Pescia: la guida completa e aggiornata
Guida Pescia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
In fondo ad una valle attraversata dal torrente omonimo, il comune di Pescia, sito nella Valdinievole in provincia di Pistoia. Un territorio collinare che presenta una certa irregolarità per le altezze che vanno dai 23 metri sul livello del mare, a sud est, agli oltre 1100 in zona nord ovest.
Il suo clima è caldo-temperato, con piogge concentrate in inverno, quando la temperatura in genere è sui 5°C. Il mese più caldo e secco è luglio, con una temperatura che si aggira sui 24°C.
Pescia ha un’antica identità medioevale che ancora oggi si può assaporare passeggiando per il centro storico, nonostante i diversi rimaneggianti nel corso del tempo. Probabilmente fondata dai Longobardi, il suo abitato si è sviluppato attorno a due luoghi distinti, la Cattedrale e il Palazzo Comunale. Sue notizie certe si hanno nel XIII secolo, quando la città, ghibellina, venne coinvolta negli scontri contro i Guelfi di Lucca che nel 1281 distrussero la città. Per tutto il Medioevo, sia Lucca che Firenze si contesero il possesso di Pescia che alla fine entra nel dominio fiorentino, nel 1339. Nel 1699 il Granducato di Toscana ne decretò lo status di città che già da anni possedeva un notevole sviluppo economico grazie alla presenza di setifici, cartiere, concerie. Di qui passarono anche i francesi di Napoleone Bonaparte che ordinò di sostituire la tradizionale produzione della seta con quella della barbabietola da zucchero, utile al suo esercito.
In seguito al declino dell’economia della seta, anche all’indomani dell’unità d’Italia, Pescia riconvertì le sue produzioni verso vite, olivo, fiori, che ne determinarono un nuovo sprint. Nel 1927 Pescia, fino allora in provincia di Lucca, passò a quella neonata di Pistoia.
Grandi danneggiamenti nel corso della II guerra mondiale, tanto che la città è insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nel dopoguerra, una buona ripresa grazie al commercio dei fiori.
L’economia di Pescia si basa molto sull’agricoltura, con coltivazioni di ulivi e agrumi. Ottima la produzione di piante di appartamento e fiori recisi, visto che il settore florovivaistico è di grande rilevanza, anche per l’esportazione. Importante il turismo naturalistico, culturale ed enogastronomico.
Tra gli appuntamenti di Pescia, il presepe vivente nel periodo di Natale, a partire dalla zona della Cattedrale e lungo il fiume. Grande lustro per il Carnevale, con carri e cortei in maschera. A marzo si svolge la Sagra del neccio, dolce tipico. Per la domenica delle Palme vengono allestiti mercatini, mentre in occasione della Fiera di Porta Fiorentina sono tanti gli eventi organizzati. Il 25 aprile si svolge il Festival delle bande, Sarà Banda.
Il 1° maggio si svolge la manifestazione Pescia Medioevale, e durante il mese delle rose numerose le feste. A luglio, attesa la Festa della ciccia alla brace. Tra agosto e settembre, grande entusiasmo per una serie di eventi legati al Palio degli Arcieri: ad agosto, banchetti alla moda medioevale e, a fine mese, il trofeo di Palla al Paniere; a settembre i migliori arcieri dei rioni Ferraria, San Michele, San Francesco e Santa Maria si sfidano per rievocare i festeggiamenti che venivano fatti in onore di Santa Dorotea già dal 1339. Nel mese di ottobre si tiene la Citromania, mostra mercato dei profumati agrumi, e una doppia festa per la tradizionale Sagra delle Frugiate (caldarroste) di Vellano, sulle colline.
Tra le pietanze di Pescia, gustose e genuine, da citare la cioncia, un piatto che si prepara con la coda e alcune parti della testina di vitello (muso e guance), cotta con il vino rosso e il pomodoro. Alcuni must della cucina di Pescia sono il cinghiale alla cacciatora, l’arista con i semi di finocchio, la bistecca di maiale con le rape, cotte nel vino rosso. Da assaggiare il mallegato, un insaccato di maiale presidio Slow Food che fa parte dei salumi di sangue, i sanguinacci, e che si mangia freddo ma anche infarinato e fritto. Da provare pure il neccio, fatto di farina di castagne e accompagnato da ricotta o cioccolata.
Il nome della città di Pescia, che designa sia il fiume sia la città, sembra derivi dal termine longobardo "pehhia", che significa "torrente", in seguito latinizzato.
La memoria antica di Pescia è praticamente ovunque in questa città toscana, con i resti delle antiche mura, i palazzi di varia età, tra cui spiccano le chiese gotiche e barocche, con la grande ricchezza di un territorio in cui le pievi romaniche sono sparse qua e là e sono un vero inno alla bellezza dei luoghi e un input a visitarli in ogni angolo.





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