Isola delle Femmine: la guida completa e aggiornata
Guida Isola delle Femmine, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Isola delle Femmine si trova ai piedi di rilievi come Pizzo Mollica e il Raffo Rosso; la caratteristica fisica più evidente è la presenza dell’omonimo isolotto.
Le coste sono perlopiù basse e rocciose, ma non mancano le spiagge di sabbia bianca ideali per la balneazione.
Il clima di Isola delle Femmine è mediterraneo, caldo e secco in estate e con precipitazioni concentrate soprattutto nel semestre invernale. La storia di Isola delle Femmine è legata a doppio filo con il suo isolotto caratteristico, intorno al quale non mancano leggende fantasiose.
Secondo una di queste, il nome dell’isola deriva da una nave turca che portava, senza marinai né timoniere, tredici fanciulle che per motivi sconosciuti erano state esiliate dai loro congiunte; sbarcate sull’Isola delle Femmine, vissero qui per sette anni, fin quando i parenti pentiti le cercarono e le ritrovarono, e si stabilirono anch’essi sull’isolotto.
Per festeggiare il ritorno della pace, venne quindi fondata una città, Capaci (ovvero “qui la pace”). Più probabile invece che il nome derivi dal termine arabo “fim”, latinizzato in “fimis”, a indicare uno stretto braccio di mare.
Ma le leggende su questo luogo sono tantissime: la rocca diroccata che si vede sull’isola, infatti, secondo alcuni fu la prigione di una donna di cui si era invaghito il conte di Capaci, finché questa non si buttò sugli scogli piuttosto che sopportare la solitudine e l’isolamento.
Ogni anno pare che si sentano delle urla agghiaccianti provenire dall’Isola delle Femmine nel giorno della sua morte.
La torre, in realtà, faceva parte del sistema di avvistamento che proteggeva il Regno di Sicilia dai frequenti attacchi dei corsari barbareschi, e venne edificata nel Cinquecento.
Ecco perché il secondo nome dell’isola, “Isola di fuori”: si tratta infatti di una delle due strutture difensive dell’area, gemella della “torre di dentro” che si trova sulla terraferma.
La più antica è proprio quest’ultima, ed è probabilmente coetanea delle analoghe strutture di Capo Mongerbino e Capo Rama: risale forse alla fine del ‘400, al tempo del re d’Aragona Martino il Giovane.
La torre sull’isola, invece, sarebbe opera dell’architetto fiorentino Camillo Camilliani, autore anche della Fontana Pretoria di Palermo.
Di per sé, l’isolotto prospiciente la costa venne abitato fin dall’epoca punico-romana, e lo testimoniano i numerosi ritrovamenti di reperti di ogni tipo (da vasi ad ancore e cisterne) nello specchio di mare tra l’Isola delle Femmine e Sferracavallo.
Il paese, invece, si è basato per secoli sull’esistenza della tonnara di Fimi, tanto che la piccola chiesetta costruita nel Quattrocento fu costruita proprio per dare un luogo di culto ai pescatori.
Il territorio fece parte per lungo tempo del fondo dei Conti di Capaci, che nel 1799 lo diedero in concessione ai pescatori con lo scopo di edificare un borgo.
L’ex edificio della tonnara oggi è la casa municipale, dopo che il cambiamento delle rotte dei tonni nei secoli passati vide la struttura andare in disuso. Nel 1997 è stata costruita la Riserva Naturale Orientata dell’Isola delle Femmine e nel 2003 l’Area Marina Protetta di Capo Gallo - Isola delle Femmine.
Dal punto di vista economico, la primaria occupazione degli abitanti di Isola delle Femmine è sempre stata la pesca: il suolo del territorio infatti non è adatto alla coltivazione.
Una curiosità legata a Isola delle Femmine è che da qui provenivano i genitori del grande campione di baseball Joe DiMaggio, Giuseppe e Rosalia.
Da qui, infatti, soprattutto con il tramonto dell’attività pescatoria, nel Novecento è partita una consistente emigrazione in una zona della California dove poi è sorta la città di Pittsburg, ancora oggi gemellata con Isola delle Femmine (in Piazza Pittsburg nel borgo siciliano c’è una statua dedicata al pescatore identica a quella che si trova nella città americana).












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