I migliori giardini all'italiana da visitare senz'auto in primavera
In bicicletta o in treno, l'importante è ridurre la carbon footprint. E con questi giardini da visitare senz'auto, si fa del bene anche all'anima!
A tutto green… cosa c’è di più sostenibile che andare alla scoperta di un gioiello della natura senza inquinare neanche un po’? L’Italia vanta decine e decine di parchi e orti botanici facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici o poco distanti da stazioni ferroviarie e snodi principali. La primavera è arrivata, prendete carta e penna e segnatevi quelli che sono tra i più bei giardini italiani dove arrivare ‘a piedi’.
Giardini italiani da visitare a piedi
Isola Bella sul Lago Maggiore

Nella bella stagione il trionfo delle azalee e delle rose incornicia questo luogo magico nelle Isole Borromee. Il giardino in questione è un tipico esempio di barocco all’italiana e si trova sull’Isola Bella, quella più vicina a Stresa, da cui si raggiunge in traghetto: uno dei più antichi del nostro Paese – è datato Seicento - oltre che un paradiso sul Lago Maggiore. La visita comincia con il Palazzo Borromeo e si conclude con il suo giardino dove la natura dà il meglio di sé anche grazie alla mente umana che qui ha progettato terrazzamenti, forme geometriche, statue e obelischi, in un divenire di meraviglie vegetali subtropicali o sempreverdi: camelie, magnolie, tassi e bossi potati a regola d’arte che fotografano uno dei più bei panorami sul Golfo omonimo.
È l’azalea ad essere la regina dell’isola in primavera mentre in estate e autunno si può ammirare la collezione di ‘coleus’ (grazie a quest’ultima il capo-giardiniere ha vinto un premio nel 2014). Non mancano gli agrumi ricchi di frutti come limoni, aranci, cedri e disparate varietà. Preparatevi a godere di un vero e proprio spettacolo della natura dove il verde acceso dell’erba strizza l’occhio ai colori dei fiori e al bianco dei pavoni (qui arrivano molte specie di volatili anche rare). L’ispirazione richiama i Giardini pensili di Babilonia mentre la struttura si compone di terrazzamenti scendenti arricchiti di balaustre, statue e grotte con quella più alta da dove ammirare la prospettiva ottica spettacolare.
Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure
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A meno di un chilometro dalla stazione di Santa Margherita Ligure c’è Villa Durazzo-Centurione, una sintesi perfetta tra giardino all’italiana e bosco romantico. Qui sono le camelie e le rose a farla da padrone nella stagione primaverile con un profumo che non dimenticherete facilmente. La cornice è quella di un parco secolare grande quasi tre ettari e affacciato sul Golfo del Tigullio: aperto tutto l’anno, dal 2006 rientra nel circuito dei ‘Grandi Giardini Italiani’ che promuove quelli storicamente più belli. Si parte dall’area più antica, costituita dal terrazzamento di agrumeti voluto originariamente dalla famiglia Durazzo e posizionato antistante il mare.
Il giardino all’italiana venne creato nel XIX secolo tracciando con precisione geometrica siepi di bosso e piante di cycas il cui verde si arricchisce da camelie e rose di diverse varietà. Solo successivamente venne sistemato il bosco romantico all’inglese sulla collina con palme, lecci, cipressi e pini in un connubio ben riuscito tra natura esotica e mediterranea. Non mancano anche qui statue, fontane e fioriere che segnano il percorso fino alla terrazza antistante la villa con lo splendido pavimento fatto di pietre bianche e nere in un gioco di dama sotto i piedi: datata XVI secolo, questa pavimentazione veniva a quel tempo usata in Liguria per gli esterni degli edifici religiosi o di quelli più pregevoli.
Giardini Bardini a Firenze

Glicine in primavera, rose e iris da maggio a settembre in una dimensione incantata. Fate tappa a Firenze e una volta arrivati alla stazione di Santa Maria Novella (a soli due chilometri) andate alla scoperta dei Giardini Bardini che vi regaleranno uno spettacolo di colori, profumi e viste mozzafiato. Non a caso è proprio la splendida posizione panoramica che attribuisce a questo luogo anche l’appellativo di ‘Villa Belvedere’: una vista unica su Firenze dall’alto di una collina circondata dalle mura medievali della città. Già dal Medioevo questo parco fiorentino apparteneva a ricche famiglie anche se inizialmente aveva una funzione agricola per poi diventare un giardino all’italiana nei primi del Novecento quando il collezionista Stefano Bardini lo destinò a luogo di rappresentanza per accogliere clienti facoltosi.
I Giardini Bardini si compongono di tre aree differenti sia per epoca che per stile: il giardino all’italiana con scala barocca, il bosco all’inglese con elementi esotici e il parco agricolo che ospita un frutteto e il caratteristico pergolato di glicini. Quest’ultimo è il protagonista assoluto con i suoi colori che sfumano tra il lilla e il violetto e tra il malva e il rosa (per ammirarlo venite tra aprile e maggio) il cui profumo vi condurrà nella loggia del Belvedere da cui rimanere senza fiato difronte al panorama su Firenze e su San Miniato al Monte. I Giardini Bardini oltre ad essere il cuore verde di Firenze sono oggi un esempio eccellente di restauro.
Parco Reale della Reggia di Caserta

Per chi non lo sapesse, una volta arrivati alla stazione di Caserta la celebre Reggia sarà praticamente davanti a voi. La residenza borbonica è circondata dal Parco Reale grande centoventi ettari che si snodano tra tigli, lecci, fontane monumentali e statue: l’ispirazione è quella dei giardini delle grandi residenze europee del Settecento in un mix di tradizione rinascimentale e atmosfere arrivate da Versailles.
Il progetto è dell’architetto Luigi Vanvitelli, i cui lavori iniziarono nel 1753 in contemporanea alla costruzione dell’Acquedotto Carolino le cui acque avrebbero alimentato le fontane reali: in realtà, quello che vediamo oggi, è solo una parte dell’idea iniziale visto che Vanvitelli morì prima di vederle sgorganti e attive anche se il figlio Carlo cercò di mantenere fedele l’idea paterna. E allora ecco il trionfo di prati, cascatelle, vasche e fontane in un parco che incanta con il suo viale centrale diretto alla Fontana Margherita incorniciata dal verde simmetrico: è il teatro della natura.
Villa Pennisi ad Acireale
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A meno di un chilometro dalla stazione di Acireale, in provincia di Catania, si trova Villa Pennisi il cui giardino diventa in primavera un trionfo di rose, palme, piante mediterranee e tropicali che rendono magico questo gioiello ottocentesco siciliano. Si tratta di uno dei pochi giardini antichi sopravvissuti alla speculazione edilizia e che, nonostante tutto, riesce ancora a mantenere molte tracce del suo tempo. Dalla scalinata centrale imboccate il sentiero che vi porterà alla voliera in ferro battuto casa di fagiani dorati e, poco più avanti, accomodatevi sulle panche in pietra per godervi lo spettacolo.
Al centro del giardino si presenta il gazebo con il glicine ad avvolgerlo quasi del tutto ma non mancano diverse costruzioni disseminate come la vasca con fontana in terracotta, un tempietto o la struttura in pietra che vi apparirà come diroccata solo per via di un gioco architettonico tipico nel XIX secolo. Sul fronte floreale non mancano le siepi artistiche e specie rare come gli alberi di Jacaranda dai germogli viola o la palma Phoenix Reclinata i cui rami vi avvolgeranno come i tentacoli di un polipo.
