Melendugno: la guida completa e aggiornata
Guida Melendugno, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Melendugno è un piccolo comune italiano della provincia di Lecce situato nell’area centro-orientale del Salento: una zona italiana situata nella parte più meridionale della Puglia, che affaccia sia sul Mar Ionio (ad ovest) che sul Mar Adriatico (ad est).
La cittadina di Melendugno presenta le caratteristiche tipiche del clima mediterraneo (inverni miti da una parte ed estati molto calde ed umide dall’altra), con temperature medie che vanno dai 9 gradi di gennaio ai 24,7 gradi di agosto.
Le prime testimonianze per quanto concerne la storia di Melendugno rimandano addirittura all'età del Bronzo (un periodo storico arcaico, generalmente inserito tra il 3500 ed il 1200 a.C.), con le prime fortificazioni nell'area di Roca Vecchia che sembrerebbero risalire al XV secolo avanti Cristo.
La zona viene abbandonata durante l'epoca romana per venire poi occupata nuovamente dopo la caduta dell'Impero d'Occidente dagli anacoreti. Roca Vecchia viene nuovamente fortificata, ma durante il 1400 ed il 1500 d.C. viene più volte saccheggiata e diventa rifugio quasi costante di corsari e banditi, tant'è che nel 1544 il governatore della provincia Ferrante Loffredo diede l'ordine di radere al suolo tutti gli edifici dell'area. Nel frattempo l'area urbana di Melendugno era stata occupata stabilmente dai Normanni e durante il Medioevo finì per appartenere a diversi feudi: avrebbe vissuto un periodo di relativa stabilità sotto la famiglia D'Amely, per poi passare definitivamente al Regno di Napoli nel 1806.
Oggi come allora uno degli aspetti più appetibili dell'area di Melendugno (una cittadina che ad oggi conta meno di 10.000 abitanti) è la sua splendida parte marina, con una costiera si affaccia sull'Adriatico articolandosi in un insieme di piccole frazioni confinanti: le località marine più celebri della zona sono Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca Vecchia e Roca Nuova, Torre dell'Orso, Sant'Andrea e Borgagne, che dal 2011 al 2015 è stata insignita della Bandiera Blu (un riconoscimento conferito dalla FEE a località che soddisfino gli standard più elevati sia dal punto di vista della qualità del servizio offerto al turista che da quello della pulizia delle spiagge e dell'acqua di balneazione).
Ciononostante il comune presenta comunque diversi monumenti e luoghi di interesse, tra cui vanno citate innanzitutto le principali architetture religiose quali la Chiesa Madre di Maria Santissima Assunta (risalente al XVI secolo ma fortemente ristrutturata durante il Settecento) o l'Abbazia di San Niceta, edificata dai monaci basiliani durante il già citato periodo di dominazione da parte dei Normanni: della chiesa (pianta rettangolare con presbiterio quadrato, su cui sorgono tre archi a sostenere la copertura a volta) oggi vediamo soprattutto la ristrutturazione gotica che deve essere avvenuta attorno al 1400; al suo interno sono presenti splendidi affreschi datati il secolo successivo, che rappresentano immagini canoniche della tradizionale iconografia cristiana.
In linea più generale il centro storico presenta anche diversi monumenti non religiosi degni di attenzione: dalle case a corte medievali ai frantoi ipogei (detti anche "trappiti"), antri che venivano scavati nel banco calcareo e venivano utilizzati per la produzione dell'olio d'oliva. Detto ciò l'edificio più rappresentativo di Melendugno è sicuramente il Palazzo Baronale D'Amely, commissionato durante il XVI secolo e caratterizzato da una particolarissima pianta stellare (che trova solo altri tre confronti in tutta la Puglia): la facciata del castello è divisa da due tori marcapiano e l'accesso è possibile attraverso un ponte in muratura chiuso da un portale che mostra ancora oggi l'emblema nobiliare dei D'Amely (due leoni che sostengono sul dorso una torre merlata).
Per quello che riguarda le zone circostanti Melendugno, sono ormai celebri le cinque torri d'avvistamento realizzate durante il XVI secolo e sparse su tutto il litorale adriatico. Allo stesso modo è impossibile non parlare di alcuni dei dolmen megalitici più rappresentativi dell'intera provincia leccese: Dolmen Placa, Dolmen Gurgulante e, più in generale, le intere aree archeologiche di Roca Nuova e Roca Vecchia dimostrano ancora adesso quanto sia profonda e complessa la storia di questo spicchio di terra del nostro Bel Paese.
Parlando della Storia di Melendugno è poi doveroso parlare di agricoltura: la terra di questa zona è particolarmente adatta al lavoro e oggi come tanti secoli fa le aree limitrofe il comune sono popolate da immensi uliveti. Per il resto, come già detto, l'economia del litorale si regge principalmente sull'attività turistica e sulla pesca e non a caso, tra le sagre e gli eventi più noti a cadenza annuale di Melendugno, si distinguono sicuramente la sagra del pesce (in scena a San Foca l'8 e il 9 di agosto) quella ortofrutticola (in scena a Borgagne dal 6 all'8 agosto).
Al di là del pescato freschissimo e dell'olio DOP Melendugno propone numerosi altri prodotti tipici. Come nel resto della provincia di Lecce, anche qui la pasta più caratteristica sono le orecchiette di semola di grano duro, mentre se parliamo di pane a farla da padrona sono le Friselle di orzo e di grano. Parlando di carne è impossibile non sottolineare la qualità degli insaccati della zona (sia di carni magre come il vitello che di carni grasse quale il maiale), mentre i vini autoctoni figli dei vitigni più celebri (Negro Amaro, con eventuale aggiunta di Malvasia nera di Brindisi e/o Lecce) sono raggruppati sotto la denominazione Salenti IGT.
Melendugno dista circa 18 chilometri da Lecce e circa 22 chilometri da Otranto. Il modo più veloce per raggiungerla è sicuramente in macchina e i collegamenti stradali più importanti che interessano il comune sono la strada statale 16 (la Adriatica) e le strade provinciali che lo collegano alle già citate frazioni litoranee (Vernole, Borgagne, San Foca, Torre dell'Orso).













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