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L’insostenibile leggerezza dei giardini siciliani  

Antichi ed emozionanti, tra il mare e gli agrumeti. I giardini di Sicilia raccontano, meglio di altri, la bellezza primigenia della più grande isola del Mediterraneo

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Che belli, i giardini siciliani! In una regione che è sia la più grande d'Italia, sia la più grande isola del Mediterraneo la natura si è espressa in tutta la sua potenza di fuoco (non solo quella dell'Etna). Montagne che superano i tremila metri, lunghe spiagge sabbiose e grandi scogliere a picco sul Tirreno, agrumeti a perdita d'occhio e vigneti che danno vita a calici d'autore.

La Sicilia in primavera, poi, la si scopre con giornate lunghe e giornate miti ma mai troppo calde. Una combinazione perfetta di ingredienti giusti, ideali per chi vuole concedersi una piccola vacanza - anche in vista della Pasqua - a base di passeggiate nel verde, arancini e cannoli.

Ecco i migliori giardini siciliani da scoprire in primavera

Giardino del Balio, Erice

 
 
 
 
 
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Erice è il bellissimo borgo che sovrasta Trapani, le sue saline e la costa occidentale della Sicilia. Da questa terrazza panoramica il panorama è mozzafiato, un po’ come quello del Giardino del Balio (anche detti Giardini), situati a ben 740 metri d’altitudine e parte dei Grandi Giardini Italiani. Un tesoro storico e botanico costruito da Agostino Sieri Pepoli che, in cambio, ottenne dalle autorità il Castello di Erice come sua residenza. Il giardino è in stile inglese, dunque con spazi ben precisi e delineati, centinaia di piante e specie verdi diverse, ma anche sculture e opere d’arte.

Come visitarlo: il parco è aperto tutto l’anno ed è a ingresso gratuito. Si entra da Piazza della Loggia 3. Più info sul sito di Grandi Giardini.

Villa Giulia, Palermo

 
 
 
 
 
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Insieme all’orto botanico poco distante, Villa Giulia a Palermo è uno dei parchi più belli del capoluogo siciliano. In particolare, la curiosa mappa a forme geometriche una dentro l’altra (tre cerchi, inscritti in un rombo, con quattro viali a raggiera) risale al 1777-1778 ed è opera di Nicolò Palma, che volle realizzare un giardino geometrico con alcuni abbellimenti che ricordano le ville di Pompei. Tra palme, fontane, esedre monumentali e curiosi oggetti, come la meridiana a dodeacro, questo giardino siciliano merita sicuramente la visita.

Come visitarlo: il parco è aperto tutti i giorni dalle 8 al tramonto. L’ingresso è libero, ma sono previste anche guide su prenotazione chiamando lo 091 8431605 (Distretto Culturale di Palermo).

Giardino della Kolymbethra, Agrigento

Giardini siciliani: viaggio nel verde della Trinacria - PaesiOnLine

Il suo nome indica una fontana con dei giochi acquatici, tipica dell’epoca romana (ma l’etimologia è greca). Il Giardino della Kolymbethra dal 1999 fa parte dei beni tutelati dal Fondo Ambiente Italiano, che lo ha riportato agli antichi splendori dopo una lunga decadenza. Si trova ad Agrigento, non lontano dai monumenti più significativi della Valle dei Templi, e pare che risalga addirittura al V secolo a.C., come testimonia Diodoro Siculo. Considerato tra i parchi più belli d’Italia, è diviso in cinque zone (agrumeto, mandorleto, macchia mediterranea, zona ripariale e zona rupestre) ed è un vero trionfo di verde alle porte della città.

Come visitarlo: l’ingresso al Giardino della Kolymbethra costa 7 euro (15 con il biglietto integrato per la Valle dei Templi). Il parco è aperto dalle 10 alle 18 (aprile-giugno): in estate rimane aperto fino alle 19 e da metà luglio a metà settembre fino alle 21.30. Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito del FAI.

