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Non serve arrivare dall'altra parte del mondo per ammirare delle cascate pazzesche: ecco le 5 piccole 'Cascate del Niagara' del Lazio  

Da Tivoli ad Amatrice, il Lazio è ricco di salti d’acqua che reggono la concorrenza delle cascate più belle d’Italia. Scommettiamo che te ne innamorerai?

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Se ti diciamo Cascate nel Lazio, quali sono le prime che ti vengono in mente? Esatto: è un esercizio che a non molti riesce facile, poiché tra le bellezze della regione che circonda Roma è difficile annoverare subito i salti d’acqua.

Borghi fantasma riscoperti di recente, terrazze panoramiche dalle quali si possono ammirare antichi laghi vulcanici, città d’arte e termali: il Lazio è una regione sorprendente, con luoghi unici che catturano l’attenzione del visitatore e lo portano in un viaggio che va oltre i confini della Capitale d’Italia (ma anche del buon mangiare…).

Basta uscire da Roma per ritrovarsi immersi in un crogiolo di emozioni bucoliche, dove il verde di fitti boschi si alterna all’azzurro di acque candide, che scendono da pendii e declivi e si gettano in piccole e grandi pozze naturali. Tivoli e le sue ville romane, ma anche Cerveteri con le antiche testimonianze dei popoli Etruschi, fino ad arrivare alla sfortunata Amatrice che cerca un riscatto a base di bellezze naturali e bontà della tavola.

È qui che la natura più benevola ha deciso di offrire all’uomo spazi di incommensurabile bellezza, dove trascorrere ore e giorni di distacco totale dalla quotidianità. Il rumore dell’acqua che scroscia sarà la colonna sonora di una gita fuori porta indimenticabile. 

Pronto a partire con noi? 

La Grande Cascata di Tivoli

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Tivoli è una delle località più conosciute della provincia romana. Gran parte della sua fama è data dalla presenza di antiche ville nobiliari, celebri in tutto il mondo: Villa Adriana di epoca romana, Villa d’Este con i suoi giardini rinascimentali e la meno conosciuta Villa Gregoriana.

Eppure è lei la protagonista du jour, con la sua imponente Grande Cascata di Tivoli, alta ben 120 metri. Il salto artificiale è piuttosto recente: lo fece realizzare Papa Gregorio XVI nel 1826, per prevenire lo straripare dell’Aniene. Tutt’intorno alla cascata, il pontefice - dal quale la villa prende il nome - fece realizzare dei magnifici giardini, arricchendo la già preziosa panoramica tiburtina di un nuovo, incantevole spazio che oggi è aperto al pubblico.

La Cascata e Villa Gregoriana sono visitabili da marzo a dicembre con orari variabili dalle 8 alle 20.

Monte Gelato, la cascata degli spaghetti western

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Cosa c’entra un piccolo parco immerso nel verde con la saga di Sergio Leone che ha spopolato sul grande schermo? La risposta è semplice: il primo è l’ambientazione della seconda.

Il genio degli spaghetti western, oltre alla Spagna e alla campagna pometina, scelse un altro luogo alle porte di Roma per girare i suoi film: è la Cascata di Monte Gelato, situata nel Parco del Treja a 50 km dalla Capitale, nel comune di Calcata. Un luogo idilliaco, che si raggiunge con una lunga ma piacevole (e poco faticosa) passeggiata tra i boschi. Qui l’acqua del fiume si getta in piccole cascate che, una dopo l’altra, danno vita a una zona umida davvero iconica.

Aree picnic, percorsi ben segnalati e sorprendenti panorami avvolti nel silenzio rendono questo parco protetto uno dei più belli del Lazio.

Gole e Cascata dell’Infernaccio

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Si trova nei pressi del borgo fantasma di Celleno, nel viterbese, non lontano da Civita di Bagnoregio ed è una delle gole più profonde del Lazio. La Cascata dell’Infernaccio, alimentata dal piccolo fiume Rigo - un affluente del Tevere - è un sottile getto d’acqua che cade da una roccia alta circa dieci metri, disegnando un paesaggio fiabesco. Curioso il contrasto tra il rosso delle rocce che contengono molto ferro, il bianco delle acque che si gettano dalla cascata e il verde dei fitti boschi.

La zona ha un equilibrio abbastanza precario ed è consigliato recarsi all’esplorazione delle Gole solo con guide autorizzate.

La rinascita di Amatrice passa dalle sue Cascate

Il terremoto del 2016 ha distrutto il borgo amatriciano, ma non lo spirito di una comunità che con le unghie e i denti è rimasta aggrappata al suo meraviglioso territorio. Ai piedi dei Monti della Laga, che segnano il confine naturale del Lazio con le regioni circostanti, un lungo e tortuoso percorso di 18 chilometri (segnalato dal CAI come EE, dunque per escursionisti esperti) porta fino alle Cascate di Amatrice.

Più salti, separati da centinaia di metri di camminate e dislivelli, che prendono nomi vari, come Barche, Trecina e Selva Grande. Lo scrosciare dell’acqua incontra una flora incontaminata di genziane e anemoni, mentre tutt’intorno è possibile scorgere lupi, caprioli e volpi, ma anche la vipera dell’Orsini, una specie non velenosa, assolutamente non pericolosa e a rischio estinzione. 

Le cascatelle di Cerveteri

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Nel cuore della Tuscia Romana, abitata dagli Etruschi ancor prima che dai Romani, incontriamo un angolo di campagna e rocce tufacee che celano lo scorrere lento e calmo del Fosso della Mola, un fiumiciattolo nato dai Sabatini che si getta nel Tirreno a Ladispoli.

È questo corso d’acqua che dà vita alla serie di piccole cascatelle di Cerveteri, salti d’acqua che l’aspetto selvaggio e incontaminato gli è valso l’appellativo di Amazzonia del Lazio. Numerosi i percorsi per scoprirle, tra cui l’Anello delle Cascate di San Giuliano, 12 km e 5 ore di percorso con un dislivello di 230 metri. Per i più avvezzi alle fresche acque dolci, imperdibile un tuffo estivo al Braccio di Mare, il piccolo laghetto che nasce dalle acque delle cascate.

 
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