Salsomaggiore Terme: la guida completa e aggiornata
Guida Salsomaggiore Terme, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Che la chiamiate Salsomaggiore Terme o Salso, poco importa: parliamo della rilassante cittadina in provincia di Parma (da cui dista circa mezzora viaggiando in automobile), famosa per le terme, come il suo stesso nome fa pensare, ma non solo.
Sita tra le colline appenniniche e la Pianura Padana, a 160 metri sul livello del mare, in un contesto di tranquillità ma ben collegata ai principali centri vicini, Salsomaggiore Terme può essere facilmente inclusa in un iter che comprenda Bologna e Milano dalle quali non è eccessivamente distante.
Se riuscite, fate un salto nella vicina Fidenza, sempre in provincia di Parma, dove potrete fare shopping presso il villaggio outlet intitolato alla Città. Quando vi recate in visita a Salsomaggiore, tenete presente che la zona gode di un clima caldo e temperato ma non dimenticate un impermeabile tascabile: la regione è piuttosto piovosa. La frazione più estesa di Salsomaggiore è Tabiano Terme che, come la stessa Città di Salso, offre al visitatore la possibilità di benessere termale unita a quello derivante da piacevoli passeggiate nel verde.
Prima di essere così conosciuta per i suoi stabilimenti termali, Salsomaggiore era denominata il “Borgo del sale”. In seguito, il medico Lorenzo Berzieri utilizzò le acque salmastre in campo salutare: si narra che il medicamento guarì una bambina affetta da scrofola, malattia di natura infiammatoria grazie alla cura prescritta a base di liquido salino-iodato gradualmente diluito. In seguito, si ritenne di sfruttare anche sotto il profilo economico gli effetti benefici dell’acqua di Salsomaggiore che divenne, anche grazie all’avvento dell'Arte Nuova, il Liberty, il rinomato centro che oggi conosciamo.
Da allora, di conseguenza, si ebbe un boom di strutture ricettive, grazie alle guarigioni ottenute mediante l’utilizzo di acque salsobromoiodiche, tra l’altro già conosciute all’epoca romana. Sotto il profilo economico, Salsomaggiore si regge sostanzialmente sul turismo, in particolare quello termale, con le strutture ricettive correlate ed uno sviluppo conseguente del settore alberghiero. Da non sottovalutare è l’apporto che viene dall’agricoltura insieme a quello dell’artigianato che ha origini storiche. Discretamente sviluppato è il settore terziario.
Per quanto concerne gli eventi di Salsomaggiore Terme, ve ne sono di svariati e per tutte le tasche, specie nella stagione estiva. Ricordiamo tra questi, i numerosi concerti e spettacoli sia di natura comica che classica, di musica quanto di danza, ospitati prevalentemente all’interno del Teatro Nuovo in stile moderno, dotato di cupola apribile, struttura che può ospitare più di 700 persone a sedere. Da non perdere sono anche i concerti che si tengono all’aperto, con musicisti di livello internazionale che offrono al pubblico la possibilità di ascoltare svariati generi musicali, dal classico al jazz al blues e altro.
La gastronomia si basa perlopiù su primi e su secondi piatti a base di carne. In particolare, la cucina salsese predilige lasagne, tortellini, tagliatelle e soprattutto i tipici anolini, sorta di cappelletti cucinati in brodo di carne, con burro e spezie oppure cotti unitamente alla carne dello stracotto, anche di cavallo. Il termine anolini significa a forma di anello ed in effetti questi ultimi sono più o meno rotondi, a seconda delle varianti locali che vengono prodotte con ingredienti semplici e genuini quali farina e uova ai quali, assecondando il proprio gusto, si può aggiungere un pizzico di noce moscata o del pangrattato; la dose indicativa per prepararli è grossomodo quella di un uovo ogni 100 grammi di farina, anche se, come ogni buona ricetta tradizionale che si rispetti, tante sono le versioni e le conseguenti querelle sul modus operandi. Secondo la leggenda, la forma deriverebbe dalla curiosità di un oste che spiò una fanciulla, rimanendone ammaliato e volendone poi riprodurre l’ombelico che lo aveva tanto colpito.
Nella cucina parmense, si è soliti preparare gli anolini in occasione del Natale, impastando alla vigilia, il giorno 24, affinché tutto sia pronto per servirli e degustarli il 25 dicembre. Comunque, qualunque sia la ricetta per preparare gli anolini che scegliate (ottima la versione con l’erbetta), non dimenticate di condirli con formaggio Parmigiano, un obbligo per i primi quanto per i secondi. Anche questi ultimi, come dicevamo, sono a base di carne: ricordiamo, ad esempio, lo stracotto di manzo (detto tale perché realizzato con carne stufata molto a lungo fino quasi a disfarsi), il bollito di carne mista, la lingua di vitello ripiena e la cosiddetta “Rosa di Parma” realizzata con carne di manzo, prosciutto crudo e parmigiano. I contorni sono costituiti da patate e funghi, soprattutto dal porcino, oltre che dal locale “Spinarolo”, il cosiddetto “fungo di San Giorgio”. Quest’ultimo, il prugnolo, che cresce perlopiù sotto i prugnoli o piante spinose e prolifera in primavera, tra aprile e maggio, ha un gusto gradevole ed è detto tale perché ha un gambo discretamente lungo. Il colore è bianco, tinta che mantiene anche dopo la cottura.
Alcuni sostengono che, sin dall’epoca antecedente a quella dei Romani, i popoli conoscessero i benefici delle acque salmastre che fuoriuscivano in maniera spontanea dal terreno, anche se principalmente esse erano destinate all’estrazione del sale per conservare e cucinare. I pozzi da cui l’acqua deriva sono profondi fino a 1200 metri e contengono una concentrazione di sale cinque volte superiore a quella del Mar Mediterraneo.
Da non dimenticare, inoltre, che la città di Salsomaggiore ha ospitato per anni il concorso di Miss Italia alla cui figura è legato indissolubilmente. Il turismo di Salsomaggiore Terme deve il suo sviluppo a motivi concernenti la salute, ma anche l’arte e gli eventi, avendo la città conquistato in pieno il titolo di meta di villeggiature preferita dalle persone benestanti di ieri e di oggi, divenendo emblema stesso della "Belle Epoque".













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