Orto botanico, Catania

 
 
 
 
 
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Tra i più importanti giardini siciliani a carattere universitario, l’Orto botanico di Catania si trova al centro città, tra Via Etnea e Piazza Borgo. Si divide in due parti:

  • Hortus Generalis (orto generale), 13.000 metri quadrati dedicato alle piante esotiche in uno spazio cosiddetto “all’italiana”, dunque lasciato svilupparsi spontaneamente
  • Hortus Siculus (orto siciliano), 3.000 metri quadrati di specie endemiche e autoctone del territorio siciliano. 

C’è anche spazio per il Tepidarium, ovvero la grande serra con 160 specie tipiche dei climi caldi e tropicali e un edificio monumentale (dentro l’orto generale) che è circondato da alberi del drago, palme e succulente varie.

Come visitarlo: l’Università di Catania tiene aperto l’Orto botanico tutto l’anno, tranne durante un breve periodo a metà agosto. È visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30 e il sabato fino alle 12.30. Ingresso gratuito.

Parco Botanico Radicepura, Giarre

 
 
 
 
 
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Se i giardini siciliani sono un sogno per gli occhi, il Parco Botanico Radicepura è una “solida realtà” (come diceva uno spot immobiliare di qualche anno fa). Anch’essa però parte da un sogno, quello di Venerando Faro che ha voluto progettare uno spazio misto tra il parco botanico, un giardino turistico, un luogo per eventi e iniziative pubbliche e anche un centro studio per esperti del settore florovivaistico. Alle porte di Giarre, questa realtà - 50.000 metri quadrati, 3000 specie verdi, 7000 piante diverse - è un luogo sorprendente, dove la natura incontra architetture e spazi moderni, compreso quello che ospita l’importantissima Banca del Seme - un progetto in collaborazione con le università di Catania, Istanbul, Tunisi e Barcellona.

Come visitarlo: il parco Botanico di Giarre non è normalmente visitabile, poiché viene impiegato per eventi congressuali, matrimoni, convention aziendale e iniziative di questo tipo. Per maggiori informazioni si può consultare il sito radicepura.com.

Casa Cuseni, Taormina

 
 
 
 
 
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La Sicilia è sempre stata molto amata dagli inglesi. Uno di questi, Robert Hawthorn Kitson, decise nei primi anni del Novecento di comprare un terreno sulle colline sovrastanti Taormina per ospitare il suo buen retiro. Casa Cuseni, subito dopo la Seconda guerra mondiale, divenne la residenza preferita da scrittori e artisti del calibro di Picasso, Hemingway e Tennessee Williams, che si ispirarono ai magnifici paesaggi siciliani nelle loro opere. Oggi è una casa-museo, dedicata alle belle arti e al Grand Tour, il percorso culturale-turistico che gli intellettuali facevano in Italia tra il XVIII e il XX secolo. Meravigliosi il giardino storico, la grande villa progettata da Frank Brangwyn e le numerose opere d’arte ivi custodite.

Come visitare Casa Cuseni: il giardino è aperto tutti i giorni dalle 9 a un’ora prima del tramonto. Il costo del biglietto d’ingresso è di 15 euro, comprensivi della visita alla Casa Museo. Tour guidati della Casa sono disponibili in italiano e inglese. Maggiori info su fondazionecasacuseni.org.

Nuova Gussonea, Ragalna

 
 
 
 
 
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A Ragalna, ben 1700 metri sulle pendici dell’Etna, il giardino botanico Nuova Gussonea è un angolo del più alto vulcano d’Europa dove si ritrovano esempi unici e rari di vegetazione forestale. Il progetto di questo parco risale alla fine degli anni Settanta, come collaborazione tra Regione Sicilia e Università di Catania. Un parco simile esisteva qui a inizio Novecento, fondato da Fridiano Cavara. Si arriva con una pista carrozzabile immersa nei boschi, e al suo interno è possibile scoprire aree boschive, aree sperimentali, parte di superficie lavica dell’Etna usata per esperimenti, ma anche vivai, aree con aiuole e spazi dedicati alla divulgazione scientifica. Il percorso che segue il perimetro di Nuova Gussonea è lungo poco meno di 7 chilometri con una difficoltà medio-bassa.

Come visitarlo: il parco è aperto solo nel periodo estivo, dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì. L’accesso è gratuito. Prima di raggiungerlo, verificare l’effettiva apertura scrivendo a info.nuovagussonea@gmail.com o telefonando al 3480439716.

 
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