statua, “la Giovane rapita nel sogno”, opera illustre del verismo lombardodatata 1890.
Per questo complesso architettonico lavorarono scultori illustri come Lucio Fontana, Leonardo Bistolfi e Odoardo Tabacchi, è facile incontrare le loro opere passeggiando tra i vialetti. All’interno del cimitero Monumentale si trovano due recinti a lato del Famedio, spazi riservati agli israeliti e ai non cattolici. Qui riposano personaggi illustri come Arnoldo Mondadori, Ulrico Hoepli, Medardo Rosso e molte importanti personalità del mondo ebraico, e tante storie da non dimenticare, quelle delle vittime del Nazismo, sepolte o soltanto ricordate con parole indelebili scolpite nella pietra e nella memoria.
Staglieno di Genova, come un museo d’arte sacra

Si trova a Genova il cimitero monumentale più suggestivo d’Italia, considerato un museo a cielo aperto per la sua infinità di statue e opere marmoree. Lo Staglieno venne progettato dall'architetto Carlo Barabino, fautore di gran parte delle fattezze neoclassiche di Genova.
Il complesso fu aperto ufficialmente al pubblico il 1° Gennaio 1851, un cimitero come un’ampia scenografia, costituita dal succedersi di porticati monumentali, stilisticamente omogenei, culminanti nella imponente architettura del Pantheon, perfettamente adagiata sulla collina retrostante.
Questa è la zona dei Boschetti e della Valletta Pontasso, le aree più verdeggianti del complesso, la memoria avvolta da una natura lussureggiante. Qui si trovano cappelle e monumenti molto importanti come la tomba di Giuseppe Mazzini e tanti altri protagonisti del Risorgimento. Dalla storia d’Italia alla storia della musica, nonché simbolo di Genova: qui riposa Fabrizio de Andrè.
Cimitero delle Porte Sante, l’affaccio su Firenze

Piccolo e discreto rispetto ai grandi cimiteri monumentali, ma altrettanto importante e incredibilmente panoramico, il cimitero delle porte Sante a Firenze è un luogo sacro da visitare. Si trova proprio alle spalle della chiesa di San Miniato al Monte nel capoluogo toscano.
Qui riposano tanti fiorentini illustri degli ultimi secoli, personaggi della letteratura come delle politica, da Carlo Collodi, Pellegrino Artusi, al senatore Spadolini. La parte più antica si trova sul retro della Basilica, con le sepolture ottocentesche che si susseguono tra le numerose cappelle come opere d’arte, tutte con la peculiarità di omaggiare l’architettura delle grandi chiese fiorentine, riproduzioni in piccola scala che descrivono il legame autentico delle famiglie con la città anche nella morte.
Nella parte più recente non mancano strutture di gusto neogotico, eclettico, liberty, déco e contemporaneo, architetture affacciate sull’eterna bellezza di Firenze.
Verano, il cimitero comunale e monumentale della Capitale

La storia del Verano è antica come la sua città, Roma. Il nome deriva da “agro verano”, antico campo della ricca famiglia dei Verani, gens senatoria ai tempi della repubblica romana. Da sempre l’area è un luogo di sepoltura: un tempo in si trovavano le catacombe di Santa Ciriaca e proprio qui venne sepolto San Lorenzo, sulla cui tomba sorse la basilica.
Il cimitero monumentale moderno, venne istituito durante il regno napoleonico del 1805-1814 su progetto di Giuseppe Valadier, a seguito dell’editto napoleonico che proibiva le sepolture all’interno dei centri abitati. Oggi il Cimitero Comunale e Monumentale del Verano si trova nel cuore dell’urbe, nel quartiere Tiburtino-San Lorenzo ed è uno dei simboli della Capitale.
Venne severamente danneggiato durante il bombardamento di Roma, il 19 luglio 1943, soprattutto l’area del quadriportico, il Pincetto e il sacrario militare dove si trova il Monumento Ossario dei Caduti nella guerra del 1915-18, opera di Raffaele De Vico, dopo l’accaduto finemente restaurato.
Le sepolture del Verano costituiscono uno spaccato sociale della città tra la seconda metà dell’800 e i primi anni Sessanta del ‘900, qui riposano Goffredo Mameli, Gioacchino Belli, Roberto Bompiani, Eduardo De Filippo, Grazia Deledda, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Alberto Sordi e tantissimi altri personaggi illustri che fecero grande la storia d’Italia e non solo.
Il Cimitero delle Fontanelle, dove vive la tradizione napoletana

Il Cimitero delle Fontanelle di Napoli è unico al mondo, un luogo sacro che esorcizza la morte con la morte. Si tratta di un ex-ossario che contiene i resti di un numero imprecisato di persone: teschi e ossa di centinaia di migliaia di napoletani ordinatamente accatastati in antiche cave ed interstizi ricavati nella roccia. In questo luogo suggestivo si evoca la storia davanti ai nostri occhi: caduti, vittime di scontri, rivolte, pestilenze e capitoli bui dei periodi difficili di Napoli.
La città rimane coerente a se stessa e si racconta con pathos, nella vita e nella morte. Nonostante il forte impatto visivo, il cimitero delle Fontanelle è da visitare per comprendere una delle tante identità di questa città. Il complesso si trova nel rione Sanità, una delle zone più ricche di storia e tradizione di Napoli. Per gli abitanti è tutt’oggi oggetto di venerazione e sono in tanti a lasciare messaggi, ex-voto, oppure si recano semplicemente a pregare.
Si narra che esiste ancora un’antica usanza: il rito delle "anime pezzentelle", che consiste nell'adozione e la cura da parte di un napoletano di un determinato cranio di un'anima abbandonata, chiamata “capuzzella”. Un’attenzione in cambio di protezione, un rapporto di serena condivisione con la morte che non tralascia le usanze antiche. Il cimitero monumentale di Napoli è un luogo dove si intrecciano tante storie alle tradizioni popolari, quella ricchezza immateriale che vale la pena conoscere per comprendere la cultura e le necessità dell’uomo.
La Cripta dei Cappuccini, le spettrali catacombe di Palermo

Un altro luogo dove la vita si racconta in tutta la sua caducità sono le Catacombe dei frati cappuccini a Palermo. Nei sotterranei del convento dei padri cappuccini sono esposti centinaia di corpi mummificati allineati in stanze e corridoi scavati nella roccia.
Riposano così da centinaia di anni prelati e nobili palermitani. Alcuni sono scheletri, altri mummie, divisi per sesso, professione e stato, vestiti di abiti raffinati o tonache. L’ospite più antico è il frate Silvestro da Gubbio, morto nel 1599.
La sepoltura nelle catacombe dei frati terminò nel 1881, fatta eccezione per la piccola Rosalia Lombardo, una bambina morta nel 1920 e imbalsamata così bene da sembrare addormentata. Un’incredibile testimonianza che travalica la scienza e si avvale dei dogmi della fede.
