Valeggio sul Mincio: la guida completa e aggiornata
Guida Valeggio sul Mincio, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Di là dal fiume e tra gli alberi, tra il lago di Garda e i monti: la città d’arte di Valeggio sul Mincio emoziona nel suo status di borgo antico che ha tanto da raccontare e da offrire, tra itinerari storico artistici, bellezze naturalistiche, strutture sportive, parchi tematici di vario tipo e una squisita ospitalità, per ogni gusto.
Quasi 15mila abitanti e un paesaggio forgiato nelle colline moreniche, i materiali abbandonati dai ghiacciai migliaia e centinaia di anni fa, per Valeggio sul Mincio, la cui caratteristica è quella di essere un po’ lombarda e un po’ veneta, visto che il suo territorio è a cavallo di due regioni.
È in provincia di Verona ma è vicinissima a Mantova, per cui qui sono incastrate le tradizioni e gli stili di vita di Veneto e Lombardia. Ed è anche una città di frontiera, diciamo così, tra terra e acqua, quella del Mincio. In effetti, come la sua frazione incantata Borghetto, è stata proprio costruita nelle vicinanze di un antico guado. Il suo clima è quello tipico di buona parte della pianura padana, con inverni non freddissimi, poca pioggia e tanta nebbia, ed estati calde e afose, mentre primavera e autunno sono più miti, ma pure piovosi. Però non sono certo un po’ di pioggia e nebbia a limitare le curiosità dei viaggiatori che qui troveranno davvero pane per i loro denti.
In zona gli uomini sono arrivati molto presto, ci sono tracce relative all’età del Bronzo, con un grande villaggio a palafitte dalle parti di Borghetto, nella zona conosciuta come l’Isolone della Prevaldesca, che ha restituito qualcosa come sedicimila reperti dell’epoca. Si sa che attorno al VI secolo avanti Cristo arrivano tribù celtiche provenienti dalla Francia centrale, i Galli Cisalpini, mentre sono probabili incursioni etrusca, come testimoniano certi materiali rinvenuti in loco.
Del resto, il guado sul Mincio è di grande rilevanza strategica per i figli di Augusto, tanto che si inventano pure strutture di raccordo da qui alle Vie Consolari Postumia, Gallica e Claudia Augusta. Con la fine dell’impero romano, tra V e VI secolo dopo Cristo, via libera alle invasioni barbariche. A un certo punto i Longobardi decidono di creare lungo il fiume un loro abitato, coltivando i terreni all’intorno dopo opere di bonifica e richiesta di dazi per i passaggi fluviali. Nel X secolo il territorio appartiene al Regno di Germania.
Tra il XIII e il XIV secolo si costruiscono grandi fortificazioni medievali, come il Castello Scaligero e il Ponte Visconteo. Nel 1400 il territorio passa nelle mani della Repubblica di Venezia, acquisendo man mano un’identità agricola molto fiorente, soprattutto grazie al commercio dei bachi da seta. Sono i secoli in cui è fiorente lo sfruttamento dell’ittiofauna, praticato con il sistema delle ‘peschiere’ fisse. Divisa e contesa più volte durante la fine del Settecento e l'Ottocento, Valeggio sul Mincio vede numerose battaglie risorgimentali e, dal 1867, entra a far parte del giovane Regno d'Italia.
In zona, accanto all’attività turistica sempre più importante, l’economia è soprattutto agricola e qui in particolare va forte la produzione vinicola del Bianco di Custoza DOC e del Bardolino. Tra i prodotti, c’è poi il tortellino di Valeggio sul Mincio che ha decretato la presenza di tanti pastifici nonché ristoranti per assaporarlo. Addirittura risalgono al '300 le testimonianze circa la presenza di un’osteria dalle parti di Borghetto in cui già si gustava. Tra gli eventi di Valeggio, il suo tortellino è assolutamente protagonista. All’inizio di settembre c’è la manifestazione Tortellini e Dintorni, un vero e proprio viaggio nel gusto e nelle tradizioni locali, una tregiorni che permette pure di sorseggiare i suoi prestigiosi vini Bianco di Custoza e Bardolino.
