Verbania: la guida completa e aggiornata
Guida Verbania, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Verbania ha tratto le sue fortuna per prima cosa dalla sua felicissima posizione geografica sulle rive del lago Maggiore, nel tratto del golfo Borromeo dove sfocia il fiume Toce, in un promontorio a forma di triangolo rovesciato.
Verbania è stata formata dall’unione dei comuni di Intra e di Pallanza, e quest’ultimo a sua volta è il risultato della fusione di Trobaso, Zoverallo, Cavandone, Suna e Unchio. Ancora oggi le frazioni sono quelle di Antoliva, Biganzolo, Cavandone, Fondotoce, Intra, Pallanza, Possaccio, Renco, Suna, Torchiedo, Trobaso, Unchio e Zoverallo.
Verbania è circondata dai monti, come il Monte Rosso, il Monte Zeda, il Pizzo Marona, con numerosi parchi (il Parco Nazionale della Val Grande, la riserva naturale speciale di Fondotoce). L’altitudine di Verbania, vista la presenza di diversi nuclei, va dai 197 metri (in prossimità delle rive del lago Maggiore) fino ai 693 metri della cima del Monte Rosso.
Il clima di Verbania ha inverni freddi ed estati abbastanza calde ma la presenza del lago mitiga gli estremi; in particolare, Verbania vanta un’aria eccezionalmente pura, anche grazie a una storica attenzione alle emissioni di CO2.
Anche se la storia di Verbania in sé è relativamente recente, essendo frutto di un aggregazione operata nel 1939, i comuni che la compongono hanno un’origine molto più antica, tanto che queste zone vennero abitate prima dai Leponzi, contemporanei degli Etruschi, e poi dai Romani. Intra (che deriva il suo nome dall’essere situata tra due fiumi, il San Giovanni e il San Bernardino) nell’alto Medioevo fu di proprietà dei conti di Biandrate e poi del vescovo di Novara; poi passò ai Visconti, ai Borromeo – i proprietari anche delle omonime splendide isole che ancora oggi rappresentano forse la primaria attrazione del lago Maggiore – i quali mantennero la loro proprietà anche durante il periodo dei governi della Spagna e dei Savoia. Pallanza, invece, era una corte regia, che appartenne poi alla famiglia dei Da Castello, fedele a Federico Barbarossa; quando Intra venne infeudata ai Borromeo, grazie alla sua ricchezza Pallanza riscattò la sua giurisdizione, restando soggetta soltanto al maggior magistrato milanese. Qui arrivarono poi due ordini religiosi, i Francescani di San Bernardino e i Cappuccini. Per entrambe le località, comunque, grande rilievo turistico hanno avuto la costruzione di grandi hotel nell’ottocento, come il Grand Hotel, oggi Majestic, del 1870, seguiti dall’Hotel Eden e poi Métropol, oggi Europalace, San Gottardo e Bellevue.
Verbania ha storicamente avuto una certa importanza dal punto di vista dell’industria chimica; qui si trovava uno stabilimento della società Rhodiatoce per la produzione del nylon 6,6; la società divenne poi Montefibre e poi Taban, di proprietà del gruppo Montedison. Lo stabilimento, che occupava una buona parte dei cittadini di Verbania, venne chiuso nel 1983 per la crisi del settore chimico, così come l’importante cartiera a Possaccio. Da tempo Verbania prospera invece sulle attività del terziario e in particolare sul turismo, che attira parecchie migliaia di abitanti ogni anno.
Tra gli eventi di Verbania, particolare interesse hanno quelli a carattere floreale, come la Mostra della Camelia di fine marzo, la Settimana del Tulipano a fine aprile, la mostra mercato di piante succulente rare Cactus Folies a metà luglio, la Mostra permanente delle Dahlie da luglio a ottobre a Villa Taranto, Orchidee sul lago a metà settembre a Villa Giulia, Verbania è anche una città attiva nella promozione dell’editoria specializzata, come per il Festival della letteratura di montagna Lago Maggiore Letteraltura, a fine giugno, Il Paese dei narratori l’ultimo week-end di agosto, il Salone del libro sul giardino a fine settembre e agli inizi di ottobre; da ricordare anche a Cavandone il Festival di musica antica e popolare Difogliedilegnodipietra, a luglio e a Pallanza il Palio Remiero del 14 agosto, gara di galeoni in notturna con tanto di spettacolo pirotecnico finale.
Presso Verbania, così come in molti centri del lago Maggiore, la cucina e la gastronomia si basano sia sui prodotti del lago che su quelli delle valli vicine. In particolare, hanno una grande importanza i molti formaggi d’alpeggio, come l’Ossolano d’Alpe, il celeberrimo Bettelmatt – uno dei formaggi più rari e pregiati d’Italia, prodotto soltanto in 7 alpeggi delle Valli Antigorio e Formazza – e la Toma del Mottarone, senza dimenticare il Gorgonzola. Pregiato anche il miele, in particolare di castagno, robinia, tiglio, rododendro, di melata, millefiori di montagna, gli insaccati come la mortadella Ossolana, il Prosciutto e il violino di capra della Valle Vigezzo, il lardo alle erbe di Macugnaga, la carne secca, il Salam della Duja, il Fidighin Pat, il riso (con la nota Paniscia), i vini come il Ghemme Docg e il Nebbiolo Doc, il Prunent, il Neuv Bruschett, il Cà d’Matè, l’Ossolanum, il Tarlap, il Baloss, i vini di Angera, i dolci tipici della zona come il Crescenzin, le Fugascine, le Margheritine di Stresa.
Tra le ricette, un piatto tipico sono gli Gnocc a la Verbanese, in cui all’impasto per gli gnocchi vengono aggiunti anche erbette, uova e parmigiano, il tutto da condire poi con burro e salvia. Per quanto riguarda il pesce è soprattutto il pesce persico, in particolare nel risotto, a rappresentare il prodotto più tipico e rinomato, e poi gli agoni, detti “Misurtit”, tenuti sotto sale ed essiccati al sole per essere poi mangiati con la polenta o in salsa verde.
Una curiosità: tra le persone che hanno legato la propria storia a Verbania, in particolare a Selasca, c’è anche un celebre matematico tedesco, Bernhard Riemann, l’auto della celebre Ipotesi sui numeri primi; morì qui durante un viaggio per curare la sua tubercolosi acuta, e una lapide ancora lo ricorda nel piccolo cimitero.












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