Macao: la guida completa e aggiornata
Guida Macao, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Macao è collocata nella zona meridionale della Cina, e fino al 1999 è stata una colonia portoghese, passata poi alla Repubblica popolare cinese mantenendo una certa autonomia.
Quella che si respira a Macao è un’aria mista tra le affascinanti testimonianze coloniali e la tradizionale cultura cinese, un patchwork di stili di vita, culture, lingue, che richiamano tanto la Cina quanto il Portogallo. Stupenda dal punto di vista paesaggistico, Macao sorge sulla riva occidentale del delta del Fiume delle Perle, nella parte meridionale della provincia cinese del Guangdong, e dista circa 60 chilometri da Hong Kong.
Il suo territorio, dove vivono 652mila persone comprende la penisola di Macao, le isole Taipa e Coloane. Tanti alberghi si concentrano proprio in questa area di terre bonificate, la Striscia di Cotai, ricordando che in realtà la penisola era un’isola, diventata tale in seguito appunto alle bonifiche.
Il suo clima è subtropicale, con una temperatura media di 20 °C che scende di rado sotto i 14 °C; tra giugno e settembre è possibile che superi anche i 30 °C con tassi di umidità che rasentano il 90%, mentre le temperature sono più piacevoli tra ottobre e dicembre. Durante i mesi dei tifoni si registrano piogge torrenziali e venti, che possono essere anche molto rischiosi tanto che bisogna seguire le indicazioni ufficiali per evitare possibili pericoli. Quando l’allerta è notevole, i ponti sul mare vengono chiusi, i collegamenti via mare e i voli in partenza sono rimandati o annullati.
Un tempo Macao era chiamata Ou Mun, cioè porta commerciale, poiché, vista la sua posizione sul Fiume delle Perle, aveva un’intensa attività commerciale, un luogo ricco di opportunità per i pescatori provenienti dalla provincia del Fujian e i contadini del Guangdong che per primi si stanziarono qui. Macao era una delle tappe più importanti della Via della seta, visto che vi partivano le navi dirette verso occidente.
Nel corso del XVI secolo diventò colonia portoghese, assumendo quell’impronta mediterranea che tanto colpisce, diventando perfetto crocevia tra cultura orientale e occidentale. Nei secoli successivi, quando britannici e olandesi sono più forti nel commercio, il dominio portoghese inizia a scemare, continuando ad essere sede delle grandi compagnie commerciali. Dopo la guerra dell’oppio, nel 1841, e la nascita di Hong Kong, la maggior parte dei mercanti lascia Macao, che si trasforma in un luogo isolato e tranquillo, diventando meta di viaggiatori e scrittori.
Oggigiorno, grazie anche al suo statuto speciale, la regione si sta molto sviluppando ed espandendo anche dal punto di vista urbanistico, diventando con le sue offerte di intrattenimento un polo di attrazione turistica molto gettonato. L’economia di Macao è molto legata a quella della vicina Hong Kong e di tutta la provincia del Guangdong. Resistono le industrie tessile, delle apparecchiature elettroniche e dei giocattoli, ma è la voce turistica ad essere al top, con una ampia gamma di offerte in termini di ospitalità, ristoranti, casinò. Forte pure il settore dei servizi finanziari, bancari e delle telecomunicazioni.
Ricco il calendario di eventi di Macao, praticamente in ogni stagione dell’anno, che anche qui mixano la sua doppia anima, come il capodanno lunare cinese, la festa di Tou Tei, la festa Tun Ng, la festa delle barche drago, in giugno, ma anche la Pasqua, il Natale, la Processione della Madonna di Fatima. E ancora, il festival del fiore di Loto, sempre in giugno: in diversi spazi si possono ammirare le splendide sfumature di questo fiore acquatico.
Tra settembre e ottobre c’è il Macau International Fireworks Display Contest, la gara di fuochi artificiali a livello mondiale. E ancora, il Macau Food Festival, a novembre, quando i partecipanti possono gustare le delizie culinarie. Tra ottobre e novembre, ecco il Macao International Music Festival: il luogo è un’armonia di note di ogni tipo di genere musicale. Il Macao Arts Festival si svolge tra aprile e maggio e richiama artisti locali e da tutto il mondo, pronti ad esibirsi nelle loro performance in diverse zone. A dicembre, via alla Maratona Internazionale, durante la quale i professionisti si sfidano tra la penisola e le isole di Taipa e Coloane. E per i corridori amatoriali ci sono la Mezza Maratona e la Mini-Maratona. Da non perdere lo storico Grand Prix quando, attorno alla metà di novembre, le strade della zona di Guia si trasformano in un vero e proprio circuito automobilistico e motociclistico.
La cucina di Macao è uno sposalizio tra quella tradizionale portoghese e la cinese, con guizzi provenienti da Africa e sud est asiatico. Un mix di aromi legati a cotture al forno, alla griglia e allo spiedo, con uso abbondante di spezie, come curcuma, cannella, chiodi di garofano e soprattutto latte di cocco. Da assaggiare la ‘Galinha à Africana’, il pollo all’africana e i gamberi in salsa piccante. Tra le ricette, da assaggiare pure la Zuppa Lacassá, a base di gamberi e pasta di gamberi, con alloro e vermicelli di riso; oppure il baccalà (tipica pietanza portoghese) dorato, cotto con zafferano e latte di cocco, rosolato nell’olio al peperoncino e servito con riso al burro e insalata. C’è anche il Minchi, piatto che deriva dall’inglese to mince (tritare), carne tritata e rosolata, condita con salsa di soia e servita con sopra un uovo all’occhio di bue. Da provare inoltre il budino al latte di cocco e la torta di patate dolci.
E poi, da non lasciarsi sfuggire i cibi venduti nelle bancarelle di strada, tra cui i Pastéis de Nata, ovvero tortine con la crema tipiche del Portogallo, i panini farciti con maiale fritto, gli involtini all’uovo, il croccante di arachidi, la carne secca. Naturalmente qui si trova tanta cucina cinese e di Shanghai, come l’anatra alla pechinese o i panini al vapore con ripieno di maiale, i wonton e il granchio di fiume, nonché zuppe piccanti e l’hotpot, cioè un pentolone di brodo bollente in cui si cucinano gli ingredienti direttamente al tavolo, tipico del Sichuan. Per non dimenticare: anche i ravioli al vapore con ripieno di gamberi, gli Har Gau, o quelli ripieni di maiale e gamberi, gli Shiu Mai e gli involtini fritti di gamberi e verdure, gli Tsun Guen, serviti con il tè nero o al gelsomino.
Macao deriva dai termini cinesi A Ma Gao, ovvero il posto di A Ma, in onore della dea dei marinai, che aveva un tempio all’interno del porto. L’unire sorprendentemente due culture e due mondi: questa è la magia di Macao che si svela nella sua parte più antica europea e in quella moderna con edifici di concezione architettonica moderna e innovativa. Un luogo in cui a ogni angolo puoi mangiare squisite leccornie ‘da strada’ che fanno parte della tradizione più lontana, oppure frequentare uno dei casinò più alla moda. Le chiese portoghesi e i luccichii contemporanei. Vicoli e vicoletti con un turbinio di botteghe e centri commerciali in cui c’è di tutto. Tanta Asia e un pizzico generoso di Europa: ecco Macao.











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