Santa Maria Capua Vetere: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Santa Maria Capua Vetere: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
L’Anfiteatro Campano, costruito tra il primo e il secondo secolo, per le sue dimensioni e la sua maestosità, è secondo solo all’anfiteatro flavi di Roma (Colosseo). La struttura artistica si può visitare dalle 9 fino ad un’ora prima del tramonto tutti i giorni eccetto il lunedì, perché di chiusura. Il monumento è stato costruito sopra un altro già preesistente, ristrutturato poi per mano di Adriano e Antonino Pio, le sue misure erano di 169x139, alto quattro piano, raggiungendo così l’altezza di 46m. I primi tre piani erano decorati con 80 arcate in travertino con in chiave dei busti di alcune divinità, ora custoditi nel museo a Capua, il museo campano o nella facciata del municipio. Il quarto piano, invece, era formato da lesene. Ritornando al secondo e terzo piano, troviamo delle statue come l’Eros, la Venere e la Psiche di Capua che oggi si trova nel museo archeologico nazionale di Napoli. All’interno possiamo trovare il meraviglioso colonnato costruito per volere di Adriano e più in alto si erigevano alcuni pali che sostenevano un velarium che in seguito fu importato a Roma. Purtroppo ci pervengono solo dei resti del primo piano, dopo che l’edificio è stato fortezza durante il periodo di egemonia dei longobardi, dopo che ebbe fornito numerosi materiali per la costruzione delle strade e di molti edifici nella città di Capua. Con la sparizione dei gradini, si possono raggiungere i corridoi sottostanti. I sotterranei sono composti da 10 corridoi e ambienti di servizio, dove fu rinvenuto nell’800 delle tracce di un affresco. Nel giardino, oltre a statue, possiamo vedere un meraviglioso affresco del II secolo “Nereidi e Tritoni”, e alcuni resti architettonici che testimoniano l’attività cistercense nel passato. Il Mitreo, si può visitare dalle 9 fino ad un’ora prima del tramonto, il lunedì, invece, rimarrà chiuso. È un edificio conservato splendidamente, e fu dedicato al dio persiano Mitra, che nell’età dell’ipero, il culto si propagò per tutta la penisola. L’edificio è stato rinvenuto nel 1922, ed è composto da una sala sotterranea con ai lati dei grandi e lunghi banconi per i fedeli. Il tutto è decorato da affreschi che sono la più ampia e vasta documentazione delle divinità, per esempio come la stella a sei pune sulla volta e la raffigurazione di Mitra che uccide il toro in fondo alla parete. Il Museo Archeologico dell’antica Capua si può visitare dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 19. Raccoglie tutte le testimonianze materiali rinvenute nell’ultima metà secolo nel territorio dell’antica Capua. L’edificio, di 1500m al quadrato, è stato costruito su un allevamento per cavalli durante il 1800. Raccoglie reperti che testimoniano l’età di bronzo, disposti secondo un ordine cronologico ben preciso, con l’aiuto di pannelli illustrativi. Possiamo anche trovare delle testimonianze rinvenute tra il Volturno e il canale Agnena. In più, ci sono corredi tombali in bronzo e in ceramica appartenente agli etruschi e corinzi di epoca orientalizzante, del periodo arcaico e del periodo classico nel quale si uniscono elementi dell’arte greca con elementi tipici dell’arte campana. Altri reperti ci fanno rivivere la dominazione sannitica, in più dalla guerra di Annibale alla deduzione della colonia da parte di Cesare nel 59 a. C. per cui è stata predisposta un’intera sala. In fine, la raccolta di terracotta e materiali dei santuari di Diana Tifatina e del fondo Patturelli. La Basilica di S. Angelo in Formis è un importante edificio architettonico di cui è aumentato il suo privilegio dopo la prima guerra mondiale quando fu distrutta l’abbazia di Montecassino, cosi che questa abbazia ora è la più alta testimonianza dell’arte e dell’architettura cassinese. Fu costruita alle pendici del monte Tifata (alto circa 604 m) sulle restanti rovine del santuario di Diana Tifatina; tutto questo accadde nel 900. per poi essere riedificata nel secolo successivo dopo il passaggio di proprietà andato in mano dei Benedettini. L’abate che si prese l’incarico di restaurare il tutto fu l’abate Desiderio, alla quale fece aggiungere un monastero di straordinaria grandezza e maestosità, ma che purtroppo a noi ci giungono solo pochi resti. Nel 1100 fu aggiunto anche un portico a 5 arcate sostenute da 4 colonne con capitelli corinzi che anticipa la facciata. Nell’arco centrale c’è il portale di marmo di stile classicheggiante, con nell’architrave un’epigrafe che ricorda la fondazione venuta per m volontà dell’abate Desiderio, mentre sul lato destro ergono parti del podio dell’antico tempio. Nella lunetta troviamo l’affresco di S. Michele, sopra il portale c’è raffigurata la Madonna tra due angeli, mentre nelle altre numerose lunette, troviamo la descrizione delle storie di S. Antonio abate e di S. Paolo l’eremita tutti quanti rintracciabili nel 1100. Sul lato destro, a pianta quadrata costruito con i materiali di scarto del santuario di Diana Tifatina c’è il campanile. Costruito mediante un forte contrasto cromatico creato grazie all’uso del travertino e del cotto.
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