Porto Torres: la guida completa e aggiornata
Guida Porto Torres, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Porto Torres è un comune italiano della provincia di Sassari in Sardegna. Il nucleo della cittadina si sviluppa all'interno del Golfo dell'Asinara, sulla parte nord-ovest della costa sarda. Si estende su un’area di più di diecimila ettari, metà dei quali sono rappresentati dall'Isola Piana e dall'Asinara. Il territorio è, inoltre, solcato da due fiumi, il Riu Mannu, che sfocia presso il Ponte Romano e il Santo che segnala il confine della municipalità a occidente.
La presenza umana nel territorio del comune di Porto Torres risale all'epoca preistorica, come testimoniano alcuni villaggi preistorici e i numerosi nuraghi e necropoli presenti.
La città di "Turris Lybisonis", unica colonia di cittadini romani della provincia "Sardinia", deve la sua fondazione a Cesare, che nel 46 a.C. soggiornò appunto in Sardegna.
In epoca romana il porto e le attività connesse erano il centro della vita cittadina. La città aveva rapporti commerciali con altri centri romani della Sardegna, in particolare con Karalis, l’odierna Cagliari. Importanti furono anche i rapporti con la stessa Roma: a Ostia, nel Piazzale delle Corporazioni, è stato rinvenuto il mosaico che indica la "statio", cioè l'ufficio di rappresentanza dalla colonia di "Turris Lybisonis", che si occupava del trasporto marittimo con la Sardegna.
Durante l'alto medioevo, incursioni vandaliche e saracene indebolirono la vitalità della cittadina e del suo porto.
Con il sorgere dei giudicati la città divenne nuovamente un importante centro del Giudicato di Torres. Il porto ritornò fulcro di attività commerciali e vennero allacciati rapporti economici con i mercanti pisani e genovesi.
Secoli più tardi, con l'arrivo dei Savoia, vennero iniziati importanti lavori per porre rimedio alla disastrosa condizione del porto. In aggiunta, i turritani riuscirono a persuadere il re e ad ottenere l’autonomia da Sassari, cosicchè nel 1842 nacque finalmente il comune di Porto Torres.
Nella prima metà del XX secolo l'economia della cittadina era basata su pesca e agricoltura, alle quali si aggiunse anche l'esportazione di minerali provenienti dalle miniere del circondario, soprattutto quella di Canaglia.
Dagli anni sessanta Porto Torres divenne sede di forti investimenti industriali, grazie alla presenza della SIR che vi si stabilì con impianti petrolchimici. Questo boom economico marcò profondamente la crescita della città che tra il 1961 e il 1971 vide aumentare la popolazione di circa 4000 abitanti. Dopo il fallimento della SIR, l’attività venne rilevata dall'Eni che continuò la produzione e diede un gran impulso allo sviluppo economico della città e, conseguentemente, del porto. Nel 2010, a causa della grave crisi economica, l'impianto petrolchimico dovette cessare con la conseguente depressione a livello lavorativo che rese disoccupati centinaia di dipendenti.
L'economia di Porto Torres si basa principalmente da piccole e medie attività industriali e energetiche nonostante il settore conosca da molti anni una profonda crisi. Seguitano, ancora, altre attività tradizionali come la pesca e l'agricoltura; notevole per importanza, non solo turistica, è il porto di Porto Torres, scalo internazionale con rotte per Francia e Spagna e legato commercialmente con il porto di Genova.
Tra gli eventi di Porto Torres, la più seguita dai suoi abitanti è festha manna (festa grande), ovvero la festa di San Gavino, il Santo Patrono e coincide con la domenica di Pentecoste: nei tre giorni di celebrazione, il centro di Porto Torres si arricchisce di chioschetti e bancarelle di ogni genere e nelle settimane a cavallo vengono organizzati diversi eventi musicali, culturali e gastronomici come l'ormai tradizionale Sagra del pesce.
Oltre alla già citata Sagra del pesce, altri eventi gastronomici sono nati di recente per esaltare le eccellenze del territorio e catturare l’interesse turistico come quelle del tonno, del cinghiale e del riccio di mare. Inoltre, alla fine di agosto, è in calendario la manifestazione Suoni & Sapori, che coniuga la degustazione dei prodotti tipici sardi con concerti di vari artisti dell'isola.
Da ricordare, infine, il Carnevale estivo di Porto Torres, un evento goliardico che si svolge tra luglio e agosto, con sfilate di carri e gruppi in maschera e manifestazioni durante l’intera settimana.
Già nel secolo scorso la coltura del carciofo spinoso, grazie al piacevole gusto ed alle sue doti terapeutiche, era molto diffusa nella zona. Ora è riconosciuto come un prodotto tipico locale e costituisce una varietà molto ricercata. Il bonassai è uno dei prodotti caseari più caratteristici: si tratta di un formaggio a pasta molle dalla forma di un parallelepipedo, ha sapore acidulo e aroma di latte di pecora fermentato.
Con la denominazione agnello di Sardegna Igp si classifica una delle migliori carni di tutta la Sardegna. È una carne fresca nelle tipologie '"a latte" (sino ai 7 kg), se proveniente da pecore di razza sarda alimentate con solo latte materno; è "leggero" (7-10 kg) se nutrito con prodotti naturali freschi e proveniente da pecore di razza sarda allevate in purezza o mediante incroci di razze di prima generazione.
Il culto di Gavino, santo patrono di Porto Torres, ha antiche origine ed è veramente molto sentito. La leggenda racconta che due predicatori cristiani, Proto e Gianuario, fossero perseguitati dai romani. I due, catturati dalle autorità, furono processati e condannati a morte. Si narra che un soldato romano di nome Gavino, incaricato di controllarli in prigione, fu convertito da loro al cristianesimo e quindi li liberò. Perseguitati lungamente, i tre furono arrestati, decapitati e infine lanciati in mare. I resti dei martiri furono rinvenuti negli apogei di Balai Vicino nel 1030, anno di costruzione della Basilica di San Gavino. Le reliquie dei martiri, poi santificati, sarebbero quindi conservate, seconda la tradizione locale, nella cripta della Basilica.
Il turismo di Porto Torres ha subito una notevole crescita dal punto di vista balneare e culturale. Il turismo balneare attrae turisti provenienti soprattutto dal nord Europa e dalla penisola iberica. Volano del turismo turritano è sicuramente l'isola dell'Asinara che, essendo un incontaminato parco nazionale, è caratterizzata da bellezze paesaggistiche incredibili e ricco di una flora e fauna molto varia. Il settore turistico è dunque il maggiormente sviluppato poiché vede la presenza di alberghi importanti, ristoranti tipici e bar.
Dal punto di vista culturale Porto Torres offre monumenti e luoghi di interesse di ottimo rilievo come la Basilica di San Gavino, la torre aragonese e la Torre di Abbacurrente. Sono i siti archeologici a farla da padrone: dai numerosi nuraghi sparsi nel territorio, alla Necropoli di Su Crucifissu Mannu, alla Domus de Janas di Campu Perdu (Asinara) sino al Parco archeologico, il quale ospita l'antica città romana di Turris Libissonis e la maggior parte dei monumenti romani.





Voto complessivo 9