Ampezzo: la guida completa e aggiornata
Guida Ampezzo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Ampezzo si trova lungo la valle dell’alto corso del fiume Tagliamento, vicino al torrente Lumiei, a poca distanza dal lago artificiale di Sauris. La zona è circondata da alte montagne, come il monte Tinisa e il monte Brutto Passo. Lo spuntone su cui si trova il paese è situato a circa 560 metri sul livello del mare.
Ampezzo venne fondata nell’Alto Medioevo, e sull’origine del nome sono state fatte varie ipotesi: "pezzo" potrebbe essere l’abete, dal latino "piceu", e infatti lo stemma del comune mostra ancora un abete vicino a una casa. Dopo l’anno 1000, la tranquilla Ampezzo era in sostanza una comunità composta da agricoltori e contadini affittuari di quel lembo di terra loro concessi dal monastero femminile di Santa Maria in Valle di Cividale, indifferente ai cambiamenti politici che nei secoli sconvolsero la zona, con il passaggio della Carnia al patriarcato di Aquileia e poi, nel 1420, alla Repubblica di Venezia. Il Trattato di Campoformio significò anche per Ampezzo il passaggio all’impero degli Asburgo e nel 1866, dopo la terza guerra d’indipendenza, il comune divenne parte del Regno d’Italia.
L’importanza storica di Ampezzo è però legata alla seconda guerra mondiale, quando fu la capitale della Zona Libera della Carnia e del Friuli, liberata dai partigiani e creata dal 1° agosto del 1944.
L’economia di Ampezzo gravita principalmente intorno alle zone industriali dedite al settore metalmeccanico, alla verniciatura del legno, alle materie plastiche, nel settore dei box doccia. Sviluppato anche l’allevamento, con il latte che alimenta il Caseificio Val Tagliamento di Enemonzo, e il turismo è in continua crescita. Rispetto al vicino Cadore, non si tratta comunque di turismo di massa ma più raccolto e non di rado più rispettoso del territorio e delle sue tradizioni.
L’agricoltura, visto il clima rigido non particolarmente adatto alle coltivazioni nonché la natura montuosa del territorio, è invece non troppo sviluppata, mentre continuano a essere un’importante voce di bilancio le segherie, le falegnamerie, i mobilifici e tutte le industrie che sfruttano l’abbondante legname della zona.
Gli eventi ad Ampezzo animano un lungo calendario durante tutto l’anno, a partire dalla fiaccolata di gennaio fino al carnevale di Dimpec, dalla Festa del pane e dei prodotti da forno il primo weekend di giugno al giro delle sorgenti; dalla Cronoscalata Ampezzo-Passo Pura, gara podistica non competitiva verso il Passo Pura, fino alla Sagra dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Ampezzo. A Oltris si festeggia inoltre il penultimo weekend di luglio la sagra di S. Jacum, festa di origini molto antiche che oggi si è trasformata in una sagra molto popolare. A Voltois, invece, il patrono San Rocco si festeggia il 15 e il 16 agosto. Il 15 agosto è anche il momento della Festa della Montagna. Da ricordare anche la Sagra di Clendis a fine agosto e la caratteristica "La not dalis muars", la versione autoctona del capodanno celtico, con zucche e deliziose pietanze.
A proposito di gastronomia, ad Ampezzo, come nel resto della Carnia, è possibile gustare molte delle specialità tipiche che hanno reso celebre tra gli appassionati gourmet di questa zona del Friuli. Si tratta di una cucina tipica piuttosto povera, visto che, come detto, i generi alimentari che si possono trovare in questa zona sono molto scarsi, ma non per questo poco gustosi: su tutti la polenta, in accompagnamento con la selvaggina, il cinghiale, il cervo, il capriolo e anche nella versione con le patate, e il frico, il prelibato piatto a base di formaggio, patate e burro o lardo, in versione friabile o morbido, di solito con il Montasio.
Imperdibili anche i canederli e gli gnocchi di zucca gialla, oltre alle classiche zuppe e cremose minestre da consumare con il pane raffermo e le farinate; in particolare le minestre di fagioli e la jota ovvero, la minestra preparata con crauti, patate, fagioli e salsiccia. Molto popolari anche i toc, cioè gli intingoli che assumono l’aspetto di una polentina morbida, di solito in crema di formaggi come il toc in braide. Tipico della Carnia è anche il formadi frant ovvero, un piatto particolare che viene elaborato con gli scarti della preparazione del formaggi, sminuzzati e con l’aggiunta di sale, pepe, latte e panna e fatto stagionare per 40 giorni. I biscotti caratteristici della Carnia e che si possono trovare anche ad Ampezzo sono invece le Esse di Raveo, con la caratteristica forma di S.



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