Cabras: la guida completa e aggiornata
Guida Cabras, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Cabras è una città della Sardegna a pochi chilometri da Oristano, che con il tempo ha mantenuto intatto il suo carattere e peculiarità di città antica legata alle tradizioni. Si trova esattamente nella regione del Campidano di Oristano, sulla riva sinistra dello stagno chiamato Mari Pontis.
Il suo territorio comprende al suo interno anche la penisola del Sinis e i due isolotti disabitati di Mal di Ventre e del Catalano. Rappresenta il luogo ideale per godere della presenza di una grande tranquillità rimanendo in contatto con attività di tipo naturalistico e visita di resti archeologici essendo anche proprio uno dei punti di accesso dell’affascinante penisola di Sinis.
La città è situata proprio sullo stagno, sul quale un tempo ci si andava a pesca su imbarcazioni dalla forma appuntita, is fassonis, costruite con erbe palustri essiccate al sole avvalendosi della stessa tecnica utilizzata in passato dai Fenici.
Le origini di Cabras sono molto antiche, la più antica presenza umana nel territorio proviene dalla località di Cuccuru is Arrius, dove sono state rinvenute tombe del neolitico risalenti al 4000 a.C. I primi insediamenti documentati nell’attuale centro di Cabras risalgono all’XI secolo, quando la città di Tharros si spopolò definitivamente a causa delle incursioni dei corsari nordafricani.
Ci sono moltissimi luoghi di interesse archeologico e naturalistico anche alcune spiagge rimaste a lungo intatte nel corso del tempo, caratterizzate da un mare azzurro, limpido e cristallino tipico della Sardegna.
L’economia della città si è da sempre basata sull’attività della pesca, che viene svolta nello stagno in cui sono presenti numerosi allevamenti ittici, i pescatori pescano in particolar modo muggini, infatti uno dei prodotti tipici della zona per eccellenza è la bottarga, uova di muggine essiccate e salate.
La popolazione di Cabras è molto tradizionale e legata alle antiche usanze e festività, ricordiamo in particolar modo una delle feste più antiche e suggestive dell’isola ovvero la festa di San Salvatore. Diverse centinaia di giovani e adulti vestiti con il saio bianco e scalzi portano il simulacro parrocchiale sino al Santuario di San Salvatore. Un evento che si svolge nel primo fine settimana di settembre con la rievocazione del salvataggio del simulacro di San Salvatore da un attacco dei Saraceni.
Anche la fauna è molto caratteristica di Cabras, le rive dello stagno sono ricche di numerosi canneti, ed ospitano moltissimi uccelli acquatici, si possono trovare anatre, folaghe, limicoli, aironi, trampolieri e fenicotteri. Una delle peculiarità di Cabras sono proprio le imbarcazioni particolari anche dette fassoni, la caratteristica della barca è quella di durare al massimo tre mesi dopo i quali marcisce, in memoria di antiche imbarcazioni egizie di papiro oppure le cosiddette “balsas” del lago Titicaca al confine tra Perù e Bolivia.
Grazie alla presenza del prodotto tipico della bottarga con questa si possono e si realizzano numerosi piatti tipici locali altamente genuini, come ad esempio “Sa merca” un piatto antico a base di muggine, il piatto deriva dalla tradizione dei pescatori locali, il nome del piatto deriva proprio dall’erba palustre utilizzata proprio per consentire la conservazione dei muggini, grazie a questa erba si possono mantenere inalterate e intatte le caratteristiche organolettiche del pesce, che risulta così molto morbido e aromatizzato. Un altro piatto tipici locale è la “Sa Burrida” pietanza gustosa ma povera realizzata con pesci ritenuti di pregio modesto come ad esempio la razza e il gattuccio marino. La stagionalità dei prodotti è fondamentale, estremamente tipiche sono anche le zuppe di lenticchie e fave, il cinghiale e la trippa, i piatti locali di carne e la fregola con vari prodotti di stagione come ad esempio i porcini, i carciofi e le arselle.











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