Pachino: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Pachino: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Pachino, una città di mare che ha una storia notevole, essendo passata di secolo in secolo tra diverse dominazioni che l’hanno resa quello che è adesso, un territorio di incontro tra culture diverse, baciato da un paesaggio a cinqueste stelle, con spiagge dalle acque cristalline e pescose.
Si può dire che Pachino, "tacco" della Sicilia, sia una città anche di memorie e sapori, poiché in questo territorio si concentrano le leccornie assolute di terra siciliana, ortaggi, frutta, vini, pesce. Una visita qui è dunque un itinerario che non è mai solo balneare e di sole, ma anche storico, archeologico, enogastronomico, esperienze diverse che danno un unico risultato, una grande soddisfazione.
Il simbolo di questa località è sicuramente il famoso pomodorino di Pachino, ciliegino, che l’ha reso celebre, e che è ormai immancabile nelle tavole di tutti gli italiani, per le più svariate ricette. E pensare che non è un prodotto autoctono del siracusano, poiché deriva da varianti di semi introdotte qui negli anni Ottanta del secolo scorso da un’azienda israeliana. Ma il clima, la posizione, il suolo hanno reso eccellente questa rossa delizia che a pieno titolo, ormai, appartiene a questo territorio.
Andar per Pachino significa fare una sosta nel suo centro per visitare la Chiesa Madre del SS. Crocefisso, della fine del 1700, poi un po' fuori dell’abitato c’è la Torre Xibini, quattrocentesca. E senza dubbio ci si può spingere a circa tre chilometri per raggiungere il borgo di Marzamemi, il cui nome deriva dall’arabo "Marsà al hamen", ovvero "Rada delle Tortore" che in primavera sono numeros in questi lidi. Quindi, una borgata creata dagli Arabi e tutta intorno al mare.
Tra i monumenti da vedere, la vecchia tonnara con gli scieri, come si chiamano i barconi dei pescatori che venivano usati per la mattanza dei tonni. Poi c’è il palmento Di Rudinì, uno dei più antichi stabilimenti di archeologia industriale presenti in Sicilia. Ed è davvero piacevole andarsene a zonzo tra le casette dei pescatori attorno alla piazza, edifici del 1600. Anche se in gran parte disabitate, rivestono sul viaggiatore un indiscusso fascino che esorta la fantasia a ritornare indietro nel tempo quando erano piene di grida e di attività. Del 1752 il Palazzo del Principe di Villadorata, famiglia proprietaria del borgo: oltre che un cortile interno, ha pure un terrazzino da cui il principe si affacciava per controllare il lavoro dei pescatori. Caratteristici, inoltre, i due piccoli porti naturali di Marzameni, Balata e Fossa. Insomma, un insieme decisamente suggestivo tanto è vero che il borgo è spesso location mirabile per il cinema. Tra gli altri vi sono stati ambientati "Kaos" dei fratelli Taviani, "Sud" di Salvatores e "L’uomo delle stelle" di Tornatore.
Non è da dimenticare una visita presso la Grotta Corruggi, dove vissero i primi cittadini di Pachino, tra Marzamemi e Portopalo, in contrada Vulpiglia, a circa 50 metri dal mare in prossimità del pantano Morghella. Mentre al largo, l’incontro con le isole è spettacolare: l’Isola di Capo Passero, l'isola piccola di Marzamemi, l'isola grande del porto di Pachino e l'Isola delle Correnti, dove si intersecano le acque di Mediterraneo e Jonio, e che si può raggiungere anche a piedi, quando la bassa marea svela una striscia di terra. Vicino c’è la Punta delle Formiche, un masso di arenaria di forma curiosa, affiancata da un lembo di spiaggia con sabbia finissima incastonata fra le rocce bianche e un mare cristallino color cobalto. Ideale per godere di romantici tramonti.
Negli otto chilometri di costa di Pachino, da segnalare le spiagge del lido, di Cavettone e Morghella, sul versante ionico, di Cuffara e la Costa dell’Ambra su quello mediterraneo. La spiaggia di San Lorenzo è un tratto di costa molto bello caratterizzato pure da piccole insenature. La fine sabbia chiara ha un fondale dolcemente digradante, che permette un uso tranquillo anche ai bambini ed è gettonata dagli amanti dello snorkeling. Si trova al limitare della Riserva Naturale Orientata di Vendicari, famosa per i suoi ambienti umidi e rocciosi e che al suo interno ospita un’antica tonnara, una torre sveva del 1400, una chiesetta e una necropoli Bizantina.
Da appuntare: lo shopping si fa assolutamente tra il centro di Pachino e quello più piccolo di Marzameni, acquistando soprattutto prodotti per la gola, come i vasetti di bottarga grattugiata di tonno rosso, le confezioni di ventresca di tonno, il caviale di pesce spada che si può trovare anche a filetti con gelso nero, il tonno conservato con ciliegini di Pachino, secchi e tritati. I posti giusti sono: la Ditta Adelfio, in via Marzameni, o la bottega di Athena, in via Savonarola Pachino, per cosmetici a base di olio d’oliva. Per i vini, ci si può rivolgere, con degustazioni, ai Magazzini del Vino Feudo Ramaddini, in Contrada Lettiera, Marzamemi.
Il divertimento notturno, qui, ha le fattezze del borgo di Marzameni dove si concentrano locali di ogni sorta per vivere in pieno la movida, soprattutto in estate.
Qualche idea per mangiare le ricette tipiche. A Marzameni ci sono il ristorante Campisi, Il Cortile Arabo, La Cialoma. A Pachino, attorno a Piazza Vittorio Emanuele, ci sono diversi locali, come Il Caffè al ciclope, dagli ottimi dolci, o Antichi sapori da Puccia, dove si possono gustare degli ottimi arancini. Ma è facile trovare ristorantini e trattorie di vari prezzi un po' ovunque, lungo la strada per Pachino o verso Noto o Modica.
Qualche idea per gite partendo da Pachino. Siracusa con il suo cuore antico, l’isola di Ortigia, collegata alla città dal Ponte Umbertino, e la sua Fonte Aretusa, legata ad una leggenda secondo la quale la ninfa Aretusa, per sfuggire ad Alfeo, follemente innamorato di lei, chiese aiuto ad Artemide, che per salvarla la trasformò in una fonte. Da vedere anche, tra le tante soluzioni, l'Orecchio di Dionisio, grotta artificiale che si trova nell'antica cava di pietra chiamata latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco.
Ci si può perdere tra le meraviglie di Noto, piccolo gioiello del barocco siciliano, paese arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro. È patrimonio Unesco, come la non lontana Modica dove comprare il famoso cioccolato, prodotto con una tecnica a freddo e che si presenta granuloso, friabile e squisito. Un salto anche ad Avola, il territorio di origine del vino omonimo.
Per giungere a Pachino, dall’aeroporto di Catania partono i pullman della linea Interbus (www.intervus.it), che si prende anche se si arriva a Noto via treno. Per spostarsi nel territorio ci sono pure i bus della AST (www.aziendasicilianatrasporti.it). In auto bisogna percorrere l'autostrada, da Messina, la A18 Messina/Catania, qui prendere la Catania-Siracusa, che rimane A18 e poi proseguire lungo la Siracusa-Gela (sempre A18), uscita Noto; giunti qui bisogna percorrere la provinciale per Pachino. Da Palermo, la A19 Palermo-Catania e da Catania il percorso sopra descritto.
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