WhichPage-GetPartialViewNoCache = 0,0009777
 
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0009768
HeaderContext-GetPartialViewNoCache = 0,0009764
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

Mangiare bene a Milano  

Informazioni su Mangiare bene a Milano

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0009768
Mangiare bene - L'ingresso (abbastanza misero!) al Kilimangiaro, a Milano

L'ingresso (abbastanza misero!) al Kilimangiaro, a Milano 

Nel centro di Milano sono davvero tanti i posti dove è possibile mangiare bene. Uno dei ristoranti storici della città è il Bagutta, sotto la protezione del Ministero della Cultura dal 1991: un giardino estivo, dipinti di artisti italiani e internazionali che ornano le pareti, piatti tipici con influenze tosco-lombarde e un premio letterario dedicato rendono ricca e particolare la serata dei clienti in quest’oasi dall’atmosfera semplice e domestica (Zona Piazza San Babila). 

Sempre nel centro cittadino, ma con un menù adatto a un pasto veloce e genuino è Insalateria, un green take-away dove è possibile personalizzare le proprie insalate scegliendo gli alimenti, tutti rigorosamente biologici e freschi.

Sensibilità e attenzione alla cucina biologica, con tanto di presidio di Slow Food, anche da Ratanà, un locale radical chic con piatti particolari e una perla unica: il risotto all’osso buco, parola d’ordine per i tanti affezionati clienti (via de Castillia 28).

Ricette originali a base lombardo-ligure, infine, da Pizzaccia, una pizzeria di ottima qualità e a prezzi modici che vanta una cucina creativa in un ambiente familiare (Metro Lodi).

PoiCoverImages-GetPartialView = 0,0195326

Gallery


UniteGallery-GetPartialView = 0,0126949

Giudizio

Valutazione Generale
  
Rank 34# di 157
Numero votazioni 3
PoiMyOpinionRating-GetPartialView = 0,0097668
CommonPluginEuropeAssistence-GetPartialView = 0,0009777

