Esplosivi quadri di Owens al Chiostro di San Nicolò
Dettaglio eventi a Spoleto
INGRESSO GRATUITA: 16:30-22:30
Vivace. Esplosiva. Incontenibile. Francesca Owens con questo suo temperamento non lascia, però, nulla al caso. Al ribollimento del carattere si associa una pignola ricerca anche nella pittura, che è sempre stata la sua prima passione. Le sue opere hanno sempre una gestazione, più o meno lunga.
Non si affida all'estro del momento. Il poeta lusitano Fernando Pessoa raccomandava all'artista in genere di superare l'ostacolo della spontaneità. Che non è sinonimo di purezza espressiva, bensì di ingenuità artistica. L'ispirazione non ha l'immediatezza del lampo. L'idea che si affaccia è un abbozzo. Che va poi coltivato e seguito durante la crescita. Non basta intingere il pennello sulla tavolozza. Occorre saperli mescolare e combinarli in una visione armonica del tutto. Viceversa il quadro non vibra.
E l'americana Owens sa quando un quadro vive di vita propria. La mostra delle sue opere al chiostro di San Nicolò è un album della sua attività artistica. Di ieri e di oggi.
Nelle tele c'è il dolore per le sue vicende personali e familiari e c'è anche la gioia di vivere che non si arresta con la morte. Che, per dirla con Thomas Mann, è solo un accessorio della vita. Le sua tele fremono. Dai suoi quadri erompono passioni che solo una vera artista sa tradurre in segni. E' vero che la sensibilità si affina di più con la malattia, che è un adattamento alla morte.
E le composizioni di Francesca Owens sono piene delle note dolenti della rara malattia dalla quale è stata colpita. Ma la ribellione è forte. E l'impeto della lotta dell'artista è evidente in ogni tratto. La figura della tigre è dominante nelle sue opere. E lei, Francesca, è un felino. Che non mostra il viso afflitto e rassegnato. Ma digrigna i denti e ruggisce.
La bella mostra è stata allestita con uno scopo ben preciso: sensibilizzare l'opinione pubblica sull'encefalite mialgica e sulle ricerche scientifiche per debellare questa malattia. L'idea della mostra è stata condivisa con la dottoressa statunitense Nancy Klimas. Rimarrà aperta sino al 3 gennaio prossimo.





