Augusta: la guida completa e aggiornata
Guida Augusta, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Siracusa, circa 36mila abitanti, Augusta si affaccia sul mar Ionio ed è collocata su una piccola penisola con una vasta insenatura: in realtà il suo centro storico è un’isola, ricavata dal taglio di un itsmo nel 1500, collegata alla terraferma con due ponti, uno recente, l’altro risalente alla fondazione della città e chiamato Porta Spagnola.
Augusta ospita due porti. Il clima è quello classico mediterraneo, assai piacevole in tutti i mesi, considerando che letemperature minime invernali in genere non scendono mai sotto gli 8°C e si attestano sui 15°C. Le piogge non sono frequenti.
I primi abitanti di Augusta sono stati probabilmente i Greci che avrebbero fondato la città di Xiphonia, senza grande importanza. Qui si stanzia una colonia romana nel 42 avanti Cristo e il luogo, in onore di Ottaviano Augusto, da allora si chiama Augusta. Saccheggiata dai barbari prima e dai Saraceni poi, solo nel 1232 l’imperatore Federico II di Svevia. L’imperatore fa erigere un castello attorno a un’antica rocca normanna. Con la caduta degli Svevi, arrivano Angioini e Aragonesi. Nel corso dei secoli, la città è più volte saccheggiata e distrutta.
Nel 1570 il viceré Ferdinando d'Avalos erige la Torre d'Avalos e la penisola su cui sorge la città è staccata dalla costa con una fossa attraversata da un ponte levatoio, sostituito più tardi da un ponte in pietra ad archi.
Dal 1600 in poi si registra un grande sviluppo anche grazie al fatto che si attivano le saline e che ai cavalieri dell’Ordine di Malta viene concesso di fare di Augusta sede dei loro depositi, il che determina la costruzione di molti edifici, caserme e magazzini, e ciò va avanti fino al XIX secolo, con un gran movimento commerciale. Tra il 1675 e il 1678 la città è occupata dai Francesi, l'11 gennaio 1693 un grave terremoto la distrugge completamente. Gli abitanti cercano di reagire ma Augusta non ha più lo smalto di un tempo. Il primo gennaio del 1848 un altro sisma fa gravi danni. La città si risolleva e il numero degli abitanti aumenta, ci sono ristrutturazioni e l’abitato si modernizza con strade lastricate, pubblici passeggi, giardini, viali alberati che arricchiscono la cosiddetta Terra Vecchia, la parte meridionale dell’isola. Augusta riafferma, con la fine del 1800 e durante il 1900 il suo ruolo strategico in questa parte del Mediterraneo, diventandone una delle maggiori basi navali.
Nel luglio del 1943 è occupata dagli Alleati che iniziano la penetrazione della Sicilia e via via dell’Italia giungendo alla Liberazione dal nazifascismo. Ad Augusta c’è il più grande polo petrolchimico d’Europa, con tutte le attività legate alla presenza del porto, ma la sua economia si basa anche sull’agricoltura, soprattutto con la produzione di agrumi, frutta in genere, ulivi e vigneti. Buoni anche l’allevamento e la pesca.
Tra gli eventi di Augusta, la festa di San Giuseppe, il 19 marzo, è molto particolare perché è caratterizzata dall’asta pomeridiana delle offerte dei fedeli, anche mangerecce. Molto seguiti i riti della Settimana Santa e, il 24 maggio, la festa in onore del patrono, San Domenico di Guzmàn. A giugno, la processione a mare della Stella Maris.
Tra i piatti tipici di Augusta, da ricordare le sarde a beccafico, la pasta con le acciughe e il pangrattato, la parmigiana di melanzane, i broccoli affogati, gli arancini, un particolare tipo di pizza ripiena (cipolle, acciughe, pomodori), il cudduruni. Tra i dolci, il cosiddetto bastone di San Giuseppe, preparato con mandorle caramellate, la cassatella e i cannoli di ricotta.
Per un certo periodo, Augusta, che aveva in passato l’appellativo di Veneranda, diventa Agosta, per poi ritornare al nome originario nel 1860. Augusta, l’isola che proprio un’isola non è, nonostante il suo polo industriale-petrolchimico (con tutto quello che ne consegue, non positivamente, per l’ambiente) mantiene il suo aspetto di centro agricolo e marinaresco, ospitale e solare. Un luogo in cui il mare resta sempre il protagonista principale, ben accompagnato da architetture stratificate di epoche diverse che ne raccontano la lunga storia anche se sono soprattutto le strutture fortificate a fare la parte del leone, testimoni di una terra ambita da tanta gente che arrivava, certo, proprio dal mare.












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