Petra: la guida completa e aggiornata
Guida Petra, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
E’ nella bella, quanto martoriata, Giordania che si trova Petra, a meno di 300 km dalla capitale Amman, nell’ampia valle che va dal mar Morto al Golfo di Aqaba. La Giordania, detta anche Regno Hascemita di Giordania, nonostante le guerre arabo-israeliane che l’hanno segnata, si conferma una regione molto affascinante. Sita nel vicino Oriente, posta a nord al confine con la Siria, a nord-est con l'Iraq, ad ovest con lo Stato di Israele, il territorio palestinese della Cisgiordania e il mar Morto e a sud con l'Arabia Saudita, la Giordania, indipendente dal 1946, è bagnata a sud dal Mar Rosso, comunicante con il Mar Mediterraneo, grazie al canale di Suez e con l'Oceano Indiano mediante lo stretto di Bab el-Mandeb.
Alla città di Petra si accede mediante ex letto di un fiume, una peculiare gola scavata tra le montagne in quella che è una regione semidesertica dove si viveva grazie alla raccolta dell’acqua piovana progettata nei particolari già dalla popolazione dei Nabatei, grazie anche alle caratteristiche rocce impermeabili. Tubi realizzati in terracotta e ceramica contribuivano a raccogliere l’acqua che alimentava circa 200 cisterne che riuscivano a sostentare la città di Petra con circa 40 milioni di litri d'acqua al giorno.
L’etimologia è dal greco "Petra" ovvero "roccia" e rimanda al sito archeologico presente nella città, mentre in alcuni scritti quest’ultima è definita "La Variopinta" ovvero, secondo il suo nome di origine semitica. Dapprima città edomita, da uno dei nomi assegnati ad Esaù, detto anche Edom nel libro della Bibbia, in seguito capitale dei Nabatei, Petra attraversò una fase di decadenza durante l’arco del secolo VIII a causa di catastrofi naturali. In seguito, acquistò molta fama grazie ai rinvenimenti di natura archeologica ad opera dell'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, nel 1812, sino a divenire nel 1985, parte dei beni patrimonio dell’UNESCO. A partire dall’anno 1993, anche la zona circostante gli scavi è stata considerata parco nazionale archeologico sino a quando, nel 2007, Petra è stata insignita del titolo di Meraviglia del mondo moderno, una delle famose sette. Le testimonianze che riportano agli insediamenti umani più antichi a Petra risalgono all'età del ferro.
Da sottolineare, nel periodo nabateo, intorno a Petra vi era una Decapoli, ovvero confederazione costituita da dieci città-stato che Roma non riuscì a conquistare fino al 106. In seguito, Petra divenne una città-base per gli attacchi ad opera dei Romani stessi, tant’è che, allorché l'imperatore Adriano vi si recò nel 131, la città fu denominata "Petra Hadriana".
Sotto il profilo economico, va detto che Petra si regge essenzialmente sulla coltivazione di cereali, di alberi da frutta, di viti e sull’allevamento, soprattutto di capre nere, sin dall’epoca neolitica, oltre che sul turismo.
Tra gli eventi che si tengono in loco, ricordiamo quello che del 15 gennaio ovvero, la Giornata dell'albero, mentre a gennaio si festeggia il compleanno del re Abdallah II, seguito a marzo dalla Giornata della Lega Araba e ad aprile dalla Giornata della Grande Rinascita araba, oltre alle varie feste islamiche che variano in funzione del calendario lunare.
Per quanto riguarda la gastronomia, la cucina della Giordania si basa essenzialmente su due scuole culinarie molto diverse, ovvero quella pan-araba e quella beduina. Per quanto concerne la prima, troviamo tra gli alimenti principali le uova, le olive, i formaggi, la panna acida e le fave, fulcro del piatto denominato "Ful madamas", preparato, per l’appunto, con fave, con olio d’oliva e pane. Ad accompagnare il tutto vi è il pane arabo privo di lievito, detto Khobz. Ancora, ricordiamo il Manakish, composto da pane con timo e il Manucha, cotto in forno e preparato con spezie e formaggio, entrambi da mangiare solitamente a colazione.
Riso e patate, poi, la fanno da padroni a pranzo, accompagnati da verdure fresche cotte in maniera molto lenta, insieme alle Kafta, sorta di polpette di carne. La sera il pasto è più leggero, a base di legumi e verdure.
La cucina beduina, invece, si basa sul latte di cammello ed il formaggio di capra. Non mancano poi, la frutta secca, soprattutto datteri, e il Mansaf, fatto con pinoli, carne e grasso. Molto consumato è poi Bulgur preparato con verdure e sesamo da accompagnare, ad esempio, al pollo cucinato al forno. Al centro della cucina beduina c’è anche il formaggio liquido, quasi yogurt, che è alla base del tipico dolce detto Kunafa. Caratteristico è poi il Mahalabiya, una preparazione con riso e acqua di rose.
Particolarità di Petra, è costituita dalle tombe in loco, scavate nell’agglomerato montuoso, mentre l'area urbana, giacché priva di vegetazione, è connotata da pietre visibili in ogni punto, altro richiamo etimologico. La città è sviluppata su roccia di natura sedimentaria derivante da piccoli granelli di sabbia che danno vita ad una tipologia di roccia resistente, soggetta a variazioni di colore, con sfumature che spaziano dal giallo ocra al rosso intenso sino al bianco, a seconda della differente concentrazione di ossidi nell’iter di formazione delle rocce stesse. Petra è detta "Città Rosa", appellativo che le deriva dal caratteristico colore rosa delle sue rocce. Tra le curiosità, ricordiamo che a Petra sono stati ambientati "Indiana Jone's e l’ultima crociata", "Le mille e una notte", "Mortal Kombat" e "Transformers: La Vendetta del Caduto".
Attualmente sito archeologico di importanza mondiale, Petra colpisce per la sua storia scolpita nella roccia e per le testimonianze che hanno lasciato qui i popoli che la hanno attraversata e scelta. Al fascino di Petra contribuisce anche la leggenda di Lawrence D’Arabia secondo la quale, durante la prima guerra mondiale, la città fu luogo di scontro fra un gruppo di donne beduine della Grande Rivolta Araba e l’esercito Turco-Ottomano, occasione in cui avrebbe combattuto anche Lawrence D’Arabia.















Voto complessivo 10