Recensioni Mangiare bene

Livello 58    
Voto complessivo
Un mio collega mi aveva parlato di un ristorante conosciuto grazie ad un’offerta su Groupon, nel cuore di Milano, facile da raggiungere, con prezzi non eccessivamente alti (lui aveva pagato 20 euro una cena per due) e che propone cucina ... Vedi tutto eritrea. Una etno-curiosissima come me non poteva lasciarselo sfuggire. E così ho “costretto” il mio fidanzato ad andarlo a provare insieme. Una domenica mattina, dopo una passeggiata in Corso Buenos Aires, ci siamo diretti nella zona dell’indirizzo: avevo immaginato di trovarmi di fronte ad un locale più unico che raro nel suo genere, invece era tutto un susseguirsi di ristoranti di cucina africana. Siamo andati precisamente a quello che ci era stato consigliato, il Kilimangiaro. E non ce ne siamo davvero pentiti! L’atmosfera nel locale è molto caratteristica: arredi “afro”, piccole capanne di paglia alle pareti, dipinti tipici del continente nero, menù che sembrava in legno scolpito. All’ingresso la cassa e il bancone, oltre i quali ci sono i tavoli per i clienti. Non sono tantissimi, quindi garantiscono un’atmosfera abbastanza raccolta (noi poi eravamo solo in due, quindi meglio ancora!), ma fanno sì che di sera sia meglio prenotare, visto che le prenotazioni sono accettate. In un angolo una serie di soprammobili etnici. Accanto la cucina, dall’apparenza molto pulita e ben tenuta. Ancora più in fondo il bagno, pulito. Siamo stati accolti in maniera garbata e molto gentile dal proprietario che ci ha pure illustrato il menù: noi riuscivamo soltanto a renderci conto che erano cose commestibili (tipo carne di manzo o cous-cous, non radici di albero o foglie con ramo come stupidamente potevamo immaginare!!!). Sebbene le pietanze fossero indicate in “piatti”, vengono comunque servite in un piatto unico: da una persona, due, tre… Già sapevo che è usanza africana mangiare direttamente con le mani e infatti l’eritreo che ci ha servito ha imbandito la tavola senza posate. Quando l’ho guardato ha subito capito: “Si, si, le posate… È che vi voglio far conoscere la nostra tradizione, il nostro modo di mangiare”. E ha prontamente tirato fuori forchetta e coltello, senza i quali non riesco a vivere!!! Il piatto consisteva in più pietanze: due tipi di carne (una di manzo, l’altra… non so!!!) al centro, circondati da insalata, pomodori e salsine varie, che abbiamo scoperto essere ottenute da legumi frullati. Tutto adagiato su una sorta di fetta di pane, molto più simile alla nostra piadina che al pane vero e proprio. Ho capito perché mangiano con le mani: spezzettando questo pane è possibile acchiappare la carne e l’insalata come con una sorta di “tovagliolo” che li “impacchetta” per portarli alla bocca. Ho comunque usato le posate! Ci siamo fatti portare anche lo zil-zil (che funge da antipasto), un’ottima salsina di ceci frullati, accompagnati dal “pane” tipico dell’Eritrea. Sinceramente ci aspettavamo un totale più economico, un po’ più vicino agli standard africani. Invece prezzo milanesissimo: 39 euro per questo piatto unico, con antipasto e acqua naturale. Decisamente meglio andare in questo tipo di ristoranti con le varie offerte di Groupon, soprattutto se si è molto affamati e non si va giusto per il desiderio di provare qualcosa di diverso.
Livello 58    
Voto complessivo
In una uscita primaverile all’Abbazia di Chiaravalle siamo arrivate che la messa era in corso nell’Abbazia, quindi non potevamo visitarla nel pre-pranzo, come avevamo intenzione di fare. Ma era mezzogiorno circa, quindi decisamente prestino per il pranzo. Abbiamo deciso allora di ... Vedi tutto andare in perlustrazione nella zona per capire dove mangiare: dopo una sola fermata di autobus siamo arrivate al ristorante “Al Laghett”. Dalla strada non sembrava eccezionale, ma dando una sbirciata all’interno l’apparenza era niente male: tavoli imbanditi di tovaglie immacolate, in uno scenario di fiori viola di glicine che ornano il pergolato e tantissimo verde circostante. La signora che ci ha accolto ci ha dato una notizia sconvolgente: avremmo dovuto prenotare prima di presentarci, ormai erano al completo. I morsi della fame già si facevano sentire in maniera preventiva nel mio stomaco, così abbiamo accettato la proposta della signora: mangiate adesso (erano le 12.15) e entro le 13.00 sgombrate. Ci fecero accomodare in un tavolo all’aperto ma, dovendo fruire della toilette, ci accorgemmo che c’erano anche sale interne: molto carine e ben tenute, con pavimento in legno e perlinatura alle pareti, ma non utilizzate nella bella stagione. Il nome del locale deriva dal fatto che, quando venne costruito (1890) dalla famiglia Gerosa, che lo ha sempre gestito da allora sino ad oggi, si trovava in prossimità di un laghetto. Attualmente la trattoria conserva il fascino antico della costruzione ottocentesca, ma il laghetto è prosciugato, sebbene la natura che circonda il locale sia ancora verdeggiante e rigogliosa. Alla vista del menù ci accorgemmo che non si trattava affatto di un ristorante di bassa fascia: dai 10 ai 12 euro per un antipasto, 9 euro per un primo, dai 12 ai 20 euro per un secondo, circa 5 euro per un contorno. Ma la sorpresa fu maggiore quando ci arrivarono le pietanze ordinate: quantità davvero da modella milanese in fase di anoressia acuta. Ovvia strategia di marketing finalizzata a costringere il cliente ad ordinare più porzioni. Le pietanze proposte appartengono alla tradizione culinaria lombarda: risotto saltato con salsiccia, cotoletta alla milanese… Scegliemmo risotto, primo a base di ravioli, un contorno di polenta, un altro di formaggi e uno di patate lesse, tutto accompagnato da acqua naturale. Il conto è stato decisamente altino, visti i singoli prezzi, cui aggiungere il coperto, ma tutto sommato accettabile: la freschezza dei prodotti aveva garantito una grande squisitezza alle pietanze proposte, il servizio è stato attento e cortese, c’è stato portato anche del pane aggiuntivo a quello che già c’era (e che nell’attesa dei piatti avevamo sbranato!). Il locale è bello e caratteristico: la storicità della costruzione, il candore dei tavoli immersi nella natura e l’Abbazia come “sottofondo”. Sicuramente se si è in visita all’Abbazia è molto caratteristico fermarsi a mangiare in questo posto, soprattutto se non si ha tantissima fame o non si hanno grossi problemi economici!!! Ricordandosi, magari, di prenotare in anticipo.
Livello 63    
Voto complessivo
I ristoranti sono veramente tanti nel centro di Milano ma se adorate come me il pesce allora andate al Ristorante al Porto in piazza Cantore. Dall'esterno vedrete questa struttura grigia senza insegna ma con 2 ancore davanti alle porte. Ma ... Vedi tutto già dall'esterno sentirete il profumo di pesce che vi indicherà la via. Oltre al bell'ambiente ed alla quantità di pesce fresco in mostra nei frighi, quando leggerete il menù sarà dura scegliere. Io personalmente ho provato un antipasto di pesce crudo ed un antipasto di pesce cotto, un antipasto di cannolicchi gratinati e dei tagliolini al riccio di mare e fiori di zucca. Il tutto abbinato con un ottimo vino e per finire un caffè con dei dolcetti...
HorizontalReviewListContainerPoi-GetPartialView = 0,0039063
Video del mese
FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0019527
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009773

Ogni Comune italiano è un viaggio unico

comuni non comuni

Caricamento in corso...

FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0019518

La guida da portare con te

Scarica gratis
la guida pdf di Milano
GuideList-GetPartialView = 0,0009782
GuideOfMonthBanner-GetPartialView = 0,0029286
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009781

paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

Note Legali | Note redazionali | Privacy Policy | Cookie Policy | Cambia Impostazioni Privacy Policy

È vietata la riproduzione anche parziale - Valica Spa non è responsabile dei siti collegati.

Valica
©2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Vietata la riproduzione Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur
Footer-GetPartialView = 0,0009764