Mira: la guida completa e aggiornata
Guida Mira, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Mira si trova circa a metà tra Padova e Venezia, lungo il Naviglio del Brenta, come testimoniano le numerosissime ville che sono la più nota e caratteristica attrattiva della Riviera del Brenta.
Molto tipico è l’ambiente delle cosiddette “barene”, cioè gli isolotti collegati da canali che si trovano a sud-est dell’area comunale, e sono un paesaggio noto in laguna.
La storia di Mira si può ricostruire a partire dall’opera del celebre storico padovano Tito Livio, secondo il quale una flotta di Greci, comandata da un condottiero spartano, Cleonimo, all’inizio del quarto secolo avanti Cristo arrivò nella laguna veneta e risalì il Brenta, o Medoacus Maior, trovandola già ricca di villaggi e di campi, resi fertili dall’acqua della laguna. Le popolazioni all’estuario del Brenta, secondo molti scrittori romani, spiccavano per prosperità e agiatezza, almeno fino a quando la caduta dell’Impero non comportò una decisa crisi per tutta la zona, a causa delle invasioni barbariche che razziarono queste terre.
Anche le piene del Brenta, spesso disastrose, erano capaci di cancellare interi villaggi, per cui fin da un’età assai remota si cominciò a curare con particolare attenzione la costruzione di nuovi canali e vie d’acqua. In questo contesto, l’abbazia benedettina di Sant’Ilario cominciò a prosperare, grazie alle continue attività di bonifica dei terreni più paludosi. Venne poi conquistato da Ezzelino, dai Carraresi e poi, dopo la guerra di Genova del 1379, definitivamente abbandonato e poi invaso dalle acque. Nel frattempo era però sorto un altro piccolo centro abitato, in qualità di porto fluviale per i barcaioli che si occupavano di unire la Riviera del Brenta con Venezia.
Non si hanno dati certi sull’origine del nome della località, secondo alcuni legata al nome della patria di San Nicola, Myra; per altri, invece, nel territorio c’era una torre di avvistamento (“mira”, appunto). L’epoca d’oro delle ville venete inizia all’incirca con la metà del sedicesimo secolo, quando Andrea Palladio e il suo straordinario lavoro architettonico si affermano nella zona, insieme ad altri grandi artisti come il Longhena, per la realizzazione di lussuose residenze di campagna lungo il fiume e commissionate dalle più importanti famiglie veneziane. Dopo due secoli di grande splendore però l’area risentì fortemente della decadenza di Venezia, culminata con il Trattato di Campoformio e con il declino definitivo della Serenissima. Fu solo durante il periodo dell’occupazione straniera che a Mira cominciò a svilupparsi un’industria, anche se rudimentale, dedicata alla marinatura delle anguille, alla produzione di candele e sapone, alla fabbricazione di laterizi e così via. Mira nel 1866 viene annessa all’Italia, mentre l’anno successivo anche le località di Oriago e di Gambarare vengono annesse al comune, che ancora oggi, a ricordo delle su tre diverse entità, sfoggia tre corone.
Da un punto di vista industriale, Mira oggi non è più fiorente come un tempo: uno dei nomi più celebri è legato al famoso brand Mira Lanza per saponi e detersivi, e poi acquistato da una multinazionale. Presso gli stabilimenti Mira Lanza di Mira vengono prodotti articoli dei marchi Sole, Finish, Calgon, Vanish, Napisan, Cillit Bang, Air Wick, Glassex. Una tradizionale occupazione a Mira è legata al settore sartoriale, in particolare con la Daina, poi diventata un nome molto noto per la camiceria e la biancheria intima.
Tra gli eventi da non perdere a Mira c’è la manifestazione “Orlago in fiore”, a Orlago ogni anno nel mese di aprile, e soprattutto la Riviera Fiorita: si tratta di un evento che si tiene la domenica successiva la grande Regata Storica veneziana e che vede sfilare le splendide gondole con tutti i partecipanti vestiti con gli abiti tipici veneziani.
I piatti tipici di Mira sono legati naturalmente alla cucina veneziana, in particolare con il pesce di laguna che ancora oggi costituisce una delle specialità più apprezzate sia dagli abitanti della città sia dai turisti che passano da queste parti attirati dall’amenità dei luoghi e dalle ville venete. Dalla zuppa di pesce a risi e bisi, dal fegato alla veneziana alle sarde in saor, dalla polenta e schie (con i piccoli gamberi lagunari) alle seppie al nero, e fra i dolci baicoli, fritole, spuncioti.










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