Borghetto Santo Spirito: la guida completa e aggiornata
Guida Borghetto Santo Spirito, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Borghetto Santo Spirito o, per i suoi residenti, semplicemente Borghetto, è un elegante comune ligure della provincia di Savona. Il numero di abitanti, distribuiti su di una superficie di soli 5,4 chilometri quadrati, è di 5mila, per una densità abitativa pari a circa 900 abitanti per chilometro quadrato; l’altezza su livello del mare è invece di soli 2 metri.
Situato presso le falde del colle Piccaro, Borghetto Santo Spirito gode di un’ottima posizione geografica vicino alla foce del torrente Varatella, nella Riviera delle Palme, tratto della costa ligure che, facente parte della Riviera di Ponente, si estende per circa 70 chilometri dal comune di Varazze a quello di Cervo, in provincia di Imperia.
Clima e natura
Si tratta di un territorio particolarmente fortunato, fatto di ampie spiagge sabbiose e di ghiaia, intervallate da tratti rocciosi e, nell’entroterra, caratterizzato da un paesaggio collinare in cui la natura è ancora ben presente e rigogliosa. Altrettanto apprezzabile è il clima, mite nei mesi invernali e moderato dall’influenza del mare in quelli estivi, durante i quali, per l’appunto, si registra il momento di massimo afflusso turistico.
Nel 2016, a Borghetto Santo Spirito è stata riconosciuta la Bandiera Blu per la qualità delle spiagge dalla FEE, Foundation for Environmental Education.
Storia
Testimoniata dal ritrovamento di un’ara in pietra grigia e, soprattutto, dai resti del ponte realizzato a servizio della via Iulia Augusta, l’origine romana del territorio dove oggi sorge il comune di Borghetto Santo Spirito potrebbe in realtà essere spostata parecchie centinaia di anni più indietro e cioè in epoca preistorica. È infatti altamente probabile che, trovandosi in corrispondenza della piana del torrente Varatella, Borghetto, o meglio, il territorio sul quale è successivamente sorto, fosse già abitato dalle prime tribù dei Liguri che, da qui, potevano godere di una posizione utile agli scambi e ai contatti con le altre tribu più a nord.
La principale e più antica testimonianza direttamente a noi arrivata riguarda tuttavia, come premesso, l’epoca romana. A riprova del passaggio della via Iulia Augusta fra Borghetto Santo Spirito e Loano ci sono infatti i resti del “pontasso”, costruito sui corsi d’acqua di scarsa portata al fine di rendere percorribile la via in qualunque periodo dell’anno. Il ponte conserva ancora oggi le rampe di accesso, i resti dei muri di sostegno e alcune parti del rivestimento esterno, dimostrandosi una pregevole attrazione turistica e culturale.
Un antico documento notarile datato 1260 ci racconta inoltre dell’acquisto da parte del comune di Albenga degli appezzamenti di terra sui quali, in seguito, sarà edificato Borghetto Santo Spirito. Acquistate le terre, un capitolo degli Statuti Comunali di Albenga datati 1288 raccoglie inoltre la delibera da parte dello stesso Comune relativa alla costruzione di una villa presso Capo d’Anzio. Fu pochi anni dopo e più precisamente nel 1292 che, il paese conosciuto appunto come Villa di Capo d’Anzio assunse il nome di Burgus Sancti Spiritus.
Da questo momento in poi, quel territorio acquistato da Albenga nel 1260 assunse una propria e specifica identità: nel 1310 venne costruito il paramuro difensivo di Borghetto, mentre nel 1409 ne venne fortificata la torre, sottolineando in tal modo l’importanza per la stessa Albenga del nuovo comune edificato. Ma la strada per l’indipendenza è, per Borghetto, ancora lunga e faticosa, segnata da continue dispute e controversie con la padrona Albenga che esercitava direttamente il potere civile ed economico.
Nel 1805 il territorio di Borghetto fu annesso al Primo Impero Francese istituito da Napoleone Bonaparte, passando poi al regno di Sardegna nel 1815 e, quindi, a quello d’Italia nel 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Albenga del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.















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