Alcamo: la guida completa e aggiornata
Guida Alcamo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
In provincia di Trapani, nella Sicilia sudoccidentale, si trova il comune di Alcamo, posizionato ai piedi del Monte Bonifato, di poco più di 800 metri di altezza, davanti al mar Tirreno, al centro del Golfo di Castellammare, con un’ampia frazione che si chiama Alcamo Marina. Alcamo dista una cinquantina di chilometri sia dal suo capoluogo di provincia, sia da Palermo. Il suo clima è caldo temperato, con inverni miti e generalmente una piovosità scarsa.
La zona di Alcamo è abitata fin dalla preistoria, come attestano testimonianze archeologiche di circa 9mila anni fa. Qui vivono anche genti probabilmente di origine greca che eressero due villaggi, Longuro, sul Monte Bonifato, e Longarico, lì dove oggi sorge l’abitato. I Romani vi passarono ma senza convinzione, fino all’arrivo degli Arabi che fondarono l'attuale città. Successivamente, Alcamo cadde sotto il dominio, primo normanno, e poi degli Svevi. In questi secoli Alcamo divenne centro fortificato, artistico e culturale. Fu anche feudo di diverse famiglie, come i Ventimiglia e i Conti di Modica. In tutto questo tempo la città conobbe periodi di splendore e decadenza, tra epidemie e attacchi da parte dei pirati. Nel 1812 passò da feudo a demanio regio. Protagonista nel corso del Risorgimento, nel 1860 entra nel Regno d’Italia.
Molto apprezzata come centro turistico, Alcamo è nota per la produzione di vino, tra cui il Bianco Alcamo doc. Rilevanti sono, quindi, i vigneti e tutto l’indotto legato alla loro coltivazione. Ad Alcamo si produce anche il vino Marsala, del resto il comune fa parte dell’Associazione città del vino. Per quanto riguarda il settore agricolo, si coltivano ulivi, cereali, frutta tra cui il particolare melone detto purceddu, dalla buccia rugosa e verdastra, che si conserva a lungo.
Intensi, inoltre, gli allevamenti di bovino e ovino e la lavorazione del travertino. Resiste l’artigianato, con la lavorazione di ceramica, ricamo, lavorazione di legno e ferro battuto.
Numerosi ad Alcamo gli eventi a sfondo religioso che non mancano mai di essere "conditi" con appuntamenti ludici di vario tipo, tra poesia dialettale, magie, incantesimo. Il 19 marzo vengono allestiti gli Altari di San Giuseppe, costruiti a gradini con il legno, poggiati su una mensa e rivestiti di lenzuola ricamate. C’è posto pure per diversi tipi di pane, poggiati lì per devozione e a scopo propiziatorio. Durante il periodo pasquale tanti gli appuntamenti: la domenica delle Palme, dopo la benedizione, si tiene la rappresentazione itinerante della Passione di Cristo, durante la quale oltre un centinaio di personaggi, in costume d'epoca, sfila per le vie delle città fino ad arrivare a corso Italia con la rappresentazione della Crocifissione. Il giovedì Santo si visitano i sepurcri, cioè i sepolcri, nelle diverse chiese; il venerdì Santo, un’altra processione che porta l'urna a vetri di Gesù e la vara, la struttura con cui si trasporta la statua, di Maria Addolorata, precedute da una lunga e duplice fila di fedeli, molti dei quali scalzi. La mezzanotte del sabato santo, nella Chiesa Madre, viene "lanciata" in alto la statua di Gesù Risorto, attraverso una particolare macchina. La seconda domenica dopo Pasqua si festeggia S. Francesco di Paola, e la domenica successiva tocca alla festa del Patrocinio: in Piazza Ciullo viene offerto un pranzo ai poveri della città e a tre personaggi rappresentanti la Sacra Famiglia.
Ancora, a maggio, la festa di San Giuseppe Lavoratore e l’inizio dei festeggiamenti per la Madonna dei Miracoli, patrona di Alcamo; nei giorni che vanno dal 19 al 21 giugno si ricorda l’apparizione miracolosa della Vergine ad alcune popolane vicino a un torrente, avvenuta il 21 giugno 1547.
Il 15 agosto è la festa dell’Assunta, mentre quella della Madonna dell'Alto cade l’8 settembre, con processione verso il piccolo Santuario a lei dedicato in cima del monte Bonifato, e falò sulla spiaggia. Il 13 dicembre, per Santa Lucia, si usa mangiare la cuccìa, ovvero grano bollito e condito con vino cotto o miele.
Per Natale, presepi tradizionali sorgono un po’ ovunque e Alcamo diventa una piccola Betlemme in salsa siciliana.
Ogni piatto, preparato con il pregiato olio extra vergine d'oliva, è accompagnato da un sorso di Bianco d'Alcamo doc, prestigioso riconoscimento per vini rossi, rosati e spumanti. Alcuni, tra i piatti tipici di Alcamo, e più in generale, della zona del trapanese, sono la pasta con le sarde, la pasta con la salsa di pomodoro, accopagnata da fette di melanzane e basilico, e i maccheroni preparati in casa. Da provare, le sarde a beccafico, cioè involtini di sarde riempiti con un composto di alici, pangrattato, pinoli, uva passa, pecorino e irrorati con succo di arancia nel finale. Da non perdere la salsiccia cu li cavuliceddi, un broccoletto selvatico lessato e saltato in padella, e la caponata, tripudio di verdure. Tra i dolci, vanno assaggiati i minni di virgini, paste a forme di seni, ripiene di una crema di latte, detta biancomangiare.
Il nome della città di Alcamo dertiva probabilmente dall'arabo al-qama, cioè terra fertile.
Questa è anche la città di Ciullo d’Alcamo, poeta del XIII secolo, autore di "Rosa fresca aulentissima", un componimento che parla di un vivace dialogo tra uno spasimante di origine popolare e una giovane donna che inzialmente rifiuta il corteggiamento.
Un luogo d’incanto, mare, montagne non elevate, con un contorno di tanti vigneti e uliveti, in un panorama urbano dai numerosi monumenti di varia età e in quello costiero bordato di dune di sabbia, Alcamo, luogo in cui apprezzare il buon vino che si produce qui e l’ottima cucina, un occhio alla tavola dunque, ma anche alla spiaggia e alla natura. Ampia offerta per il viaggiatore che è accarezzato dalle diverse offerte attrattive e di ospitalità.















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