Isole Tremiti: la guida completa e aggiornata
Guida Isole Tremiti, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
L'arcipelago delle Isole Trèmiti appartiene alla regione Puglia e si trova a circa 22 chilometri a nord del promontorio del Gargano. È composto da sei isole, che coprono una superficie totale di appena 3,18 chilometri quadrati (all'interno delle quali abitano poco meno di 500 abitanti) ed è caratterizzato dai classici tratti del clima mediterraneo con inverni miti, estati molto calde (caratterizzate da periodi di vera e propria aridità), piogge limitate (concentrate quasi esclusivamente nel periodo autunnale) ed una ventosità piuttosto sviluppata (è infatti dominato dai venti provenienti dal 2° e dal 4° quadrante).
Le Isole Trèmiti sono entrate nel sapere comune di tutto il pianeta grazie al loro strettissimo legame col mito greco e, nello specifico, con Diomede (non a caso sono note anche come le "Isole Diomedee"): la leggenda narra infatti che siano nate proprio in seguito al lancio in mare di tre giganteschi massi (le future San Domino, San Nicola e Capraia) ad opera dell'eroe acheo. Secondo il mito Diomede sarebbe inoltre morto proprio nell'arcipelago che aveva generato: stando ad alcune narrazioni in seguito ad un naufragio, stando ad altre come conseguenza diretta di un ritiro voluto dall'eroe assieme ad alcuni compagni.
Un'ultima leggenda vuole che le isole abbiano custodito anche il tesoro di Diomede: un insieme di monete e monili che sarebbe stato mostrato in sogno dalla Vergine Maria ad un eremita perché venisse riesumato ed utilizzato per costruire un edificio in Suo onore (la futura Abbazia di Santa Maria a Mare, di cui a breve parleremo più dettagliatamente). Spostandoci invece ad un’analisi più scientifica, possiamo attestare che le prime testimonianze abitative presso le Trèmiti risalgono al IV-III secolo avanti Cristo, anche se è durante l'epoca romana (periodo in cui erano note col nome "Trimerus", derivante dal greco e significante "tre isole") che le isole iniziano a svilupparsi, soprattutto come luogo di confino, soprattutto con Carlo Magno che vi relegò il monaco Paolo Diacono.
Per il resto buona parte della storia dell'arcipelago è strettamente legata a quella della sua più importante architettura religiosa, ovvero la già citata Abbazia di Santa Maria a Mare: tralasciando le sue origini leggendarie ed attenendoci a fonti più certificate, possiamo dire che venne edificata nel IX secolo dai monaci benedettini come dipendenza diretta dell'abbazia di Montecassino; è inoltre attestato che raggiunse il suo massimo splendore nell'XI secolo, grazie alle riedificazioni volute dall'abate Alderico ed alla consacrazione nel 1045.
Santa Maria a Mare rimane vincolata al controllo di Montecassino fino al XIII secolo, periodo in cui arriva a vantare possedimenti fino alla città di Trani che avrebbero portato da una parte a forti tensioni con i monasteri laziali, dall'altra ad una lenta e inarrestabile decadenza morale da parte dei monaci: un declino che, nel 1237, avrebbe spinto l'arcivescovo di Termoli a sostituire l'ordine di San Benedetto con quello dei Cistercensi alla guida dell'abbazia.
Nonostante le opere di fortificazione volute da Carlo I d'Angiò, nel 1334 dalla flotta del Corsaro Almogavaro depredò l'abbazia uccidendo tutti i suoi abitanti ed azzerando di colpo la presenza cistercense; Santa Maria a Mare venne riabitata da una piccola comunità di canonici provenienti da Lucca soltanto nel 1412, in seguito ad un diretto ordine di papa Gregorio XII. L'abbazia sarebbe poi stata soppressa nel 1783 da Ferdinando IV di Napoli, che avrebbe allo stesso tempo istituito una colonia penale sull'isola, stravolgendo radicalmente la storie delle Trèmiti.
L'autonomia dell'arcipelago risale al 1932 e da allora la sua storia è balzata agli occhi dell'opinione pubblica internazionale solo in rarissime occasioni: ad esempio nel 1987 quando Mu'ammar Gheddafi provò (invano) a pretendere il suo inserimento nei possedimenti della Libia e quando due cittadini svizzeri (Jean Nater e Samuel Wampfler) cercarono di praticare un attentato mettendo una bomba sul faro di San Domino. Istituzionalmente parlando, la più importante delle Trèmiti è San Nicola: è la sede comunale ed è l'isola che ospita i principali monumenti dell'arcipelago. L'isola di San Domino è invece la più grande oltre che la più abitata e battuta dai turisti, grazie alla presenza dell'unica spiaggia sabbiosa di tutto l'arcipelago (Cala delle Arene). L'isola di Capraia (detta anche Caprara o Capperaia), nonostante le sue importanti dimensioni (circa 49 ettari) è disabitata, così come Pianosa, un pianoro roccioso distante una ventina di chilometri dalle altre isole.
Il Cretaccio e La Vecchia sono invece due scogli argillosi, posti a breve distanza dalle isole di San Domino e San Nicola. Ci sono diverse compagnie marittime che permettono di raggiungere le Isole Trèmiti con navi, motonavi, traghetti, aliscafi ecc. Le rotte più battute (anche in base ai periodi dell'anno e le condizioni del mare) sono quelle che collegano l'arcipelago all'Abruzzo (da Pescara, Ortona o Vasto), alla Puglia (da Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico) e al Molise, col porto di Termoli che è sicuramente quello da cui si effettuano più corse giornaliere (e con maggiore varietà di mezzi).
Per il resto l'aeroporto di Foggia organizza tutti i giorni voli in elicottero in direzione San Domino. Non è generalmente ammesso l’arrivo di mezzi a motore sull'arcipelago, ma è possibile richiedere un'autorizzazione del comune per fare sbarcare auto o moto sulla sola isola di San Domino.















Voto complessivo 9