Sant'Angelo a Fasanella, il borgo nel Cilento con due Beni UNESCO
Da Federico II ai Patrimoni UNESCO, Sant'Angelo a Fasanella è uno scrigno di storia e tesori artistici e naturalistici. Ecco la guida al borgo nel Cilento.
Non tutti sanno che nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sorge un piccolo borgo di montagna che custodisce ben due Beni dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Infatti Sant'Angelo a Fasanella, nascosti tra montagne, falesie, boschi di faggio, grotte e cascate, sorgono l’Antece e la Grotta di San Michele Arcangelo. Un borgo medievale da cui partire per scoprire la natura rigogliosa del Cilento, ma anche assaporare il meglio della cucina locale, tra stradine medievali e gente calorosa.
Andateci se vi piace: storia, natura, religione
Per quanto tempo: un fine settimana
Il periodo migliore: dalla primavera all'autunno

Cosa sapere su Sant'Angelo a Fasanella
Storia di Sant'Angelo a Fasanella
Fasanella è una città fondata in tempi remoti, come denota del resto l’etimologia del suo nome, derivante da Phasis, antica città greca situata tra l’Asia Minore e la Colchide. La Fasanella originaria fu fatta distruggere nel Duecento da Federico II, per punire Pandolfo di Fasanella che ebbe indietro i suoi possedimenti quando si alleò con Carlo I d’Angiò. Non a caso lo stemma cittadino rappresenta un fagiano che simboleggia il casale di Sant’Angelo, il quale servì come primo centro urbano per lo sviluppo della località. Il centro urbano originario sorgeva in quella che oggi è la località San Manfredi, a circa 3 chilometri di distanza dal centro attuale; ora rimangono soltanto i ruderi di un castello e della chiesa di San Pietro. Sant'Angelo a Fasanella fu per lungo tempo feudo dei Sanseverino e dei Capece-Galeota, per poi passare ai Giovine e ai Caracciolo.
I Beni UNESCO di Sant'Angelo a Fasanella
L’Antece è una scultura rupestre risalente al IV sec a.C. che raffigura un guerriero nell’atto di impugnare con la destra una lancia fissata ad uno scudo protettivo e con la sinistra una spada corta. Il bassorilievo è alto circa 140 centimetri ed è stato scolpito su una roccia che si trova proprio sulla sommità del Monte Costa Palomba, nel massiccio degli Alburni. I resti di una cinta muraria rinvenuti nei paraggi e quelli di un’ara sacrificale lasciano intuire che l’antico popolo dei Lucani aveva costruito in quest’area una fortificazione militare. Per raggiungere l'Antece bisogna seguire il sentiero segnato dal CAI 313/A.
La Grotta di San Michele Arcangelo, non distante dal centro abitato di Sant'Angelo, è un luogo che emana un'atmosfera fortemente mistica. Già usata in età preistorica come rifugio, divenne presto un luogo di culti arcaici, dotato di una valenza mistica amplificata dalla religione cristiana fatta propria dai Longobardi che abitavano la zona. Secondo la tradizione, la sua scoperta si deve a Manfredo principe di Fasanella che sulle pareti della grotta notò l’impronta delle ali dell’Arcangelo Michele. Tra portali quattrocenteschi, affreschi e maioliche napoletane del XVII secolo, la Grotta è un capolavoro realizzato dalla collaborazione tra la natura e la sapienza umana.

Dove si trova Sant'Angelo Fasanella
Sant'Angelo a Fasanella è un borgo di seicento anime che si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ai piedi della catena degli Alburni. La località è situata su una strada provinciale che collega Corleto Monforte con Postiglione, vicino a Ottati e a Corleto. È composta da varie contrade: Sopra la Terra, Dentro la Terra e Basso la Terra, più alcune località minori come Coppi, San Vito, Terre lunghe e Chiusa.
Come arrivare a Sant'Angelo Fasanella
Il paese sorge sulla Strada Provinciale 12 e sulla Strada Provinciale 147. Se provenite da Nord, quindi da Napoli, seguite l'Autostrada e prendete l'uscita A3-Campagna, per poi proseguire in direzione sud per Castelcivita e Ottati. Se invece venite da Sud, per intenderci da Reggio Calabria, dalla A3 prendete l'uscita A3-Atena Lucana, e poi proseguite per 26 chilometri sulla SS 166. Entrambe le strade conducono sulla SP12 e SP147.

Eventi a Sant'Angelo di Fasanella
Tra le principali manifestazioni a Sant'Angelo a Fasanella non possiamo che citare innanzitutto la Festa di San Michele Arcangelo, il patrono del paese, che si tiene ogni 8 maggio, giorno in cui, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta l’apparizione del Santo. Il 29 settembre si tiene il secondo appuntamento annuale dedicato al San Michele Arcangelo. La festa prevede come sede privilegiata delle celebrazioni la bellissima Grotta dell’Angelo, un Bene del Patrimonio UNESCO che costituisce quanto resta di un’antica comunità benedettina sorta in una delle tante cavità naturali che abbondano nel territorio cilentano. Durante i nove giorni che precedono la Festa del santo patrono, la suggestiva grotta diventa teatro di una veglia di preghiere. La processione parte dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore per arrivare nella grotta e recitare il canto dedicato al santo; dopo il corteo religioso fa ritorno alla chiesa madre.
Altri eventi importanti che uniscono devozione religiosa a folklore sono la festa di Santa Lucia e la Festa della Madonna della Pietà. Attirano poi molte persone anche la Fiera di San Michele, il 5 maggio, la sagra del vitello podolico alburnino e dell’olio d’oliva che si tiene a cavallo tra la seconda e la terza settimana di agosto, ma anche la rassegna cinematografica itinerante chiamata Religion Today Filmfestival.

Prodotti tipici a Sant'Angelo Fasanella
L’economia di Sant'Angelo a Fasanella si basa fondamentalmente sull’agricoltura che assicura la produzione di eccellenze italiane. Ad esempio, qui si realizza dell'ottimo olio a base di olive cilentane, oltre che di uva e di cereali. Numerose sono poi le aziende vinicole che producono prelibati Aglianico e Fiano nelle diverse vinificazioni.
Sant'Angelo a Fasanella è poi un posto privilegiato in cui poter gustare i piatti tipici cilentani, come gli eccellenti scialatielli alla cilentana (con la cipolla di Vatolla, il pomodoro, i capperi e le molliche di pane), lo sfriuonzolo di maiale, le lagane e ceci (legumi e pasta), la cipollata, la pizza alla cilentana, le alici ‘mbuttunate. Da non perdere nemmeno i profumatissimi fichi bianchi.
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