Scilla, la perla mitologica della Calabria
Dalle origini mitiche di Scilla e Cariddi decantate già da Omero, oggi la città calabra è una capitale culturale in cui non lasciarsi sfuggire pane e 'nduja.
Considerato uno dei borghi più belli e caratteristici d'Italia, le origini di Scilla affondano nel mito. D'altronde chi non ha mai sentito parlare di Scilla e Cariddi? Questa perla sulla costa tirrenica della Calabria affacciata sullo Stretto di Messina, è diventata da molti anni meta di artisti e musicisti che si raccolgono intorno ai diversi festival musicali che si svolgono qui. Un promontorio in cui si fondono mito, storia e bellezza, approdo inevitabile per chiunque visiti Reggio Calabria.
Tappa speciale è la frazione di Chianalea, la piccola Venezia del sud. Un mare cristallino, protagonista dell'Odissea, e tanta cultura musicale vi aspettano a Scilla Reggio Calabria. Il periodo migliore dell'anno per visitare Scilla è la primavera, in cui il buon tempo si fa sentire ma le folle di turisti un po' meno. Se invece volete godere in tutto e per tutto dell'incredibile "Spiaggia delle sirene", venite in estate.
Andateci se vi piace: natura, storia, mitologia e buon cibo
Per quanto tempo: due-tre giorni
Il periodo migliore: primavera, estate

Cosa sapere su Scilla
Origini di Scilla
Il primo nucleo abitato di Scilla risale all’epoca della guerra di Troia, secondo lo storico Polibio, quando era abitata da una delle primitive popolazioni italiche. In seguito fu occupata da Tirreni, Greci e Calcidesi. Una comunità di pescatori che potevano contare, come alleata, sulla presenza dei numerosissimi scogli. La popolazione viveva anche di agricoltura, sviluppando, in seguito, il commercio marittimo e anche via terra. Sicuramente, date le antiche origini e grazie ai ritrovamenti, si ha conferma della fertilità di questi incantevoli luoghi di Scilla. Sul finire del IV secolo a.C., cadde sotto il dominio di Anassilao, il tiranno di Reggio di Calabria, e successivamente appartenne ai Romani e poi fu invasa dai Saraceni; e poi Bizantini, Normanni, Svevi fino agli Aragonesi nel XVI secolo.
Il mito di Scilla e Cariddi
Secondo la mitologia greca, Scilla era una ninfa marina della quale si innamorò Glauco, un dio marino figlio di Poseidone, metà uomo e metà pesce che per il suo aspettò la spaventò. Quest'ultimo si recò quindi dalla maga Circe per ottenere un filtro d'amore e lei, vista la bellezza di Scilla, presa dall'invidia e dalla gelosia per essere stata rifiutata da Glauco, trasformò la ninfa in un mostro. Nell’Odissea di Omero Scilla viene raffigurata con le sue sembianze mostruose: donna nella parte superiore e con con sei mostruose teste di cani latranti nella parte inferiore. Scilla, terrorizzata dal suo aspetto, si rifugiò per sempre in una cavità di tra gli scogli lungo questo tratto di costa, che da allora prese il suo nome. Nella tradizione Scilla fa il paio con Cariddi, altro mostro marino, figlio di Poseidone e di Gea, che succhiava l’acqua del mare e la risputava con una tale violenza da far naufragare le navi di passaggio.
Eventi a Scilla
Il principale evento che si tiene a Scilla è la Festa di San Rocco, il patrono della città. La Festa di San si celebra ogni domenica successiva al 16 agosto. Tra fuochi di mezzanotte, falò sulla spiaggia delle Sirene, è un appuntamento fisso per migliaia di persone provenienti da tutta la provincia. Durante la manifestazione viene allestita anche una sagra, tra le cui bancarelle non mancano prodotti tipici ed enogastronomici. Un altro evento fisso è il Festival Internazionale del Mediterraneo dell'Arte Contemporanea.

Dove si trova Scilla
Il comune di Scilla si trova in provincia di Reggio Calabria ed è una località turistica e balneare. Il centro di Scilla si trova su uno sperone di roccia, noto come Promontorio Scillèo, che si protende sullo Stretto di Messina. Scilla è situata a 22 chilometri dal capoluogo, tra Bagnara Calabra e Villa S. Giovanni, si trova sull’omonima punta che si protende sullo Stretto di Messina.
La città è divisa in 3 quartieri: il borgo antico di Chianalea dove le case sembrano quasi scendere nel mare e sono separate da piccole viuzze. Marina Grande ospita il chilometro di lungomare della “Spiaggia le Sirene” e infine San Giorgio, il quartiere residenziale.
Come arrivare a Scilla
In automobile, da Roma percorrete la A2/E841 e poi E45 Autostrada del Mediterraneo.
L'aeroporto più vicino a Scilla è quello di Reggio Calabria che dista 20.5 chilometri. Altri aeroporti vicini sono Lamezia Terme ad 86.5 chilometri e Catania a 104 chilometri.
La stazione ferroviaria di Scilla si trova lungo la linea ferroviaria che da Salerno giunge fino a Reggio Calabria. Qui transitano i treni regionali gestiti da Trenitalia, che hanno come destinazione Rosarno, Cosenza via Paola, Reggio Calabria Centrale, Salerno, Villa San Giovanni, Palmi, Gioia Tauro e Bagnara con un passaggio ogni venti minuti circa.

Cosa mangiare a Scilla
Visitare Scilla vuol dire avere un assaggio della famosa cucina calabrese, che si presenta molto varia. Semplice, ma sicuramente molto saporita, è caratterizzata soprattutto dall’uso di spezie e del famoso peperoncino calabrese utilizzato, insieme all’olio, come conservante per le pietanze. La Calabria infatti, così come l’Abruzzo, è la regione in cui il peperoncino le fa da padrone.
Una specialità della splendida Scilla è sicuramente il pesce spada, utilizzato per prepara sia i primi che i secondi piatti. In estate viene preparata anche l’insalata di pesce spada condita con limone e arancia, una vera prelibatezza. Altri prodotti tipici sono l’olio essenziale di Bergamotto e il verdello, una particolare varietà di limone che viene coltivata nella piccola frazione di Favazzina. Altri prodotti sono la pasta fatta in casa, i salumi, le verdure sott’olio, i formaggi e anche, naturalmente, i dolci.
Un piatto tipico che si trova facilmente nei ristoranti della città è il pesce spada alla ghiotta. Secondo la tradizione il pesce viene cotto in padella con pomodori, capperi, olive e, ovviamente, il famoso peperoncino. Il pesce spada però può essere servito anche come arrosto, facendolo marinare in olio, sale, limone e origano. Da gustare anche gli involtini di pesce spada preparati con prezzemolo, capperi e peperoncino.
Tipico della Calabria è infine la ‘nduja, tipico salume che presenta una particolare consistenza morbida con un sapore piccante. Spesso accompagna contorni oppure viene utilizzato come ingrediente nella preparazione di molte ricette tipiche. Altrimenti lo si può gustare spalmato su del pane fresco, oppure con una base di aglio privo del cuore.
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