Massa Martana: la guida completa e aggiornata
Guida Massa Martana, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Massa Martana si trova in una sorta di anfiteatro naturale protetto dai Monti Martani, e secondo alcuni studi era l’antico insediamento romano di Vicus ad Martis lungo la via Flaminia.
Proprio la costruzione di questa grande arteria rappresentò per la zona l’occasione per un grande sviluppo, e di qui si passava, partendo da Roma, per arrivare fino ai porti sull’Adriatico. Venne pertanto organizzata una “statio” per permettere ai viaggiatori di ristorarsi durante il viaggio, denominata “statio ad Martis” proprio per la sua vicinanza con un tempo di Marte, e poi progredita fino a “vicus”, vero a proprio villaggio.
Una testimonianza celebre dell’epoca romana è certamente il Ponte Fonnaia, restaurato in epoca augustea e costruito in grandi blocchi di travertino, che con un solo arco supera 15 metri, a un’altezza di 8 metri. Il Vicus Martis crebbe nei secoli, sempre grazie alla prosperità portata dalla via Flaminia, in quanto snodo fondamentale per raggiungere l’importantissima città di Todi. In molte zone è ancora possibile vedere lunghi tratti della via Flaminia che danno vita a suggestivi paesaggi.
Con la diffusione del Cristianesimo, nella futura Massa Martana passarono molti santi, tra cui Brizio, Felice, Fidenzio, Terenzio, Faustino, Illuminata e vari altri, gran parte dei quali destinati al martirio. Il più importante di tutti fu sicuramente il vescovo Felice, diventato poi santo e protettore della città. Invitato ad abiurare dal prefetto imperiale Tarquinio, Felice si rifiutò e fu condannato a morte sulla graticola. Per un miracolo si salvò dalle fiamme, e fu quindi immerso in un vaso di pece bollente, ancora una volta senza risultati. Alla fine venne decapitato, ma il suo corpo fu trafugato dalla comunità cristiana. La tomba di San Felice, come quella di tutti i santi che trovarono la morte in questi luoghi, divenne poi una chiesa tra la tante che caratterizzano questo territorio.
Con la caduta dell’impero romano, intanto, anche la via Flaminia perse d’importanza, e la zona andò incontro a un lungo periodo di decadenza; il Vicus Martis venne anche devastato dai Visigoti di Alarico. Qui si combatterono molte sanguinose battaglie tra Goti e Bizantini, e il Vicus Martis fu abbandonato in favore di località più sicure, in cima ai colli: i castelli medievali di Massa Martana e delle sue frazioni derivano proprio da questi spostamenti.
Il castello di Massa risale secondo alcune fonti all’epoca longobarda, mentre secondo altre è più tardi, del X-XI secolo, per opera degli Arnolfi. Varie cinte murarie cominciarono a proteggere il borgo, anche a causa dei numerosi attacchi che provenivano dalla vicina città di Todi, che voleva continuamente espandere i propri domini. Dal 1571 al 1860 Massa Martana (allora solo Massa) venne governata da un complesso statuto comunale, con la protezione del Collegio dei Cardinali.
Fu poi nel 1863, per regio decreto, che il paese assunse il nome che porta oggi, testimonianza al tempo stesso del suo passato romano e di quello medievale. Massa Martana oggi è un borgo che ha saputo reinventarsi dopo il sisma del 1997, di certo l’avvenimento più difficile del ventesimo secolo insieme ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e dopo essere stato inserito tra i Borghi più belli d’Italia ha cominciato ad attirare un turismo attento alle particolarità del territorio, per coloro che vanno alla scoperta di luoghi suggestivi anche se meno noti di altri.
I prodotti tipici non mancano, ed è quindi possibile scegliere uno dei tanti agriturismi o delle trattorie che costellano questa zona naturalmente vocata per gustare il torrone umbro, la Nociata, salsicce, porchetta, prosciutti, prodotti di trra come tartufi, funghi e asparagi, ma anche l’ottimo olio extravergine d’oliva “Colli Martani”, premiato con la DOP, e il vino DOC “Colli Martani”.















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