Isola di Capraia: la guida completa e aggiornata
Guida Isola di Capraia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Circa 400 abitanti vivono nell’Isola di Capraia, la terza per grandezza (8 chilometri di lunghezza e 4 di larghezza) del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, una zona protetta di circa diciottomila ettari di terre emerse e sessantamila di area marina. Si trova a sole 16 miglia dalla Corsica e a 36 da Livorno, la provincia di appartenenza. Il paesaggio è fascinosamente selvaggio, dal disegno irregolare, con coste scoscese a picco sul mare, rocce (soprattutto basaltiche) dai colori intensi che creano contrasti cromatici molto evidenti assieme a forme particolari dovute anche al lavorio del vento oltre che dell’acqua. È il frutto di due eruzioni vulcaniche, una 10 milioni di anni fa, l’altra più recente, “solo” un milione d'anni fa. Dunque Capraia è quel che resta di un antico vulcano molto attivo in zona.
Il paesaggio è caratterizzato da stretti valli e piccoli monti separati in inverno da torrenti di acqua piovana, tra un turbinio d cascate e laghetti che durano il tempo di una stagione, in un contorno in cui domina la profumata macchia mediterranea. C’è un solo centro abitato. Capraia è visitabile sempre, tra marzo e maggio ci sono le fioriture e l’isola diventa un giardino odoroso e colorato, in cui il clima temperato permette escursioni senza fatica. Tra giugno e agosto la temperatura si alza e l’atmosfera è quella mondana dell’estate. Tra settembre e novembre, il mare è caldo ma le temperature, pur sempre calde, si abbassano un po’ e oltre a un soggiorno di mare, ci si può dedicare pure alla raccolta dei funghi, porcini in particolare. Ci può essere il vento di grecale.
Tra dicembre e febbraio, in un ambiente spopolato, il clima è più rigido e il vento intenso, tra pioggia e squarci di sereno. A Capraia le testimonianze più antiche della presenza umana risalgono al terzo secolo avanti Cristo. Frequentata da Fenici, Greci, Etruschi, Romani, fu sede di una comunità di monaci sfuggiti alle repressioni imperiali dopo l’editto di Milano nel 313 dopo Cristo. Meta di pirati, per via della sua posizione strategica passò di mano in mano, Corsica e quindi Francia, repubblica di Genova e poi di Pisa, che costruì altre opere di fortificazione, oltre quelle create dai Romani. Con la caduta di Napoleone, il Congresso di Vienna la assegnò al Regno di Sardegna che istituì qui una Manifattura Tabacchi, diventata poi con l’avvento del Regno d’Italia, Colonia Penale, usata pure come luogo di confino per gli oppositori politici durante il fascismo, abolita nel 1986. Tre anni dopo l’isola diventa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
L’economia di Capraia si basa soprattutto sul turismo, quello lento, sostenibile, che declina a 360 gradi il bello della natura, la sua ricchezza. Ci sono anche pesca e attività agricola. Tra gli eventi, in primavera c’è il Festival del Camminare, in estate diversi appuntamenti dentro il paese e sul mare, con regate, concerti, sagre. Il 15 agosto, la Festa dell'Assunta, con la statua della Madonna portata a spalle dai pescatori che culmina con la processione a mare e danze in piazza. Nel ponte del primo novembre, si svolge la Sagra del Totano, incontro gastronomico con gare di pesca, regate e concerti.
I sapori dell’Isola di Capraia sono quelli del mare, con la zuppa di pesce che ricorda il Cacciucco livornese. Da provare gli spaghetti con la margherita, che sarebbe la granseola, il dentice al forno, il totano con le patate. Il totano si presenta anche fritto, con il riso, o nel cous-cous, nonché nei crostoni in versione all’arrabbiata. Un assaggio anche agli zerri sott’aceto, piccolo pesce azzurro, e a diversi tipi di carpaccio di pesce appena pescato. Ottimi anche il pesce sotto sale o sott’olio, nonché marmellate preparate con le amarene dell’isola, il mirto, i limoni e il Nettare di Capraia, miele millefiori. Da non perdere i liquori artigianali al mirto, finocchietto e amarena.
Qui si producono pure alcuni vini, da vitigni di Aleatico il Cristino, rosso passito, e il Rosa della Piana, rosato. E dal vitigno di Vermentino si ottiene il bianco fresco Palmazio. Il nome di Capraia deriva dal latino Capraria, come la definisce Plinio il Vecchio nella sua opera Naturalis Historia, originato a sua volta dal termine “karpa”, cioè roccia. Isola di Capraia, piccolo lembo di terra da vivere in ogni stagione, sotto il sole intenso d’estate o con il vento sferzante negli altri mesi dell’anno. Questo è un luogo adatto a chi ama il mare, certo, ma anche il contatto diretto con una natura non addomesticata dall’uomo, vivendo le atmosfere rilassate del suo unico centro abitato, dedicandosi al trekking e alla scoperta dei suoi diversi angoli tutti ad elevato spessore di splendore.









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