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Dalla Belle Époque a Miss Italia, si trova in Emilia-Romagna ed è la città termale più famosa d'Italia  

L'epopea di Salsomaggiore Terme, la città che ha trasformato la percezione italiana delle terme da luogo di solo benessere a pura meta d'eleganza

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Nella città emiliana non sgorgano solo le preziose fonti termali, anche i palazzi sbocciano nell’eleganza delle linee sinuose omaggiando la natura. Si tratta dell’art nouveau che ne rievoca le forme attraverso la materia. Liberty in Italia, Modernismo in Spagna, Modernism in Inghilterra e Jugendstil in Germania, sono diverse le declinazioni di questo fenomeno del gusto che nacque in Francia a fine ‘800 e conquistò l’Europa grazie alla sua concezione: un’arte nuova al servizio di una nuova società, in cui il bello risiede in opere e oggetti della quotidianità. Salsomaggiore è una città che rivela questa ispirazione, dove i palazzi sembrano decorati da liane d’albero, elementi floreali e code di pavone, edilizia in apparente movimento. Andiamo alla scoperta di questa favolosa città che svela una magnifica arte oltre al benessere.

Nel cuore di Salsomaggiore, un tuffo nella Belle Époque

Per ammirare le meraviglie in stile Liberty di Salsomaggiore, cominciamo dall’arrivo in città: la stazione ferroviaria. Il terminale è un edificio storico che risale al 1935, un’elegante struttura in travertino bianco e rosa progettata dall’ingegnere Cervi. Basta un’occhiata per svelarne la somiglianza alla stazione di Milano Centrale.

Quella di Salsomaggiore è infatti una versione in scala ridotta della meneghina, ma si rivela altrettanto bella e suggestiva, più intima e ricolma di dettagli, soprattutto il suo bellissimo atrio in stile Déco. Allenate lo sguardo alla ricerca di particolari: tutto l’edificio è decorato con simbolismi ed allegorie. Ricorrente è il tema dell’acqua e la fontanella a cinque bocche che si trova sulla piattaforma dei binari omaggia questo elemento nonché fortuna della città.

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Il tour prosegue sullo stesso filone e fiuta nuovamente l’acqua a piazza Lorenzo Berzieri, dove si trova il Pozzo Scotti, una vera e propria opera Liberty, in cui la gabbia della struttura artesiana è un intreccio di rami e foglie in ferro battuto. Una sentinella in stile art nouveau situata proprio davanti al maestoso edificio delle Terme, il Palazzo Liberty delle Terme Lorenzo Berzieri, dedicato al medico condotto che per primo sperimentò i benefici e l’efficacia delle acque termali di Salsomaggiore.

Questa maestosa ma al contempo armonica struttura risale al 1923 ed è opera di Ugo Giusti e Giulio Bernardini. Simbolo della città nonché del termalismo europeo, il grande palazzo è insignito nel Patrimonio Culturale dell’Emilia Romagna. Un esempio davvero unico di architettura Liberty, meravigliosamente decorato dall’artista fiorentino Galileo Chini che ne curò con attenzione quasi maniacale i dettagli: un microcosmo ispirato alla natura e alla cultura orientale cinese, islamica e indù, un viaggio stilistico che rende questo edificio tra i più particolari in Italia. L’interno è un continuum di bellezza, coerente all’estetica delle facciate esterne. Le sue stanze ospitano infatti un’esposizione di raffinate ceramiche artistiche prodotte dalle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo di Firenze, le stesse utilizzate per i decori dell’edificio.

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Sembra uscita dalle favole anche la Galleria Warowland, che spicca nelle sue forme neogotiche a pochi passi dalle Terme. Questa struttura è un distaccamento dell’omonima galleria milanese della quale riprende anche degli elementi stilistici strutturali ispirati al neo medievalismo lombardo, particolarmente evidenti nella sua planimetria a forma di chiosco. L’edificio venne progettato nel 1912 dall’architetto Orsino Bongi che lo impreziosì con sinuose coreografie in ferro battuto, elementi decorativi, stemmi araldici e un singolare rivestimento a “scaglie di pesce”, una tecnica particolare usata in edilizia. Oggi gli uffici al suo interno ospitano l’IAT di Informazione e Accoglienza Turistica.

Parchi cittadini, dopo il blu delle acque il verde di Salsomaggiore

Dopo il benessere delle Terme, ci si continua a rilassare nelle sue oasi urbane, a cominciare dallo storico giardino all’italiana di Parco Mazzini, uno spazio verde progettato dall’architetto Giuseppe Roda che si ispirò ai canoni stilistici del Liberty. Inaugurato nel 1913, un tempo era noto come “Parco Regina Margherita” in omaggio a Margherita di Savoia, che amava le Terme di Salsomaggiore. C’è da perdersi nel suo verde e tra le meraviglie floreali del percorso botanico “Gli alberi della regina”.

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Un altro polmone verde della città è Parco Corazza. Qui vivono altre storie e suggestioni, meno regali ma altrettanto fantastiche, a cominciare dal suo ospite: La Strega. Questa scultura è la protagonista indiscussa del giardino, opera di Cristoforo Marzaroli. Una vecchia signora che sembra non celare la sua magica identità ma farne un vanto: bacchetta e libro tra le mani, rospo e serpente come fidi consiglieri ai suoi piedi. Un’opera postuma all’art nouveau, ma come vuole lo stile, ricca di simbolismi ed interpretazioni.

Il palazzo dei Congressi, un lusso d’altri tempi

Oggi conosciuto come il Palazzo dei Congressi, un tempo questa struttura fu il Grand Hotel des Thèrmes, un nome e una garanzia per l’ospitalità a cinque stelle. Del suo passato mantiene tutta l’eleganza e l’atmosfera: in questo splendido edificio a forma di ferro di cavallo in stile Liberty-Decò, prevalgono ancora il gusto raffinato e i decori sinuosi del vetro e del ferro battuto, qui è ancora possibile vivere tutta l’atmosfera dei tempi che furono senza trasformarla in nostalgia.

Dalla Belle Époque a Miss Italia, si trova in Emilia-Romagna ed è la città termale più famosa d'Italia

Nel lontano 1901, la struttura venne acquisita da Cesare Ritz e dal barone Pfyffer, già proprietari di prestigiose catene di alberghi; la struttura giocò un ruolo strategico e fondamentale per la valorizzazione di Salsomaggiore, decretandola località termale di alto livello, sognata dall'elite di tutta Europa. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l’hotel venne ampliato con la realizzazione di spazi che ne avvalorarono ulteriormente il complesso: il Salone Moresco, la Taverna Rossa ed il Loggiato. Queste stanze vennero finemente decorate dall’estro di Galileo Chini, che riuscì a creare un’illusione di altri lidi grazie alle sue ispirazioni, come l’atmosfera da Mille e una Notte dello stile moresco ammantato di arabesque. All’artista si deve anche il rifacimento della cupola della Sala delle Cariatidi in stile giapponese, mondi paralleli racchiusi nello stesso palazzo, un viaggio senza uguali per gli ospiti dell’hotel. Nel secondo dopoguerra il palazzo fu acquistato dal Comune di Salsomaggiore Terme che nel 1965 lo trasformò nel Palazzo dei Congressi.

Salsomaggiore si rivela una meta dall’eleganza sofisticata ma al contempo estremamente semplice, ispirata alle forme della natura, vocazione della corrente artistica del Liberty che rifugge dalle linee aguzze e spigolose e dagli angoli retti privilegiando una linea sinuosa, un ideale di leggerezza in simbiosi con il piacere e il benessere delle sue acque.


Elena Bittante

 
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