Poppi: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Poppi: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Poppi è un piccolo comune che sorge arroccato lungo l'Appennino, appartenente alla provincia di Arezzo in Toscana, ma distante pochissimi chilometri dal confine con la regione Emilia Romagna.
Si tratta di un centro particolarmente interessante, capace di coniugare una storia ricca ed importante (essendo fiorito soprattutto durante il Rinascimento, sotto il controllo diretto di Firenze) agli splendidi paesaggi naturali forniti dal territorio Casentino che lo circonda. Non a caso è stato inserito nella lista de "I borghi più belli d'Italia", un'associazione privata nata nel 2001 grazie al lavoro dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani che promuove piccoli centri italiani ritenuti di "spiccato interesse storico ed artistico" e lavora alla salvaguardia di quei nuclei più piccoli che rischiano di venire dimenticati non trovandosi all'interno dei circuiti turistici più noti.
La principale attrattiva di Poppi è senza ombra di dubbio il suo splendido borgo medievale, una città murata alla cui sommità sorge l'antico Castello dei Conti Guidi: un edificio costruito tra il XII ed il XIV secolo, circondato sia da un fossato che da mura di cinta con merli guelfi e caratterizzato da una facciata a bifore al cui centro si stacca una torre.
Il Castello, oltre ad avere un'importanza storica fondamentale per quello che riguarda la città, è una vera e propria perla anche dal punto di vista artistico: al suo interno custodisce infatti sia un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti all'allievo di Giotto Taddeo Gaddi, che una biblioteca (di nome Rilli-Vettori) ricca di centinaia di manoscritti medievali ed edizioni a stampa risalenti al XV secolo.
Nei pressi del castello sorge la Badia di San Fedele, un edificio che presenta un campanile ricavato in uno dei torrioni delle mura cittadine, oltre che un vero e proprio forziere contenente decine e decine di opere d'arte in stile romanico: da un Crocifisso attribuito al già citato Giotto ad una tavola della Madonnina con Bambino del Maestro della Maddalena attribuita a Jacopo Ligozzi.
Rimanendo in tema artistico, segnaliamo anche la presenza, proprio all'interno del Castello dei Conti Guidi, di una Mostra Permanente della Battaglia di Campaldino, che presenta testimonianze scritte capaci di farci rivivere quel terribile scontro tra guelfi fiorentini e ghibellini aretini datato 11 giugno 1289.
Meritevoli di una visita anche la Galleria d'Arte San Lorenzo in Piazza Jacopo Bordoni, caratterizzata da esposizioni d'arte moderna che danno spazio ad artisti provenienti da tutto il mondo, o la Galleria d'Arte Lanini in via Rilli Orsini, dedicata quasi prevalentemente all'arte contemporanea.
Parlando invece di architettura religiosa, è doveroso indicare la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Bartolomeo come luogo più rappresentativo e simbolico del comune: si trova in località Badia Prataglia ed è l'ultima testimonianza di un'abbazia benedettina fondata a fine X secolo. È stata consacrata nel 1008, ma ha via via perso importanza a seguito dell'ascesa del vicino eremo di Camaldoli. L'edificio odierno presenta una facciata con bifora ed un'unica aula con abside coperta da capriate di legno e caratterizzata da un presbiterio particolarmente sopraelevato.
Tra le altre strutture sacre di Poppi ci limitiamo a ricordare per lo meno la Madonna del Morbo, un raro esempio di oratorio barocchetto italiano situato in Piazza Amerighi, caratterizzato da una pianta esagonale ed una cupola a squame, e la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo: una chiesa datata 1284, ma poi ricostruita e riconsacrata nel 1784, che presenta un timpano triangolare e, al suo interno, una navata unica candita da lesene.
Un'ultima menzione per alcune località particolarmente belle che è possibile visitare allontanandosi da Poppi di pochi chilometri: partendo dal già citato Eremo dei Camaldoli, ovvero il luogo dove San Francesco d'Assisi ricevette le stimmate, ed arrivando al cosiddetto complesso della "Torre dei Diavoli", un insieme di ruderi all'interno dei quali (secondo una leggenda locale) la contessa Matelda, sposata ad un uomo molto anziano, adescava giovani amanti per poi ucciderli.
Cosa vedere secondo voi








