Cosa vedere ad Atrani, tra attrazioni e curiosità
Una tappa unica della Costiera Amalfitana, fatta di tanti luoghi da scoprire nonostante le sue piccole dimensioni: tra chiese e leggende, ecco cosa visitare ad Atrani
Atrani è il più piccolo comune di tutto il territorio italiano, appartiene alla provincia di Salerno e sorge in un area nota col nome di "Valle del fiume Dragone"; un tratto della Costiera Amalfitana stretto dal monte Aureo ad ovest e dal monte Civita ad est, caratterizzato da temperature decisamente miti durante i mesi invernali e mai particolarmente afose durante quelli estivi.
Un borgo da scoprire che vale assolutamente la pena di una visita - magari anche come tappa - tutto l'anno. Scopriamo tutto quello che c'è da vedere ad Atrani, tra attrazioni e curiosità che forse non tutti sanno.
Scoprire Atrani: tutti i consigli per visitarla
- Cosa visitare ad Atrani
- Perché merita di essere vista
- Il simbolo di Atrani
- Tre luoghi significativi
- Un borgo piccolo, tante chiese
Cosa visitare
Perché Atrani merita di essere vista
Atrani è un borgo la cui storia è avvolta nel mistero, anche a causa della celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C, che ha reso impossibile un'analisi accurata dei suoi monumenti più antichi.
La bellezza, però, è sotto gli occhi di tutti: il comune appartiene, come detto,al club dei Borghi più belli d'Italia ed è addirittura inserito nell'elenco dei Patrimoni mondiali dell'Umanità UNESCO con la Costiera tutta.

Atrani infatti è l'unico centro della costiera amalfitana ad avere mantenuto intatto il suo antico carattere di piccolo borgo di pescatori: con le sue abitazioni poste l'una sull'altra, con i suoi vicoletti, i cortili e le caratteristiche "scalinatelle".
Una parte degli edifici del luogo affaccia direttamente sulla spiaggia, mentre l'altra è rivolta verso la piazzetta con la Chiesa del San Salvatore e la fontana di pietra, vero e proprio cuore pulsante del comune.
Il simbolo del borgo
Proprio la Chiesa di San Salvatore de' Birecto è, senza ombra di dubbio, l'edificio più famoso e rappresentativo di Atrani: una chiesa a pianta quadrata con pronao antistante datata X secolo d.C. e suddivisa in tre navate con volte a botte, a cui, durante l'epoca barocca, sono state aggiunte la scalinata, l'atrio e l'attuale facciata con orologio.

Una chiesa che al suo interno conserva importanti testimonianze, tra cui spiccano una pietra tombale del XVI secolo ed una lastra marmorea del XII secolo raffigurante due pavoni (simbolo di bellezza, ma anche di resurrezione).
Come già accennato, la chiesa si affaccia sulla piazza principale di Atrani, centro nevralgico del minuscolo centro storico, nonché punto di riferimento per la vita locale e non solo. Volendo o non volendo, la vostra visita passerà sicuramente anche da qui.
Tre luoghi significativi
Ci sono poi dei luoghi che rappresentano per certi aspetti un borgo intero: uno di questi è la Torre dello Ziro, un particolare esempio di fortificazione difensiva priva di entrata, che doveva essere in comunicazione con un castello nei pressi di Pontone di cui però rimangono soltanto i resti. Un edificio famoso perché legato alle vicende di Giovanna la Pazza, erede illegittima di Ferdinando I d'Aragona che visse una travolgente storia d'amore con il suo maggiordomo.
Altrettando storica la cosiddetta "Grotta di Masaniello", che sembra avere ospitato il celebre rivoluzionario amalfitano (ma figlio di una donna atranese) quando era braccato dai soldati del vicerè di Napoli. Sempre sullo stesso filo, da non perdere anche la Grotta dei Santi, chiamata così per via degli affreschi sulle pareti che raffigurano i quattro evangelisti.

Infine impossibile non citare il mare di Atrani, bellissimo, in fondo come in tutta la Costiera. Si possono fare tante belle escursioni in barca partendo da qui, magari arrivando ad Amalfi dal mare. Chi, invece, preferisce rimanere con in città e con i piedi a terra, ad Atrani troverà una spiaggia del paese molto piccola - in linea con le dimensioni del borgo - ma solitamente tranquilla e perfetta per ore di relax al sole.
Un piccolo borgo, tante chiese
Tornando al tema delle "architetture religiose" vale la pena menzionare quanto meno la Chiesa dell'Immacolata, attigua a quella già affrontata di San Salvatore, celebre per il suo altare principale, in marmo policromo, rivolto verso ovest (contrariamente ad ogni modello medievale) e per un'urna cineraria romana incastonata nelle sue pareti.
Da scoprire anche la Chiesa di San Michele Argengelo (detta "Camposantino"), situata poco al di fuori delle antiche mura cittadine ed in prossimità della Porta Nord al confine con Ravello, la Chiesa della Madonna del Carmine, pregevole per il suo campanile in stile moresco, o la Chiesa di Santa Maria del Bando, che deve il suo nome ad una leggenda locale secondo cui la Vergine avrebbe concesso la grazia ad un uomo bandito ingiustamente e condannato all'impiccagione.

Doveroso infine parlare della Collegiata di Santa Maria Maddalena Penitente, eretto nel 1274 sui ruderi di un fortilizio medievale preesistente su iniziativa degli stessi cittadini (intenzionati a ringraziare la Santa per averli liberati dai soldati saraceni).
Un complesso ristrutturato a più riprese durante i secoli, che ha la particolarità di mostrare l'unico esempio di facciata in stile rococò di tutta la costa d'Amalfi e di avere un tempio fornito di due transetti diametralmente opposti: il primo è letteralmente rivestito di maioliche, l'altro invece ha una copertura piana. Una chiesa che, tra l'altro, al suo interno ospita diverse statue e tele settecentesche ed ottocentesche tra cui spicca L'incredulità di San Tommaso del salernitano Andrea Sabatini.
Cosa vedere secondo voi