Da curiosare pure nell’atrio del Palazzo Municipale, dove si svolge il Mercato d’Eccellenza, cui partecipano produttori e rivenditori degli alimenti locali. Sempre la pasta ripiena è al centro della Festa del Nodo d'Amore, il terzo martedì di giugno, con la presenza di una mega-tavolata di 650 metri con oltre 4mila invitati tutti intenti a mangiare i famosi tortellini. Il primo fine settimana di luglio si tiene l’Antica fiera di Valeggio, con stand gastronomici e di artigianato, orchestre di liscio e palio delle contrade. Da ricordare anche il Mercatino dell'antiquariato in piazza Carlo Alberto, ogni quarta domenica del mese, molto apprezzato dagli appassionati che possono trovarvi tra l’altro stampe, monete e porcellane antiche.
Tra novembre e dicembre, Il Regalo di Natale, mostra-mercato di street food, artigianato artistico, animazione per i più piccoli e la magica atmosfera del Natale si accende con la metasequoia illuminata di Borghetto, Santa Lucia ed i festeggiamenti con i bambini, il concerto di Santo Stefano, mercatini di artigianato artistico, per finire con il tradizionale falò propiziatorio della ‘Vecia’ il 6 gennaio.
Quando si viene a Valeggio, è praticamente obbligo provare il tortellino tipico, con sfoglia sottile e ripieno squisito a base di carne. Qui lo chiamano anche il nodo d’amore, oltre che agnolìn, per via di una leggenda trecentesca, che racconta dell’amore tra Malco, il capitano delle guardie del signore di Milano Giangaleazzo Visconti, e Silvia, una ninfa abitante nel fiume: è una passione impossibile, tra due mondi distanti, e così lei gli regala un fazzoletto di seta dorata, annodato, in ricordo del loro eterno amore… Da lì, ad inventare una sfoglia sottile, annodata e tagliata come il fazzoletto… ci volle proprio poco, per la gioia del nostro palato. In genere i tortellini sono conditi con burro fuso, fogli di salvia e parmigiano, ma si mangiano pure in brodo.
Da assaggiare anche el riso maridà, un risotto preparato con il brodo di bovino, condito a strati con un ragù di carne mista e pezzetti di prosciutto cotto e formaggio, messo al forno e rifinito con pezzetti di burro e parmigiano. Da non perdere poi i pesci di acqua dolce, come il luccio in salsa o le guancette di Sona, vitello brasato con il bianco di Custoza.
Poiché il territorio è ricco di frutta e verdura, da provare i broccoletti di Custoza, semplicemente lessati e conditi con olio extravergine, assieme a fette di salame e/o uova sode, le pesche di Bussolengo e i kiwi, prodotto relativamente recente arrivato qui negli anni Settanta del secolo scorso e che è ampiamente coltivato con successo.
Tra i dolci, la Torta delle Rose nata per omaggiare la bellezza di Isabella D’Este o la Coppa al Bagno, una crema alla nocciola gelata servita con un preparato liquoroso dalla ricetta segreta.
Il nome di Valeggio sembra sia legato al dominio dei Longobardi, che lo chiamavano così per indicare un ‘luogo pianeggiante’, mentre il vicino Borghetto significa ‘insediamento fortificato'. E proprio a Borghetto è nata nel 1954 la cantante Ivana Spagna, mentre cittadini onorari sono Albert Bruce Sabin, il virologo inventore del vaccino contro la poliomielite, e Benito Mussolini, omaggiato con delibera comunale del 24 maggio 1924.
Valeggio sul Mincio non ha ancora perso la sua identità medievale, che si percepisce passeggiando qua e là, soprattutto in zona Borghetto, definito uno dei borghi più belli d’Italia. Un’atmosfera idilliaca si respira in tutto il suo territorio, con pochi monumenti ma ricchi di storia, arte e cultura. E poi, la regina di questi luoghi, l’enogastronomia, poiché Valeggio è senza dubbio il centro degli appassionati dei tortellini nodo d’amore.













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