In Alto Adige ci sono 6 castelli incorniciati dalle Alpi che sembrano usciti da una favola alpina
In queste 6 fortezze antiche leggende vivono ancora oggi e i fantasmi si rincorrono tra mura e corridoi
I castelli dell’Alto Adige compaiono nel paesaggio come un miraggio, appollaiati su speroni rocciosi in bilico sull’impossibile, sentinelle di un territorio che nei secoli conobbe guerre sanguinose e lunghe contese. Lo scopo di queste magnifiche architetture oltre a simboleggiare il prestigio delle casate che dominavano le valli, era quello di difesa.
I castelli venivano appositamente edificati in posizioni strategiche per vigilare l’intera valle e tutelare i suoi abitanti. Oggi conosciamo l’Alto Adige come terra di pace e armonia, immersa in una natura idilliaca e una vita rilassata, ma un tempo era costantemente sotto assedio, basti pensare alle orde di Bajuvari (Bavaresi), Longobardi e Franchi che occuparono più volte le attuali zone del Tirolo e del Trentino Alto Adige.
Con il passare dei secoli queste architetture difensive hanno conosciuto la loro rivalsa e oggi sono considerate luoghi magici ed affascinanti, dove i turisti amano capire la storia ma anche inscenare leggende. In Alto Adige si contano 800 castelli tra ruderi e manieri perfettamente restaurati, superstiti dei secoli e preziose testimonianze incastonate nel verde di una natura incontaminata dove sembra che il tempo si sia fermato. Andiamo alla scoperta dei più belli per viaggiare nella storia e nella fantasia.
Castel Firmiano e Castel Roncolo, i castelli urbani ad un passo da Bolzano

I due manieri più vicini al capoluogo altoatesino sono una valida proposta per ammirare tutta la loro bellezza e cogliere l’atmosfera di queste architetture medievali ad un passo dalla città, ideali se avete poco tempo a disposizione. Castel Firmiano si trova appena fuori Bolzano nell’immediata periferia sud occidentale. Un sito identitario per la città e per tutto il territorio: il legame con la sua terra è antico e secondo i dati storici, il sito espletò funzioni di difesa già nell'età del Bronzo e fu antica fortezza di frontiera longobarda.
Secondo le testimonianze del passato, la prima citazione del suo nome “Formicaria” risale al 945 decretandolo tra le fortezze più datate di tutto l'Alto Adige. Oggi le sue sale perfettamente restaurate, dopo un attento lavoro di recupero diretto dall’architetto Werner Tscholl, ospitano il Messner Mountain Museum, un polo museale dedicato alla montagna voluto e realizzato da Reinhold Messner. Un’esposizione che racchiude alpinismo,storia, arte e spiritualità collegando l’identità della montagna alpina a quella delle vette più alte delle terra.

A poca distanza si erge su un altro sperone roccioso il maestoso “Runkelstein”, Castel Roncolo, a nord della città, proprio all’imbocco con la Val Sarentino, era infatti un punto strategico per il controllo e gli scambi commerciali tra Bolzano e questa valle.
Il Castello, edificato nel 1237, è anche chiamato “Castello degli affreschi” per le meravigliose opere d’arte che decorano le sue sale, volute dai fratelli Franz e Niklaus Vintler, che nel XIV secolo acquistarono il maniero. Le raffigurazioni narrano episodi di caccia e tornei cavallereschi, e sono una preziosa testimonianza artistica dell’epoca medievale. Durante il periodo estivo, il cortile del castello ospita molti concerti e performance teatrali, una meta davveroimperdibile per amanti della storia e della cultura.
Castel Tirolo, omonimia e identità

Castel Tirolo è considerato uno dei più importanti dell’Alto Adige, si trova nell’omonimo paese Tirolo situato nelle immediate vicinanze di Merano, ma anche nell’omonima area storico-geografica dove è situato, a cavallo tra Austria e Italia, il Tirolo per l’appunto.
L’imponente maniero influenzò la storia del luogo e ancora oggi racchiude come uno scrigno l’identità del territorio. Castel Tirolo ospita il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano e si rivela un luogo ricco di significati ma anche di suggestioni: dalle finestre si ammirano straordinari scorci sulla Val d’Adige e sulla Val Venosta, gli stessi che nel passato determinarono il controllo ed il dominio in una della aree più importanti del Tirolo.
Il primo insediamento fortificato del castello risale al 1100, il muro di cinta è superstite e testimonianza di quel lontano periodo. Successivamente, nel 1139, i Conti Tirolo avviarono la seconda fase di costruzione: l’imponente mastio che vigila le vallate risale infatti al 1140. Seguì una terza fase di edificazione che completò la struttura, supervisionata dalla famiglia che pianificò anche i minimi dettagli.
La nobile casata dei Tirolo passò alla storia per la sua influenza tanto da dare il nome non solo al paese ma all’intera regione; dimorò al maniero sino al 1420 per poi spostarsi a Innsbruck. Nel XVI secolo Castel Tirolo iniziò un lungo periodo di decadimento, le sue pietre dovettero sopportare tanti inverni prima del recupero: il restauro iniziò solo nel 1816 con un rifacimento esterno in stile neo gotico.
Oggi, il castello è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano e il Museo provinciale di Castel Tirolo chiude la stagione ogni anno intorno al 10 dicembre e riapre al pubblico a metà marzo. Un luogo legato indissolubilmente alla storia del territorio, raggiungibile solo a piedi (25-30 minuti circa) dal paese di Tirolo, una fatica ripagata con un’interessante visita alle sue stanze e uno splendido panorama da dove contemplare gli orizzonti sino a perdita d’occhio.
Castel Coira, un maniero tra i vigneti

