Isole Covid free: la proposta che divide l’Italia (ma non l’Europa)
Sindaci e governatori sollevano una proposta che in Italia trova la contrarietà del governo nazionale. Ma all’estero è una realtà che funziona bene
È il leitmotiv di queste settimane, ma anche una speranza alla quale si appigliano gli operatori di un settore in crisi profonda da oltre un anno: le isole Covid free, croce e delizia della stagione turistica 2021 che deve ancora partire.
Il modello delle isole dove sono stati tutti vaccinati non è certo un’invenzione recente, e ancor di più non lo è in Italia: basta guardare poco oltre i nostri confini per accorgersi che gli stati mediterranei, nostri competitor nell’accoglienza, sono già più organizzati del Bel Paese in questo senso.
Ecco perché le pagine dei giornali e i servizi dei TG, negli ultimi giorni, stanno ospitando sempre più appelli e sfoghi dei protagonisti dell’accoglienza turistica. Il primo a lanciare un forte appello al governo Draghi, e in particolare al ministro del Turismo Garavaglia (Lega) è stato Bernabò Rocca, presidente di Federalberghi.
Per il responsabile del settore alberghiero di Confindustria, è necessaria una cabina di regia tra operatori ed esecutivo, che fissi con certezza la data delle riaperture e dia segnali concreti sull’estate 2021. Il rischio, altrimenti, è di perdere fasce importanti di turisti. Per Bernabò Rocca, “gli americani a luglio e agosto sono sempre venuti in Italia e invece quest'anno hanno già prenotato in Grecia. Dobbiamo guardare in Europa a quanto stanno facendo i nostri principali competitor che sono Spagna e Grecia” (v. intervista La Repubblica del 13 aprile 2021: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/13/news/bernabo_bocca_siamo_riusciti_a_far_scoprire_la_grecia_agli_americani_il_governo_ci_dia_una_data_certa_per_ripartire_-296206499/?ref=RHTP-VS-I270681073-P11-S1-T1).
Ecco perché Grecia e Spagna fanno meglio di noi

Poche centinaia di abitanti, un’economia fragilissima che si poggia sul turismo per resistere a una crisi decennale: la Grecia tenta di recuperare fette di guadagni affidandosi al nuovo concept delle isole Covid free, e per farlo si affida al suo tesoro più conosciuto.
Le autorità elleniche hanno deciso, in via sperimentale, di derogare al principio di vaccinare prima anziani e deboli e riservare alle piccole isole del Mediterraneo ed Egeo una copertura di massa. Protagoniste di questo “laboratorio della salute” sono decine di realtà isolane, come Meganisi, Fourni, Kastos, Elafonissos e la remotissima Agiostrati.
L’obiettivo di Atene è in realtà quello di rendere completamente libere dal Coronavirus tutte le isole con meno di 3500 abitanti, e passare poi a quelle più grandi, come Alonissos, Santorini, Mykonos e tutte le realtà di un turismo che attira viaggiatori da ogni parte del mondo.
In questo modo, immunizzando abitanti, operatori del settore turismo e di tutte le attività produttive in generale, si potranno riaprire hotel, ristoranti, negozi e locali notturni, tornando alla situazione precedente al 2020.
Anche i “cugini” spagnoli si stanno muovendo in questo senso, e del resto è difficile immaginare una vacanza ellenica senza Ibiza, Formentera, Gran Canaria e Tenerife. Proprio in queste ultime due è stato aperto una sorta di cordone sanitario al quale hanno aderito anche operatori italiani come Alpitour. Decine di migliaia le presenze nel periodo di Pasqua, che per la prima volta dall’estate scorsa ha visto la presenza di turisti austriaci e tedeschi, confortati dalle rassicurazioni delle autorità.
Canarie e Baleari, come gran parte della Spagna continentale, hanno infatti visto un generale rilassamento delle restrizioni per chi viaggia: teatri e negozi sono aperti fino alle 22, un’ora in più per bar e ristoranti, ma con l’obbligo di entrare nel paese con un test molecolare negativo fatto entro le 72 ore dall’arrivo.
L’Italia arranca (e le autorità discutono)

Uno scontro tipicamente all’italiana, quello che si sta consumando in questi giorni sulle isole Covid-free. A guidare il fronte degli aperturisti è Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che ha proposto di portare avanti una vaccinazione di massa per le “sue” isole più rappresentative: Ischia, Capri e Procida.
Circa cinquantamila dosi potrebbero bastare per rendere immunizzate le perle del golfo campano, dando così un forte input a queste meravigliose destinazioni turistiche e far ripartire – anche in anticipo – la stagione dei viaggi. Soprattutto a Procida, che nel 2022 sarà Capitale italiana della cultura, la prima volta per l’isola dove è stato girato il celebre film Il Postino, capolavoro con Massimo Troisi.
Lo stop è però arrivato molto presto, con la contrarietà del generale Figliuolo, a capo dell’unità di crisi anti-Covid e di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna e fino al 9 aprile scorso presidente della Conferenza Stato – Regioni. Eppure, De Luca non è l’unico a volere le isole libere dal virus.
A dare manforte al governatore campano ci sono infatti numerosi sindaci della Sicilia, in particolare Marco Giorgianni, primo cittadino di Lipari, che ha fatto di più, annunciando la possibilità di prenotare il vaccino per tutti gli abitanti dell’isola sopra i 18 anni.
Il turismo delle isole in Italia

Ottocento in tutto, di cui poco meno di ottanta abitate. Le isole italiane occupano un sesto dell’intera superficie nazionale e ospitano complessivamente 7 milioni di abitanti, di cui oltre il 90% tra Sicilia e Sardegna.
Ischia, Isola d’Elba, Sant’Antioco, gli interi arcipelaghi delle Eolie, Pelagie e Pontine. Un incredibile range di possibilità per il turismo estivo e non solo, ma anche realtà che spesso hanno a che fare con un tessuto sanitario poco sviluppato o con l’eccessiva distanza dalla terraferma.
Ecco perché l’idea delle isole Covid-free in Italia non ha solo una valenza economica, ma può essere un formidabile strumento per tornare a sperare nella normalità. In più, il turismo in Italia vale quasi il 20% del PIL: pensare di rimanere fermi anche nella stagione 2021-2022 è impossibile.
La Campania vuole fare da sé, e ha già fatto partire un piano da ventimila vaccinazioni per le sue tre isole maggiori, pur con la contrarietà di Figliuolo. Eppure “avrebbero potuto vaccinare in 3-4 giorni tutta la popolazione di Procida”, dice il sindaco Ambrosino. All’Elba, nell’Arcipelago Toscano, puntano a fine maggio come data limite per immunizzare i 32mila abitanti della terza più grande isola italiana.
Poi c’è il caso delle Tremiti, le isole dove il Covid non esiste. Il forte isolamento, unito all’assenza di casi, ha spinto il primo cittadino a chiedere di vaccinare tutti gli abitanti, e non solo gli under 60. In questo modo, entro il 15 maggio queste perle dell’Adriatico davanti alle coste foggiane possono pensare di far partire la stagione turistica. Come chiedono, con forza, tutti i sindaci isolani d’Italia e non solo.
