La Porta Magica, dove Roma si tinge di mistero
Lasciati svelare uno dei luoghi nascosti di Roma, dove simboli esoterici e misteriose leggende si incontrano
Porta Magica Diego Fiore / Shutterstock.com
È una città così famosa, turistica e visitata da viaggiatori di ogni parte del mondo, che sembra quasi impossibile che Roma abbia ancora degli angoli nascosti. Eppure, quasi seguendo un itinerario ‘del mistero’, ne abbiamo scovato uno che probabilmente neanche i romani conoscono.
La Porta Magica di Roma, dove si trova
La Porta Magica, conosciuta anche come Porta Alchemica, Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è l'unica "sopravvissuta" delle cinque porte di Villa Palombara, la residenza fatta costruire nella seconda metà del Seicento dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara sul colle Esquilino.
Oggi la porta è visibile all'interno dei Giardini di Piazza Vittorio, la storica piazza romana dell’Esquilino a due passi dalla Stazione Termini e dalla Basilica di Santa Maria Maggiore sempre all'Esquilino, più o meno nella stessa area dove un tempo era stata edificata.
I simboli della Porta Magica di Roma
Oggi la Porta Magica si presenta come un curioso insieme di statue in marmo su cui sono incisi simboli alchemici ed esoterici, specchio del gusto per l’occulto che il marchese di Palombara nutriva per l’alchemia.
I simboli sono tipici dei libri di alchimia e filosofia esoterica della seconda metà del Seicento di cui la biblioteca del marchese Palombara era particolarmente ricca, come i due triangoli massonici sovrapposti presenti sul frontone della Porta Magica.
I simboli visibili, invece, lungo gli stipiti della porta rappresentano i pianeti associati ai corrispondenti metalli (Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio), ma in una sequenza leggermente diversa da quella convenzionale, quasi a simboleggiare un rovesciamento dei simboli del cristianesimo e una loro lettura in chiave esoterica.
Le leggende sulla Porta Magica di Roma
Ad accrescere il fascino – quasi inquietante – della Porta Magica di Roma sono le tante leggende che sono nate intorno al luogo.
La più accreditata racconta di come tutto cominciò quando l’alchimista Francesco Giuseppe Borri, appena scarcerato da Castel Sant’Angelo dove era stato rinchiuso per accuse di eresia e veneficio, fu ospitato dal marchese Palombari nella sua villa, dove rimase per diversi anni. Durante la sua permanenza, Borri si sarebbe di notte avventurato nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro. Il mattino seguente lasciò la villa in segreto, lasciando dietro di sé solo alcune pagliuzze d’oro, che dimostravano che la trasmutazione alchemica era riuscita, insieme ad una carta recante enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.
Dopo diversi e tutti vani tentativi di decifrare il manoscritto, il marchese decise di farlo incidere sui muri e sulle cinque porte di villa Palombara in modo che fosse visibile a tutti, nella speranza che qualcuno potesse decifrarlo.
Un’altra leggenda vuole invece che la Porta Magica sia stata creata dal marchese stesso come accesso al proprio laboratorio esoterico, e che i simboli alchemici e le statue dei Bes a guardia della porta fossero utilizzati per rendere il luogo spaventoso e interdirlo, dunque, a curiosi e passanti.
