Martinsicuro: la guida completa e aggiornata
Guida Martinsicuro, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Località più a nord dell’intero litorale abruzzese, Martinsicuro è un comune di 16.000 abitanti sito in provincia di Teramo e appartenente all’Unione dei comuni della Val Vibrata.
Clima e natura
Situato sulla destra della foce del fiume Tronto, Martinsicuro confina con i comuni marchigiani di San Benedetto del Tronto e Monteprandone, ad est con il Mare Adriatico, a sud con il comune di Alba Adriatica e ad ovest con il comune di Colonnella. A soli 2 metri d’altezza sul livello del mare, Martinsicuro è anche il comune più basso dell’Abruzzo, presentandosi come una delle principali località balneari dell’intera regione e premiata, nel 2012, col conferimento della Bandiera Blu per la pulizia delle sue spiagge e del suo mare.
A livello climatico e metereologico, trovandosi Martinsicuro sulla costa, le temperature medie risultano essere leggermente superiori a quelle registrate nell’entroterra della regione; in inverno tuttavia, nonostante la presenza mitigatrice del mare, possono verificarsi ondate di freddo provenienti dai Balcani, con nevicate spesso anche lungo le coste. La temperatura media registrata durante l’anno è, nel dettaglio, pari a circa 14 °C e la piovosità vicina agli 800 mm.
Storia
Colonia romana già a partire dal III secolo avanti Cristo, Martinsicuro, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici sulla collina sovrastante il fiume Tronto, risulta essere stata abitata già durante l’età del bronzo e cioè tra i X e l’IX secolo avanti Cristo.
Come ricordato dallo storico latino Plinio il vecchio, presso la foce dell’omonimo fiume era infatti sorto l’abitato di Truentum (l’allora Martinsicuro), divenuto poi, nel III secolo a.c. conquista romana e municipio col nome di Castrum Truentinum. Come testimoniato dal ritrovamento di alcune pietre miliari, l’insediamento acquistò maggior importanza in epoca Augustea, quando cioè venne stabilmente collegato alla consolare Via Salaria che, da Roma, portava fin a Porto d’Ascoli sull’Adriatico.
Focalizzando gli studi sulla sponda meridionale del fiume, gli archeologi hanno portato alla luce i primi resti della città di Truentinum, rendendone così disponibile una dettagliata ricostruzione delle aree urbane. Di particolare interesse sono il Macellum nelle immediate adiacenze del porto e il quartiere commerciale con i locali destinati all'approvvigionamento di merci trasportate via mare.
L’allora Truentinum godeva, in periodo repubblicano e imperiale, di una certa importanza a livello economico e commerciale grazie alle attività produttive legate alla tintura delle stoffe: la presenza di tintori è testimoniata infatti dall'epigrafe funeraria intitolata a Gaio Marcilio Erote purpurarius, commerciante di porpora menzionato anche come "quinquevires" da un'epigrafe oggi conservata al museo di Monteprandone.
La fortuna della città non resistette tuttavia alla crisi tardo imperiale quando, a causa anche del decadimento dei commerci, l’abitato venne progressivamente abbandonato sul finire del VI secolo. Passata in mano longobarda, Truentinum riacquistò una certa importanza solo nel XVI secolo quando, così come voluto da Carlo V, venne costruita nei pressi della foce del fiume Tronto una delle numerose tori d’avvistamento in difesa delle incursioni saracene. Poichè i lavori dell'esecuzione dell'opera furono diretti dal nobile spagnolo Martin de Segura, è in questo contesto che la cittadina assunse il nome moderno di Martinsicuro.
L’importanza strategica e difensiva della città fu confermata, in epoca moderna, dai pesanti bombardamenti subiti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Prima appartenente al comune di Colonnella, Martinsicuro divenne comune autonomo nel 1963, dando inizio ad un notevole sviluppo nel settore turistico, ancora oggi principale risorsa della località marittima.












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