Sibari: la guida completa e aggiornata
Guida Sibari, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Sibari (anche nota come "Sybaris", dal greco antico S?ßa???) è una frazione del comune di Cassano all'Ionio che conta circa 5.000 abitanti, che affaccia sul golfo di Taranto e che si trova a circa 5 chilometri di distanza dal mare, ad un'altitudine media di appena 4 metri al di sopra del suo livello.
Sorge nel cuore di una piana omonima in uno spazio delimitato dai fiumi Crati e Coscile e dal punto di vista climatico presenta temperature tendenzialmente calde, con piovosità concentrata soprattutto durante la stagione invernale: da questo punto di vista il mese più freddo dell'anno è gennaio, durante il quale si registra una media (comunque mite) di 10.6 °C; al contrario il mese più caldo è agosto, durante il quale si registra una media di 26.3 °C.
L'area della Piana di Sibari risulta essere abitata dai tempi più antichi, come ben rimostrato da ritrovamenti di utensili e resti di ceramiche avvenuti nelle Grotte Carsiche di Sant'Angelo e risalenti addirittura al Neolitico.
La foce del Fiume Eiano è inoltre stata sede di Cossa Enotria, città fondata dagli Enotri durante il XVI secolo avanti Cristo; detto ciò la nascita formale di Sibari è datata 720 avanti Cristo ed è da attribuirsi alla civiltà greca: più precisamente da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso guidati, secondo lo storico Strabone, da Is di Elice.
Sempre stando a quanto testimoniato da Strabone, Sibari si sarebbe sviluppata in tempi rapidissimi, arrivando a governare su quattro tribù e ben 25 città e portando a combattere contro i Crotoniati un esercito composto dall'impressionante cifra di 300.000 uomini. Nonostante ciò proprio i Crotoniati avrebbero conquistato la città nel 510 a.C. e la avrebbero addirittura sommersa deviando il corso dei fiumi di cui sopra.
Circa mezzo secolo dopo popolazioni panelleniche avrebbero fondato la vicina Thurii (più precisamente tra gli anni 444 e 443 a.C.), che però sarebbe stata presto assoggettata dai Lucani, perdendo poi ogni rilevanza economica e politica con l'avvento dei Romani e la sua trasformazione in una colonia di nome Copia.
Nell'anno 84 avanti Cristo la città sarebbe stata trasformata in un municipio, arrivando a svilupparsi ancora una volta durante il periodo imperiale, più precisamente tra i secoli I e III dopo Cristo. Successivamente però sarebbe iniziato un declino quasi inesorabile, provocato dall'impaludamento della zona, che avrebbe portato l'intera area di Sibari a venire quasi completamente abbandonata.
La Sibari del presente è rinata come frazione soltanto negli anni '60 del Novecento, grazie ad un'imponente operazione di bonifica dei siti paludosi circostanti portata avanti dal governo con l'azione del Consorzio Opera Sila: un'operazione molto impegnativa che ha avuto esiti semplicemente straordinari, visto che ha permesso di riportare alla luce la già citata piana di Sibari, ovvero la pianura più grande di tutta la Calabria, oltre che un luogo quasi mitico, entrato nell'immaginario comune di storici e scrittori grazie alla sua straordinaria bellezza: a tal proposito siano sufficienti le dichiarazioni del numismatico francese François Lenormant che affermava di essere convinto che non vi fosse in "nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari".
Sibari si trova a circa 15 chilometri di distanza dal comune di Cassano Allo Ionio e a circa 70 chilometri dal suo capoluogo di provincia Cosenza. Muovendosi in automobile la frazione è raggiungibile, qualora si provenga da nord, prendendo l'Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria (uscendo allo svincolo Sibari), oppure, qualora si provenga da est/ovest, percorrendo la SS106 Ionica Taranto Reggio Calabria. La città è dotata di una propria stazione ferroviaria collegata a diverse località sia della Calabria che della Puglia e l'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme (che dista circa 130 chilometri dal centro abitato).





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