Orosei: la guida completa e aggiornata
Guida Orosei, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Orosei si trova nell’omonimo golfo, nella valle del fiume Cedrino, a due chilometri e mezzo dalla costa orientale della Sardegna. La zona è piuttosto nota per vantare ben 14 chilometri di litorale con spiagge celebri come Marina di Orosei, Su Barone, Osala, Cala Ginepro, Sas Linnas Siccas, Bidderosa, Sa Curcurica alternate a strapiombi a picco sul mare, con scogli di basalto e granito rosa. Il clima e la purezza dell’acqua sono l’ideale per le vacanze estive.
Il nome “Orosei” deriva forse dalle tribù degli Esaronensi, una delle principali popolazioni nuragiche di questa zona della Sardegna. Bisogna però aspettare il periodo tra il 1100 e il 1200 per trovare i primi documenti scritti che attestino l’esistenza del paese di Orosei. Durante il periodo pisano, Orosei prosperò con un porto piuttosto efficiente, che veniva mantenuto proprio da una colonia di mercanti di Pisa con un console mercatore alla loro guida.
In questi anni Orosei diventa la sede più importante della curia del Giudicato di Gallura, e a questo periodo risalgono infatti alcuni dei monumenti più importanti del paese come la Chiesa parrocchiale di San Giacomo e San Gavino e la Torre di Sant’Antoni, così come Sa Prejone Vezza (“la prigione vecchia”). Nei secoli successivi Orosei entrò a far parte dei possedimenti d’oltremare della Repubblica di Pisa prima e poi del regno di Sardegna aragonese.
I palazzi signorili di Orosei risalgono all’acquisto della zona nel 1449 da parte di Salvator Guiso. Per la sua conformazione, la zona di Orosei era assai soggetta ad attacchi pirateschi, e proprio a questi episodi è legata la figura di un personaggio molto amato, a metà tra storia e mito: Tomaso Mojolu, che nel 1806, quando un esercito di circa mille turchi cercò di conquistare Orosei, lanciò il grido di battaglia “Morte ai saraceni!” e guidò la riscossa, salvando il paese.
L’economia di Orosei era fino a qualche anno fa soprattutto agricola, in particolare basata su aziende agricole e vinicole, anche se oggi si è molto diffuso il turismo balneare. Da rilevare anche la presenza di numerose cave di marmo. Altre attività sono legate all’industria edilizia, alla lavorazione del legno e dei metalli, la trasformazione alimentare con frantoi, caseifici, mulini.
Tra gli eventi più importanti che si tengono ogni anno a Orosei c’è la Festa di Sant’Antonio Abate con il tradizionale falò il 16 gennaio, i riti pasquali (“Sos Sepurcros”, la Via Crucis e “S’Incontru”), la Festa in onore di Sant’Isidoro con la processione dei carri a metà maggio, la Festa di Santa Maria e’ Mare a fine maggio: quest’ultima è una tradizione particolarmente suggestiva con le barche dei pescatori in processione che partendo dal ponte sul fiume Cedrino portano fino alla chiesa pisana il simulacro della Madonna, presso la foce del fiume.
Il patrono di Orosei, San Giacomo Apostolo, si festeggia il 25 luglio. Tante sono, soprattutto d’estate, le manifestazioni culinarie e le sagre, ottima occasione per assaggiare le tipiche specialità del luogo: il momento migliore è probabilmente durante i Festeggiamenti per San Giacomo Apostolo.
La gastronomia tipica di Orosei è quella della Sardegna centrale, e quindi soprattutto piatti di carne come il porchetto allo spiedo, la pecora bollita (“a cappottu”), i culurzones ripieni di ricotta e patate, le minestre con filindeu, il pane carasau. Tantissimi, ovviamente, i formaggi, soprattutto varianti diverse di pecorini. Tra i piatti di pesce, l’aragosta e il gattuccio di mare. I dolci più diffusi sono le caschettas e le tiliccas de saba e meli. Il vino più comune e apprezzato in queste zone è il Cannonau, insieme, da accompagnare ai dolci, al passito e alla vernaccia; un frutto dal gusto unico è infine “sa pompia”, ibrido sempre meno diffuso tra un’arancia e un pompelmo.












Voto complessivo 7