S. Stefano di Cadore: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
S. Stefano di Cadore: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Santo Stefano di Cadore, il capoluogo della regione del Comelico, si trova alla confluenza tra il torrente Padola e il fiume Piave, ed è una delle località più note della zona per quanto riguarda il turismo estivo, viste le tante possibilità di escusione sulle Dolomiti orientali, per non dimenticare la vicinanza con i maggiori comprensori d’inverno.
Tra i monumenti più importanti del paese c’è la Pieve di Santo Stefano, costruita nel XIII secolo e completata nei successivi, con opere di Tommaso Da Rin e Cristoforo Monforte. Da ricordare anche uno degli altari in legno, della scuola del Brustolon. A Transacqua si trova invece la chiesetta della Madonna delle Grazie, dove un tempo era stata costruita la prima cappella cristiana. Accanto c’è anche la seicentesca Casa Bettini. Verso Comelico Superiore si passa per la frazione di Casada, con la chiesa dei Santi Lorenzo e Osvaldo, eretta nel 1855. A Costalissoio è da vedere il Museo del Surrealismo di Luigi Regianini, che ogni anno presenta opere inediti del pittore. Da segnalare che nella chiesa ottocentesca della SS. Trinità c’è un dipinto eseguito dal padre del celebre poeta italiano Andrea Zanzotto, cittadino onorario di Santo Stefano di Cadore. Proseguendo verso Sappada si incontra infine Campolongo, con la chiesa dei santi Filippo e Giacomo, di origine trecentesca ma poi ricostruita nel ‘700.
Da ricordare anche il palazzo Poli de Pol e i villaggio intorno al passo di Zovo come Danta di Cadore. Chi è in cerca di strutture per il benessere può scegliere la vicina Padola, stazione termale con la presenza di una sorgente di acque solforose usate per curare numerosi disturbi.
Il turismo a Santo Stefano di Cadore è concentrato soprattutto in estate, per via della fitte rete di sentieri che permette l’ascesa verso i monti sovrastanti, come il monte Col, il gruppo del Crissin, il gruppo delle Terze, la Val Grande e così via. Qui si trovano diversi bivacchi piuttosto noti come l’Ursella-Zandonella, il bivacco del monte Col, il rifugio del monte Zovo. Da provare il Giro delle Malghe sulla cresta Carnica, al confine con l’Austria. Molto interessante è anche la Val Visdende, a metà strada tra Santo Stefano di Cadore e Sappada: formata dalla confluenza tra i due torrenti Cordevole e Londo, è una valle ancora risparmiata dal turismo di massa per via di un accesso non troppo semplice, attraverso una stretta gola.
D’inverno, Santo Stefano di Cadore si trova a poca distanza da alcuni dei comprensori sciistici più noti dell’area, come quello di Padola Val Comelico, a soli 7 chilometri, e poco più distanti quelli di Auronzo di Cadore, il comprensorio sciistico Sappada, il comprensorio sciistico Forni di Sopra, il Sauris, il comprensorio di Misurina, il comprensorio Hochpustertal - Alta Pusteria - Sextner Dolomiten, il Ravascletto e il comprensorio sciistico di San Vito di Cadore, il più distante. La zona è anche famosa per le sue belle piste da fondo, e del resto il Cadore è da sempre uno dei “serbatoi” più noti per i campioni di questa specialità nelle più importanti gare al mondo.
Per arrivare fino a Santo Stefano di Cadore si può seguire in auto la strada statale 52 Carnica, che collega Friuli, Veneto e Trentino - Alto Adige, nonché all’Austria grazie alla galleria Comelico. Per chi si mette in viaggio da Venezia, da Milano o da Roma basta seguire l’autostrada A27 Mestre-Belluno, poi la statale 51 di Alemagna fino a Pieve di Cadore e da qui la 51bis, poi la 52. Dopo la galleria si arriva fino al paese. È possibile anche passare da Forni Avoltri e da Sappada per arrivare fino alla Carnia e al Friuli, con la statale 355.
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