Nella bellissima e generosa Val Venosta, la più a nord ovest dell’Alto Adige rinomata per la coltura delle mele e dell’uva, si trova il grandioso Castel Coira, tra i meglio conservati di tutta la regione. Il regale maniero spicca poco più in alto rispetto al grazioso paese di Sluderno, tra le geometrie composte dei vigneti, peculiarità della zona.
Sotto la facciata di una recente manutenzione, l’edificio cela pietre antiche: la costruzione iniziò nel 1250 per volere di Enrico di Montfort, e rispetto a tanti altri castelli altoatesini, ebbe la fortuna di rimanere praticamente intatto nei secoli, salvo alcuni piccoli restauri resi necessari dal passare del tempo. Questo permise di conservare la struttura originaria ma anche i preziosi oggetti e reperti degli ambienti interni, custoditi come in uno scrigno nei secoli.
E’ infatti possibile visitare la più grande armeria del mondo che conta più di 50 armature complete e armamenti di epoca medievale unici al mondo.
Castello di Tures, un mosaico di stili incoronato dalla Dolomiti

Il castello di Tures si erge in posizione dominante nell’omonima valle, all’imbocco con la Val Aurina nell’area nord est dell’Alto Adige, una visione fiabesca incoronata dalle vette dolomitiche. La fortezza venne edificata per volere dei Signori di Taufers nel 1136 ed oggi dopo tanti secoli si distingue per il suo particolare stile: basta soffermarsi qualche secondo per notare che la sua struttura è composta da parti risalenti a diverse epoche.
Spicca quella originaria con il grande mastio di origine romanica risalente all’epoca dei Signori di Taufers, una sezione gotica risalente al tempo dei vescovi di Bressanone, e infine quella risalente all'anno 1504, quando il castello passò per più di un secolo ai fratelli Hans, Christoph e Sigmund Flieger, artefici dell’aspetto attuale. Nonostante la mescolanza di stili, il castello di Tures apparte come un’armonica composizione architettonicavalorizzata da un paesaggio alpino da cartolina.
L’interno del castello conta la bellezza di 64 stanze arredate con un prezioso mobilio che risale al periodo tra il XVI e il XIX secolo, e splendide stufe in maiolica, vere e proprie opere d’arte un tempo indispensabili per il riscaldamento degli ambienti. Un terzo dell’area è visitabile prenotando una visita guidata mentre il giardino, il cortile interno e la ghiacciaia sono visitabili anche autonomamente.
Castel Trauttmansdorff, il sogno di Sissi paradiso di biodiversità

Una delle tappe consigliate per chi soggiorna a Merano è il vicino Castel Trauttmansdorff, meglio conosciuto come il castello di Sissi, un luogo incantevole da non perdere. L’elegante struttura caratterizzata da elementi neogotici rivela una facciata relativamente recente: l’aspetto attuale risale al 1846 quando venne recuperato ed ampliato da Joseph von Trauttmansdorff, conte di Stiria.
Il nobile lo fece risorgere dalle sue antiche rovine del XIV secolo, e come una fenice dalle sue ceneri, cambiò aspetto diventando una splendida residenza, tanto da attrarre anche l’imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera, meglio conosciuta come Sissi. La sovrana se ne innamorò e la rese il suo buen retiro per le cure che svolgeva a Merano, già al tempo rinomata città termale. Oggi il castello è sede del Touriseum, il museo provinciale del Turismo, ma quello che incanta non è solo il castello principesco ma il favoloso giardino botanico esteso a digradare su una superficie complessiva di 12 ettari.
Questo eden comprende più di 80 ambienti botanici dove prosperano e fioriscono piante da tutto il mondo, un paradiso di biodiversità dove l’imperatrice d’Austria amava passeggiare, e come lei tantissimi turisti che desiderano scoprire la natura del mondo tra le montagne dell’Alto Adige.
Elena Bittante
