Pineto: la guida completa e aggiornata
Guida Pineto, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Pineto si trova in provincia di Teramo e prende il suo nome dalla grande pineta a picco sul mare. La storia di Pineto non può essere separata da quella del borgo di Mutignano, sviluppatosi fino al 1929 vicino ad Atri. Si trattava di una zona residenziale con la maggior parte degli edifici localizzati nel territorio collinare retrostante, e solo poche di queste costruzioni si affacciavano sul mare.
Il grande cambiamento avvenne con la costruzione della Strada Consolare Marittima che raggiungeva la valle del Pescara dal confine sul Tronto con lo Stato della Chiesa. Una delle prime ville fu quella dei Filiani, che per lungo tempo rimase l’unica traccia di un insediamento umano nella zona insieme alla Torre Cerrano, il simbolo di Pineto. In realtà la villa Filiani era un casino da campagna, utilizzato dapprima come residenza estiva e poi definitiva. Nel frattempo infatti era stata costruita la stazione ferroviaria, che permetteva ai Filiani di controllare la fornace d’argilla che avevano fatto costruire nelle vicinanze. In seguito arrivarono altre residenze di lusso, come la villa “Maturanzi” di proprietà dei signori Caccianini.
Nel 1860 in questa zona viene costruita la ferrovia Adriatica, con la stazione proprio nel territorio di Mutignano per il personale interessamento di Giacinto Giliani. Lo scalo prende il nome di Atri-Mutignano, mentre la località mantiene il nome di Villa Filiani. Fu Luigi Filiani a elaborare un piano di sviluppo della località dopo la fine della prima guerra mondiale, tanto che cominciò a pensare all’impianto di una pineta litoranea, la cui piantumazione venne però ostacolata dal sindaco di Mutignano perché, si diceva, quello del Filiani era un interesse prevalentemente speculativo.
Alla fine nel 1923 cominciarono i lavori per l’impianto della pineta, con una concessione di 25 anni; vennero messi a dimora 2000 alberi di varietà Pinus Pinaea, e si sancì anche il cambiamento del nome della località da Villa Filiani a Pineto. Filiani scelse questo nome proprio ispirato dalla celebre poesia di Gabriele D’Annunzio, “La pioggia nel pineto”. Successivamente, nella zona vennero piantate altre specie di piante, come pini, lecci, lauri, fino ad arrivare all’impianto di un vero e proprio parco a coronare la collina. L’area diventa subito popolare per l’edificazione di eleganti villini, con la prima struttura alberghiera che viene infine costruita nel 1930. L’apertura negli anni Settanta del ventesimo secolo della Dorsale Adriatica, l’ultimo tratto dell’autostrada, rappresenta un altro grande passo avanti per l’abitato di Pineto, che ne trae giovamento sia dal punto di vista della produzione industriale che da quello turistico.
Per quanto riguarda l’economia attuale che sostiene il centro di Pineto, il turismo è naturalmente l’attività più importante della zona; Pineto, infatti, è tra le spiagge più apprezzate dell’Adriatico, con la Bandiera Blu europea a sancire la qualità delle sue acque e il livello molto alto dei suoi servizi. Le numerose strutture alberghiere e di ristorazione sul territorio permettono a Pineto di accogliere migliaia di turisti in alta e in bassa stagione. Pineto è anche un discreto polo industriale, con aziende edili, metalmeccaniche e della lavorazione del legno. Tra i prodotti principali dell’agricoltura della zona ci sono le olive e i cereali, ma è molto diffuso anche l’allevamento ovino e suino.
I piatti tipici di Pineto sono quelli della zona del Teramano, con l’antipasto classico di pesce con scampi, calamaretti, vongole e sogliole, il cardone in brodo serviti per la tradizione nel giorno di Natale, la ‘ndocca ‘ndocca a base di carne di maiale, i pasticcini noti come “bocconotti” realizzati con la pastafrolla. Tra i prodotti tipici del territorio, da ricordare il pecorino di Atri, la ventricina teramana, il marrone di Valle Castellana, il pecorino Marcetto.















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