Il borgo dell'amore in Emilia Romagna
Caratterizzato da scorci e atmosfere antiche, Castell'Arquato è un borgo incredibilmente romantico. Perfetto per un viaggio in due… da ricordare
Castell'Arquato sorprende, affascina e lascia uno splendido ricordo di sé. Un borgo medievale tra i più deliziosi e acclamati del Bel Paese, che sa il fatto suo in quanto a conservazione e valorizzazione.
Un'atmosfera unica e scorci panoramici fanno il resto, sia per i vicoli caratteristici sia per la prospettiva delle vallate circostanti. E poi, non dimentichiamoci che questa è anche un'autentica città del vino.
Insomma, tanti sono i motivi per visitare Castell'Arquato, patria dello slow tourism e inserito nella lista dei Borghi più belli d'Italia. L'Emilia Romagna, d'altronde, regala solo perle assolute.
Andateci se vi piace: palazzi e monumenti storici, prodotti enogastronomici, eventi folkloristici.
Per quanto tempo: uno o due giorni.
Il periodo migliore: primavera, estate e autunno.
Da sapere
- Cosa sapere su Castell'Arquato: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova Castell'Arquato: geografia, territorio e un po' storia
- Come si vive a Castell'Arquato: clima, qualità della vita e quando andare
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Cosa sapere
Castell’Arquato è un antico borgo medievale incastonato tra Emilia Romagna e Lombardia, tra Pianura Padana ed Appennino, situato sulle prime alture della Val D’Arda. Il comune, sviluppato sulla riva sinistra del torrente Arda, dista solo 30 km dal capoluogo Piacenza, ed è un luogo di rara bellezza pervaso da atmosfere d’altri tempi.
Numerose sono le gratificazioni che questo comune piacentino può inserire nella sua bacheca dei trofei, dalla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano al riconoscimento di Città del vino.
A questi potrebbe essere aggiunto il titolo di Borgo degli Innamorati; Castell’Arquato ha infatti partecipato all’iniziativa promossa dall’Associazione Borghi Più Belli d’Italia, denominata “La Notte Romantica”, occasione in cui il centro storico si trasforma in un affascinante set per la notte bianca degli innamorati.
Chi visita Castell’Arquato si sentirà di sicuro circondato da un clima di arte e cultura che lo conquisterà. Le possibilità di scelta sono davvero tante e diverse fra loro: da una semplice camminata lungo i sentieri che portano ai vigneti, alla scoperta dell’imponente Rocca Viscontea da cui si gode uno splendido panorama.
Non meno appetibile l'opportunità di visitare la romanica Collegiata di Santa Maria Assunta e i tesori dell’annesso museo.
Dove si trova
Una nota interessante riguarda lo stato del territorio in epoca preistorica; alcuni ritrovamenti archeologici hanno rivelato fossili di balene e crostacei in Val d’Arda, e la stessa Castell’Arquato sembra costituita da sedimenti di origine marina.

Le prime tracce di un reale nucleo abitativo risalgono all’epoca romana; il toponimo stesso della città deriverebbe dal nome del patrizio romano Caio Torquato che qui fondò il primo castrum; mentre un'altra ipotesi, più accreditata, lega il nome di Castell’Arquato al termine castrum quadratum, che nei documenti tardomedievali indicava la pianta a forma quadrangolare del castrum.
I romani scelsero Castell’Arquato proprio per la sua posizione strategica, e nel II secolo avanti Cristo vi instillarono una struttura difensiva contro le minacce dei Liguri. Il primo documento in cui viene menzionata la città è un atto di vendita del 760, di età longobarda, dove si legge “in finibus castri Arquatense”.
Dal 789 al 1220 Castell’Arquato resta un feudo del vescovado di Piacenza, per poi attraversare una breve fase di libero comune. Nel 1256 il borgo di parte guelfa resistette al memorabile assedio del ghibellino Pallavicino, per poi essere coinvolto nel sanguinoso scontro tra Alberto Scotti signore di Piacenza e Galeazzo Visconti, iniziato nel 1316.
Da quel momento in poi iniziò l’alternarsi di queste due nobili famiglie alla guida del feudo, durato fino all’affermarsi a Milano degli Sforza, che ne assegnarono la guida ai condottieri Bartolomeo Colleoni e Tiberio Brandolino da Forlì.
Come si vive
Castell’Arquato è caratterizzato da un clima continentale, con inverni leggermente più rigidi rispetto alle altre città dell’Emilia Romagna: la temperatura può scendere fino a 3-4 °C. Inoltre la vicinanza al fiume Po aumenta il livello di umidità percepito, contribuendo a creare estati piuttosto afose che possono raggiungere temperature sopra i 30°.
L’economia di Castell'Arquato è sempre stata fortemente legata all’agricoltura: si coltivano cereali, ortaggi, foraggi, frutteti, inoltre molto sviluppata è la coltura (e cultura) della vite e del vino. Diffuso è anche l’allevamento di suini e avicoli, seguito da quello di bovini, caprini ed equini.
A Castell’Arquato sono vive anche attività di ebanisteria e restauro di mobili antichi, mentre è sempre più crescente il settore del turismo.

A rendere ancora più piacevole il soggiorno in questo antico borgo medievale concorrono diverse iniziative, sagre gastronomiche e rievocazioni storiche, legate al passato e alle tradizioni di Castell’Arquato. Un connubio perfetto tra prodotti genuini e storia è la Festa delle Castagne e dei Ricordi; l’evento che si tiene a settembre, è ovviamente incentrato sul prodotto locale, la castagna, ma prevede anche due giorni di folklore e divertimenti, una rassegna di trattori, e altri macchinari agricoli. Il tutto accompagnato da buffi personaggi travestiti.
Nello stesso mese è possibile partecipare a Rivivi il Medioevo, un evento che prevede un torneo internazionale in armatura pesante, e diversi spettacoli a tema. Dello stesso genere l’iniziativa organizzata a luglio e denominata Cena Medioevale - a banchetto con Costanza Sforza Farnese, rievocazione di un vero banchetto medioevale, allestito sulla piazza monumentale e accompagnato da un suggestivo e scenografico spettacolo.
Altra occasione da non perdere è il Monterosso Va d’Arda Festival, manifestazione organizzata a maggio, che ha come obiettivo la promozione del gustoso vino Monterosso Val d’Arda, attraverso stand gastronomici, rassegne e degustazioni.
Castell’Arquato è sede di un’enoteca comunale e di numerose cantine dove si produce il Monterosso Valdarda DOC Colli Piacentini, che prende il nome da una collina adiacente al borgo. Prelibata e di qualità è anche la produzione locale di salumi, come la coppa piacentina, la pancetta e il salame piacentino DOP.
Imperdibili i piatti della tradizione come: i pisarei od anolini in brodo, con Grana Padano amalgamato con pane grattato uova e odori, i chisolini, pasta pane tirata a sfoglia e fritta possibilmente in strutto di maiale, i tortelli malfatti. Impossibile non assaggiare l’intramontabile torta di mandorle.













Voto complessivo 4