Capoliveri: la guida completa e aggiornata
Guida Capoliveri, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Capoliveri è una piccola località italiana della provincia di Livorno. È uno degli 8 comuni interni all'Isola d'Elba e conta circa 4.000 abitanti distribuiti in una superficie di 39,56 chilometri quadrati.
Perfetta via di mezzo tra mare (è bagnata dal Tirreno) e monti (sorge nei pressi del Monte Calamita e si trova comunque circa 170 metri sopra il livello dell'acqua), Capoliveri è caratterizzata dal classico clima mediterraneo tipico dell'isola: inverni miti (temperature minime medie attorno ai 10°), estati non particolarmente afose (le massime medie durante i mesi di luglio ed agosto non toccano i 30°), precipitazioni tendenzialmente contenute e concentrate soprattutto durante il periodo autunnale.
Le prime testimonianze abitative nella zona sembrano risalire all'epoca etrusco-romana, come attestato dai ritrovamenti effettuati nella necropoli ellenistica locale. Il nome del paese sembra rimandare agli dei Liber e Bacco (o forse più in generale alla viticultura per cui l'area era già nota in età romana) e risale al Medioevo: documentato innanzitutto come "Capolibero" (1260 d.C.), poi si formalizza in "Capoliveri" (nonostante alcune attestazioni successive riportino anche i nomi "Capolivri" e "Capolivro").
Questi sono gli anni in cui l'intera isola d'Elba è parte della Repubblica di Pisa e in cui Capoliveri diventa sede del suo Capitanato. Successivamente, nel 1544 il comune viene pesantemente colpito dai corsari ottomani guidati da Khayr al-Din Barbarossa, mentre nel 1548 l'Elba passa sotto il controllo della famiglia de' Medici. Nel 1709 l'isola viene annessa al Regno di Sicilia e verso la fine del XVIII secolo i cittadini di Capoliveri si distinguono per la fortissima resistenza opposta alle truppe di Napoleone I (impegnato nella campagna d'Italia): nel 1799 la popolazione uccise un gruppo di soldati francesi in fuga da Longone, subendo un fortissimo contrattacco proveniente da Portoferraio (che distrusse quasi tutto il paese). Ecco spiegato perché, quando nel 1814 Bonaparte arrivò in esilio all'Elba, la comunità di Capoliveri lo accolse con scetticismo, rifiutandosi addirittura di pagare le tasse, mentre il resto dell'isola festeggiava l'ingresso del "Re" liberatore.
Un'altra data entrata, purtroppo, nella storia locale è il 10 gennaio del 1954, quando un aereo di linea della British Overseas Airways Corporation (più precisamente un De Havilland DH.106 Comet, in volo da Roma a Londra) si inabissa a circa 16 chilometri da Capo Calamita per colpa di un cedimento strutturale.
Nonostante le sue piccole dimensioni, Capoliveri vanta comunque un notevolissimo numero di monumenti e siti storici di grande interesse, appartenenti alle età ed ai periodi più disparati. Ad esempio la Chiesa di Santa Maria Assunta è di impianto romanico (nonostante sia stata restaurata soltanto nel 1830 dopo i durissimi attacchi delle truppe franco-turche del 1533), mentre il Santuario della Madonna delle Grazie risale al XVII secolo: si tratta di un edificio a croce latina dominato da una cupola che fu per anni sede dei monaci agostiniani e che poi, nel 1792, divenne rifugio per decine di monaci francesi durante la Rivoluzione (è inoltre noto per l'organo settecentesco contenuto al suo interno e per un dipinto attribuito a Marcello Venusti).
Il Borgo locale (caratterizzato da piccoli vicoli arcuati, sottopassi e scalette) è di origine medievale, mentre la costruzione di Forte Focardo risale al 1678 e agli spagnoli: si tratta di una fortificazione costiera situata lungo la costa sud-orientale (verso il canale di Piombino), costruita su pianta quadrangolare stellata e rafforzata da quattro baluardi angolari e da due piccoli bastioni.
Attorno al forte è poi sorto un faro, edificato dalla Regia Marina per l'illuminazione del tratto costiero di Porto Azzurro ed inaugurato nel 1863: si tratta di una torre a sezione ottagonale con una galleria interna e pareti in pietra calcarea rosa, sulla cui sommità poggia il basamento circolare del tiburio della lanterna metallica; oggi è alimentato con una lampada alogena dal 100 W e produce tre lampi bianchi ogni 15 secondi della portata di 16 miglia nautiche.
Un altro aspetto interessante del comune riguarda il suo interfacciarsi con importanti personalità storiche: nonostante Capoliveri, e se vogliamo l'intera Elba, siano in una posizione abbastanza periferica rispetto ai luoghi cruciali per la Storia del nostro paese, sia l'uno in particolare che l'altra in generale hanno finito per ospitare elementi di spicco dei più disparati campi del sapere. Al già citato Napoleone Bonaparte (che visse presso l'isola dal 1814 al 1815) si aggiungono infatti l'ex Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini (fu detenuto politico a Pianosa tra il 1931 ed il 1935), o, volendo fare un'ulteriore salto sia temporale che di "appartenenza", lo scrittore Giorgio Faletti (che per anni ha vissuto proprio a Capoliveri) ed i cantautori Giuseppe Povia e Biagio Antonacci (entrambi particolarmente legati a Porto Azzurro, dove tornano spesso sia per vacanza che per organizzare concerti).
Per raggiungere l'Isola d'Elba e poi, di conseguenza, Capoliveri, è possibile rivolgersi ad una delle numerose linee di navigazione che la collegano soprattutto con il porto di Piombino (situato sulla costa ovest italiana, a circa 70 chilometri da Grosseto e 100 da Livorno).
Il porto di arrivo è spesso e volentieri quello di Portoferraio (situato sulla costa nord dell'isola) da cui partono strade provinciali principali: quella da prendere per raggiungere Capoliveri è la SP26, che taglia verso est fino al lido ed a Porto Azzurro. L'unico aeroporto presente sull'isola è quello di Marina di Campo ed è coperto principalmente da voli per Pisa, Firenze, Milano ed alcune città svizzere: da lì la strada più breve per raggiungere Capoliveri è la SP30 in direzione est, fino all'incrocio con la già citata SP26.















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