Cassino: la guida completa e aggiornata
Guida Cassino, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Cassino, in provincia di Frosinone, è considerato la ‘porta del sud’ per la sua posizione, 150 chilometri da Roma e 70 da Napoli, un luogo strategico che ne ha determinato la sorte durante la Seconda guerra mondiale, quando è stato completamente distrutto, tanto che Cassino è Città Martire per la pace e medaglia d’oro al valor militare.
Circa 36mila abitanti, il comune è circondato da un’ampia cerchia di alture. Tra queste, il colle di Montecassino e il Monte Cairo, in una ampia pianura disegnata dai fiumi Liri e Rapido. Un territorio ricco di acque, costituito da materiale roccioso che, non trattenendo le piogge, ne determina la confluenza verso valle originando le sorgenti del fiume Gari. Questo attraversa la città e quindi si congiunge con il fiume Rapido e poi nel Liri, trasformandosi nel Garigliano. Il suo clima è caldo e temperato, con una maggiore piovosità invernale rispetto a quella estiva.
La zona è abitata fin dall’età neolitica, con villaggi ascrivibili all’età del ferro. Ed è sotto i Romani, arrivati qui nel 313 avanti Cristo, che si controlla tutto il territorio strategico circostante. Attorno al fiume Gari si venera la divinità delle acque Deluentinus e lo scrittore Marco Terenzio Varrone (morto nel 27 avanti Cristo) si costruisce una sontuosa villa. La città è dunque molto fiorente sotto i Romani, per i quali si chiama Casinum, ha un anfiteatro, un teatro, diversi templi, due forti per il commercio e gli affari, le terme nella villa di Varrone, un imponente acquedotto di oltre 22 chilometri. Tutto ciò richiama i potenti di Roma, che, come Varrone, edificano ville in tutta l’area.
Con la fine della potenza romana, arrivano i barbari con le loro devastazioni. Attorno al 500 giunge un personaggio che cambia la storia, della zona e del mondo, San Benedetto che dà origine a una grande abbazia benedettina, in un sito diverso da quello attuale, nella zona di San Germano, che costituisce anche un piccolo stato dipendente dai monaci e di cui Cassino fa parte. Nella sua chiesa cattedrale l’imperatore Federico II firma il trattato di pace con Gregorio IX nel 1230, definita proprio la Pace di San Germano.
Più volte nei secoli successivi la città subisce invasioni e devastazioni tra cui quelle dei Francesi nel 1799. La città abbandona il nome San Germano per quello attuale di Cassino nel 1863. Bisogna arrivare al 1944 per un nuovo sconvolgimento, per via dei bombardamenti anglo-americani. Per nove mesi, dal settembre 1943 al maggio 1944, la resistenza tedesca è tenace. E gli alleati bombardano a tappeto sul Monastero, è il 15 febbraio 1944, e su Cassino, il 15 marzo, per snidare le postazioni nemiche. Una catastrofe in termini umani e di distruzione totale. La ricostruzione è durata fino agli anni sessanta.
Economia industriale con alterne fortune in termini di occupazione. Voci economiche rilevanti sono quelle legate all’attività del tribunale e dell’università. Buono il turismo, quello religioso, per la visita all’Abbazia, quello di memoria, visto che qui ci sono diversi cimiteri di guerra che ricordano quel brutto periodo storico.
Sta crescendo il turismo escursionistico, vista la vicinanza di Cassino al Parco Nazionale d’Abruzzo e ad altri luoghi che portano nei luoghi di San Benedetto e di San Francesco. L’evento più gettonato a Cassino, è la Festa per San Benedetto: nella settimana che precede il 21 marzo, giorno della solennità del santo, le due località sono piene di manifestazioni e festeggiamenti.
L’appuntamento principale è il Corteo storico Terra Sancti Benedicti che attraversa la città, con diversi momenti commoventi. A giugno c’è la Festa di Sant’Antonio. A luglio il Pellegrinaggio dedicato alla Madonna dell’Assunta, la cui effigie, dalla chiesa madre che porta il suo nome, è accompagnata in giro per la città fino alla Chiesa di San Pietro. E il 15 agosto, grande festa in suo onore, con concerti, mercatini, fuochi d’artificio.
In ottobre, i giorni di Giano, alla Rocca Janula, rievocazione storica in costumi medievali. Anche in questo mese c’è ANTIContemporaneo, festival della cultura. Dal 7 dicembre, luci e mercatini di Natale, nella zona di piazza Labriola, nelle cui vicinanze si svolge in quei giorni ‘Cassino Ice Village” che prevede una splendida pista di pattinaggio. Tra il 5 e 6 gennaio è il momento della Pasquetta Epifania, cioè musiche tradizionali a cura di personaggi vestiti di mantelle e cappelli neri e rossi.
I piatti di Cassino e dintorni traggono origine dalla tradizione contadina. Tra essi, da assaggiare il riso e fasule, riso e fagioli secchi che, una volta ‘ammollati’ nell’acqua, vanno insaporiti in un soffritto di aglio e olio, per poi essere aggiunti in fase di fine cottura al riso.
Un altro piatto molto apprezzato è quello dei cici e tagliarieglie, cioè ceci e taglierini. Così come la pasta mischiata (quella detta minuzzaglia) e cavolfiore, aglio, olio, sale, pepe, parmigiano, gli zitoni lardellati, proposti con una salsa ‘leggera’ a base di lardo di prosciutto, cipolla e vino bianco, con pecorino abbondante e un pizzico di prezzemolo tritato, o ancora le patate con le cucuzze, cioè le zucchine, con un po’ di pomodoro e tanto formaggio grattugiato di pecora con pepe.
La polenta e pastardune, si presenta dura con contorno di broccoletti ripassati in padella con aglio, olio e peperoncino. La zuppa del montanaro prevede trippa di vitello, pancetta, sedano, carote, cavoli, patate, fagioli ed è servita con crostini di pane abbrustolito. Il tronco del patriarca è una specie di torta rustica, farcita con macinato, piselli, uova sode, pancetta, presentata con un sugo al pomodoro.
Notevole qui il capretto cacio e uova, ovvero i pezzi di carne rosolati equipaggiati in fase finale con un composto di uova, pepe, prezzemolo, un goccio di limone e un po’ di vino. Il baccalà a zuppa è un merluzzo in salsa di pomodoro con olive nere. Molto gettonate anche la coratella alla cassinese (con salsa cucinata con vino bianco e pomodoro) e le lumache alla cassinese, le ciammaruche, preparate con pomodoro e menta, in un battuto di cipolla, aglio, peperoncino, sedano e pancetta. Per i dolci le susamelle, ciambelle con miele, succo d’arancia, cannella e cortecce di mandarino.
Cassino ha cambiato nome varie volte, dal Casinum dei Romani ai medioevali Castellum Sancti Petri e San Germano. Si decide di chiamarla così, prendendo spunto dall’antico Casinum nel 1863, con l’avvento del Regno d’Italia. Cassino richiama il viaggiatore non solo per l’abbazia di Montecassino, ma anche per le diverse testimonianze romane e medioevali, tra cui la Rocca Janula, una fortificazione del decimo secolo costruita in difesa del monastero. In quella zona, su un picco roccioso, c’è il Monumento per la Pace, opera dello scultore Umberto Mastroianni. Un monito all’umanità per non ripetere gli stessi errori.












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