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Isole Tremiti: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Isole Tremiti: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Le Isole Trèmiti sono un arcipelago che si trova a circa 22 chilometri a nord del promontorio del Gargano e che copre una superficie totale di appena 3,18 chilometri quadrati, all'interno dei quali abitano poco meno di 500 abitanti.

Nonostante le dimensioni tutt'altro che entusiasmanti (sono il più piccolo ed il secondo comune meno popoloso della Puglia), le Trèmiti sono anche uno dei centri turistici più importanti di tutta la regione, soprattutto grazie alla qualità delle sue acque di balneazione: è infatti soprattutto grazie ad esse che la Foundation for Environmental Education ha insignito l'arcipelago della Bandiera Blu, un riconoscimento che viene dato a località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi sia alle acque che al servizio offerto.

Il monumento più rappresentativo delle Trèmiti è sicuramente il Santuario di Santa Maria a Mare, una ex abbazia che è stata per secoli il loro cuore pulsante, se non addirittura il principale motore della loro storia. La sua crescita sotto il controllo dei monaci benedettini ha portato all'arricchimento di tutte le isole, e la sua soppressione (voluta nel 1783 da re Ferdinando IV di Napoli) è strettamente legata alla successiva istituzione di una colonia penale sull'arcipelago. Il complesso ha origini addirittura leggendarie (il mito vuole che un eremita lo abbia costruito dopo avere riesumato il tesoro dell'eroe acheo Diomede, grazie ad un'apparizione in sogno della Vergine Maria), anche se attestazioni storiche parlano di una sue edificazione nel IX secolo, mentre i resti che rimangono oggi sono sicuramente quelli di una struttura che venne riedificata nel 1045 dall'abate sant'Adamo, quindi fortificata sia da Carlo I d'Angiò che dai monaci lateranensi.

Il Santuario di Santa Maria a Mare si trova sull'isola di San Nicola, quella dove sorgono le attuali sedi amministrative e dove si trovano in generale i più importanti monumenti e reperti storici delle Trèmiti: qui si conservano infatti sia antiche fosse sepolcrali (tra cui quella che il mito attribuisce al già citato Diomede), che le tracce di un insediamento protostorico risalente addirittura al I millennio avanti Cristo.

Vale inoltre la pena di ricordare la presenza di una cisterna scavata nella roccia viva (la "Vasca di San Nicola") databile tra il I secolo avanti Cristo ed il I secolo dopo Cristo e dei resti di due domus romane (una nei pressi della cisterna di cui sopra, una sotto la sede del Municipio). San Domino è invece l'isola più grande, oltre ad essere la più battuta dai turisti, grazie alla sua splendida costa e alla presenza della Cala delle Arene, l'unica spiaggia sabbiosa di tutto l'arcipelago.

Tra gli altri luoghi celebri della costa di San Domino ci limitiamo a citare la Cala Matana (a cui Lucio Dalla ha dedicato un album), lo Scoglio dell'Elefante, la Grotta del Sale, la Punta di Zio Cesare (il luogo più meridionale sia dell'isola che dell'intero complesso) o la Grotta delle Viole, resa unica dalla presenza di migliaia di fiori selvatici al suo interno e dalla colorazione rosso violacea delle alghe calcaree che tappezzano le sue pareti.

L'isola di Capraia è completamente disabitata, ma è caratterizzata (come è facile intuire) dalla presenza di diversi esemplari di capra selvatica, notati sul territorio sin dai tempi dei Greci. La sua flora si sviluppa principalmente nella parte centrale ed è composta soprattutto da piante di cappero (da qui l'altro antico nome dell'Isola, "Capperaia"), mentre la sua costa è prevalentemente rocciosa (da segnalare soprattutto il gruppo di sei grandi scogli della Cala del Falconetto). Ugualmente disabitate altre due isole dell'arcipelago, che in realtà sono poco più di due grandi scogli argillosi: parliamo de Il Cretaccio (con una superficie di circa 3,5 ettari) e del limitrofo La Vecchia.

Resta l'Isola di Pianosa, un pianoro di pietraia (dovuta all'essiccazione di blocchi di roccia calcarea) delle dimensioni di circa 13 ettari. Pianosa è il luogo perfetto per un’escursione nella natura più incontaminata, essendo nota soprattutto perché pienamente inserita nella Zona A della Riserva marina delle Isole Trèmiti (un'area marina protetta, istituita nel 1989 e gestita dal Parco Nazionale del Gargano): una scelta che comporta il divieto assoluto di pesca e di immersioni private entro 500 metri dall'isola, oltre che il divieto di visita senza previa autorizzazione del Comune.

Pianosa è allo stesso tempo l'isola caratterizzata dalla minor flora di tutto l'arcipelago: è quasi totalmente priva di macchia mediterranea e presenta soltanto alcune piante grasse ed alcuni bulbi di cipolla selvatica; altrettanto scarsa la fauna, con presenze attestate di piccoli rettili e conigli selvatici.

Come è facile intuire il vero tesoro della Pianosa si trova sotto il livello del mare, con fondali davvero pieni zeppi delle specie più disparate di flora e fauna: dalle gorgonie alle spugne, passando per i pagelli, i polpi, le murene, le aragoste ma anche distese di alghe e gruppi di dentici, orate, cernie.

Ci sono diverse compagnie marittime che permettono di raggiungere le Isole Trèmiti con mezzi più o meno veloci a seconda delle esigenze. Le rotte più battute (anche in base ai periodi dell'anno e le condizioni del mare) sono quelle verso l'Abruzzo (da Pescara, Ortona o Vasto), la Puglia (Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico) e il Molise, con il Porto di Termoli che è sicuramente quello da cui si effettuano più corse giornaliere (e con maggiore varietà di mezzi). Per il resto l'aeroporto di Foggia organizza tutti i giorni voli in elicottero in direzione San Domino. Usualmente non è ammesso portare macchine sull'arcipelago, ma è possibile richiedere un'autorizzazione del comune per fare sbarcare auto o moto sulla sola isola di San Domino.

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