Santa Caterina Valfurva: la guida completa e aggiornata
Guida Santa Caterina Valfurva, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Santa Caterina Valfurva è una piccola frazione del comune di Valfurva che si trova in provincia di Sondrio, famosa soprattutto come località turistica estiva ed invernale.
Il paese si trova proprio nel Parco nazionale dello Stelvio, si trova a 13 km da Bormio, 70 km da Malles Venosta, 78 km da Sondrio e 202 km da Milano. Si può raggiungere solamente via strada, infatti la città non è servita da alcun sbocco ferroviario, in estate è raggiungibile sia da Bormio che tramite il Passo del Gavia, che in realtà collega già la Valtellina alla Valcamonica.
Dato che Santa Caterina Valfurva si trova nel fondo valle, il clima è di tipo alpino; nei mesi invernali le temperature possono raggiungere i -30 °C mentre in estate si arriva a raggiungere fino ai +25 °C.
Da sempre un villaggio ricco di storia e bellezza, Santa Caterina Valfurva è un centro davvero molto bello e particolarmente frequentato sia in inverno che in estate. Già dal XIV secolo il centro di Santa Caterina è un importante punto di commercio che dalla valle del Gava ila metteva in comunicazione con la zona del Bormio e con la Repubblica di Venezia facendo nascere alcuni dei più importanti rapporti commerciali che ancora oggi sono attivi.
Nei secoli segue in parte il destino del territorio di Bormio e di Sondrio, mantenendo però un certa autonomia, mantenendo e far fiorire la propria vasta attività commerciale. Nel XVII secolo diventa anche un importante centro termale, frequentato soprattutto dalle classi agiate, grazie alla scoperta da parte del parroco Baldassare Bellotti di fonti di acqua ferruginosa. Queste fonti sono di due tipi, una classica ricca di zolfo, ed una seconda sorgente cosiddetta akua forta, conosciuta anche come acqua ricca di ferro dal particolare sapore acidulo e piccante.
Sono sorgenti terapeutiche le cui proprietà si conoscono da anni tanto che ancora oggi molti al di fuori di queste vallate frequentano la zona. Per sfruttare commercialmente le sorgenti, nel 1835 quando venne costituito anche uno stabilimento di imbottigliamento di questa prodigiosa acqua, tanto che per molti anni, ed in parte ancora oggi, viene commercializzata e esportata in numerosi paesi.
Grazie a queste motivazioni la città divenne famosa e particolarmente ospitale, tanto da diventare un centro di aggregazione sociale, i bagni termali vengono abbelliti e ingranditi e venne costruito anche un padiglione in stile gotico ancora oggi in piedi. Sicuramente non è un classico elemento architettonico delle zone montane.
Tra le due guerre, la città ha visto estinguersi le sue sorgenti di acqua e la sua notorietà subisce un pesante stop, con conseguente calo del turismo e del commercio. I padiglioni termali vennero convertiti ed in seguito demoliti. Oggi la città ha ritrovato il suo antico spirito ed è diventata un importante centro turistico in particolare invernale per la presenza di diverse piste e campi da sci o dove poter praticare sport invernali.
Si tratta di un centro davvero unico nel suo genere. Al momento, vicino alla pista di Cevedale è stato creato un piccolo Museo della città dove sorgerà una fontana con due zampilli, uno per l’akua forta ed uno per l’acqua solforosa contornato di foto e racconti dell’epoca d’oro di Santa Caterina Valfurva.
La città di Santa Caterina Valfurva è un centro che offre ai suoi avventori e turisti numerosi piatti tipici e ricette con ingredienti genuini e locali. Si tratta di piatti particolarmente sostanziosi, molto amati da chi frequenta le zone montane e adatti a chi è impegnato in sport invernali che richiedono un gran numero di energie. Non mancano piatti come gli sciatt al formaggio o i famosi pizzoccheri. Molto preparata è anche la polenta ancora oggi preparata negli antichi calderoni sul fuoco scoppiettante del camino. Nella maggior parte dei casi i pasti sono accompagnati da formaggi, carne di selvaggina, grappe e vini rossi forti. I vini più famosi della zona sono i sassella, inferno e grumello.









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