Arquà Petrarca: la guida completa e aggiornata
Guida Arquà Petrarca, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Uno dei borghi più belli d’Italia, dolci colline sui Colli Euganei di cui è considerato una delle perle, Arquà Petrarca, provincia di Padova. Un luogo che con la sua aria intima e medioevale ha affascinato anche il poeta Francesco Petrarca, tanto da convincerlo a passarvi gli ultimi anni della sua vita. Petrarca conobbe Arquà nel 1364, durante un soggiorno ad Abano Terme, dove era andato a curare la scabbia: un amore a prima vista.
Collocato ai piedi del Monte Piccolo e del Monte Ventolone, Arquà Petrarca ha ottenuto il titolo di Bandiera Arancione, premio istituito dal Touring Club per evidenziare un buon modello di vita, e fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’olio.
Il suo clima è caldo e temperato, con una piovosità significativa durante tutto l’anno, il che contribuisce a rendere ancora più verde il paesaggio.
Antiche le origini di Arquà, come mostra la presenza di un sito della fine dell’età del bronzo presso il Lago della Costa. Abitato dal popolo dei Veneti, al tempo dell'Imperatore Augusto fa parte della Decima Regione, con testimonianze di numerosi reperti archeologici, monete, condutture per lo scarico dell’acqua, cippi funerari. Il luogo diventa importante durante il Medioevo, quando rientra nella linea difensiva longobarda tra Rocca di Monselice, Valle S. Giorgio e la pianura verso Vicenza. Un documento del 985 attesta l’esistenza di un castello fortificato, abitato da Rodolfo Normanno, sull’altura dell’attuale paese attorno a cui si sviluppa l’abitato.
Nel 1200 è feudo dei Marchesi d’Este, successivamente le sue sorti si legano a Padova. Proprio nel periodo della signoria Carrarese, Arquà ospita il Petrarca che le regala fama e ne fa un centro di vacanza ante litteram. Dal 1400, ormai è sotto il dominio della Repubblica di Venezia, numerose famiglie aristocratiche padovane e veneziane, come i Pisani e gli Zabarella, costruiscono belle e rustiche dimore, mettendo a punto un impianto urbanistico che ancora resiste. Nel 1866, dopo l'annessione del Veneto al Regno d’Italia, la città diventa comune e nel 1868 aggiunge il nome Petrarca a quello di Arquà.
L’economia di Arquà Petrarca è legata soprattutto all’agricoltura, con coltivazioni di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, alberi da frutta, ulivi e viti. Importanti anche i settori dell’avicoltura e dell’allevamento di bovini e suini. Di rilevanza le industrie alimentare e lattiero-casearia, tessile, di lavorazione del legno, oreficeria, gioielleria. Buono il turismo, soprattutto quelli naturalistico ed enogastronomico, nonché quello culturale sulle tracce di Petrarca.
Tra gli eventi, ogni seconda domenica del mese, da aprile a novembre, si tiene la manifestazione Per le vie del Borgo, hobbismo e antiquariato. A maggio, la patronale Festa della Santissima Trinità, tre serate di musica, rispettivamente jazz, blues e swing, e stand gastronomici con tante squisitezze locali e pesce fritto. Da giugno a luglio una serie di spettacoli per Sipari al Borgo. A settembre, il Lavandeto di Arquà Petrarca organizza una mostra-mercato tutta dedicata al profumato fiore. Le prime due domeniche di ottobre è tempo della Festa delle Giuggiole, mercatini, artigianato, spettacoli e musica a tema medievale, con la presenza di sbandieratori, con tanto di arcieri e giullari in abito tradizionale.
A metà novembre via libera alla Festa dell'Olio Novello. L’8 dicembre si tiene Natale al Borgo del Poeta, mercatini, musica ed enogastronomia.
Da segnalare pure gli eventi in Casa Strozzi "Copercini e Giuseppin", mostre e vari eventi nel corso dell’anno, lo stesso per Villa Centanin, dove si svolgono concerti di musica classica (www.fondazionemusicale.it per avere ragguaglio sugli appuntamenti).
Favorevoli microclima e terreno per i prodotti di Arquà Petrarca. La viticoltura, ad esempio, con numerosi vini doc e di qualità, rossi e bianchi, come Serprino, Cabarnet Sauvignon e Franc, Moscato Fior d'Arancio, Merlot, Chardonnay, Pinot bianco, Garganega, Tocai. Davvero un’ampia scelta, cui unire l’olio dop, leggero e digeribile. Molto apprezzate le giuggiole, di colore scarlatto, dalla forma di oliva con polpa giallastra, che maturano nei mesi di settembre e ottobre. Da questi frutti si ricava un liquore detto Brodo di Giuggiole. Prodotti del loco sono pure miele e piselli. Questi ultimi sono impiegati per cucinare il famoso risi e bisi. Da provare gli schisoti, una specie di focaccia nel cui impasto c’è anche la grappa e che si presentano preferibilmente con salsiccia. Per le carni, la gallina padovana è un must, ma anche oche, faraone, capponi, cucinati in diverse modalità.
Anche se la conobbe nel 1364, Francesco Petrarca giunse ad Arquà Petrarca per stabilircisi nel 1369, restaurando e ingrandendo una casetta, per il suo buen retiro, una "piccola ma graziosa casetta circondata da un uliveto e da una vigna", come scrisse in una lettera al fratello, con tutto intorno boschi di castagni, noci, faggi, frassini, roveri, con mandorli, filari d’uva e uliveti. Praticamente come adesso.
Fascino medievale e paradiso enogastronomico: in sintesi quello che il viaggiatore può aspettarsi da Arquà Petrarca, borgo che è anche punto di partenza, facile e ideale, per andarsene a zonzo sui dolci Colli Euganei.







Voto complessivo 8